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Una storia di BettinaB

3

All'Uomo Ragno piacciono i Pink Floyd (parte 1.)

(Il fato e l’attimo fuggente sono roba per supereroi. Ai comuni mortali basta sapere che finalmente possono andare a dormire. BB).

Pubblicato il 31 luglio 2015

1.

"Uno di questi giorni. ( one of these days )".

Beh, vediamo cosa dice l’oroscopo di domani.

Acquario. I nemici segreti occupano la sesta casa…

Manco ce l’ho una casa.

Via Settembrini. Case popolari -e si vede che sono popolari-, perché l’aria umida del mare si è innamorata perdutamente di questi muri.

Chiudo l’atlante che mi serve solo a sognare. Los Angeles, Cuba, Samoa, Haiti. Uno di questi giorni cambio vita sul serio. Finché non ho completato la cartografia mondiale a forza di crocette non torno a casa. Meglio uscire a giocare al Superenalotto. Non si sa mai. Meglio sperare che domani vinco una palanca di soldi ed è la volta buona che cambio tutto della mia vita. Neanche il tempo ci perdo, a tirar giù le tende scolorite da questa stanza. Saluto il porto e la Fortezza Vecchia, monto sul primo aereo e prima di girare il mondo vado a farmi un riposino, destinazione Abidjan, Costa d’avorio, sarà anche terzo mondo, ma mi compro tutta la spiaggia da San Pédro a Cape Three Points. Uno di questi giorni, accadrà, sul serio.

“One of these days”, I, all’italiana e non the… Pink Floyd. Per pensare bene ci vuole un disco dei Pink Floyd che gira nel salotto di casa. Per non pensare affatto invece ci vuole Paolo Rossi inseguito dal Brasile ai Mondiali di calcio nell’ottantadue. Lì, vinci. Vinci e basta! E poi mettici che hai solo trent’anni e non te ne importa niente di spaccarti le ossa alle acciaierie, ma a cinquantadue sì.

Spalle larghe, capelli brizzolati e mani forti.

Carattere tendente al malleabile. Troppo.

Stato civile: divorziato.

Figli a carico: due, Italo e Italia; maggiorenni.

Creditori: le casse dello Stato.

Debitori: uno soltanto, la vita.

Nome e Cognome: Settimio Franchi.

Passioni: Geografia. Pink Floyd. Donne.

Un improvviso pizzicore all’altezza dell’inguine, accende i ricordi. L’altra mattina mi sono svegliato e di fianco a me nel letto c’era una bionda niente male. Ho dormito così bene che manco me la ricordavo. Platino tinto. Le bionde tinte sono quelle che ti lanciano i messaggi più diretti per far sesso, non c’è bisogno di perderci dietro molto tempo e il venerdì sera allo Sporting le bionde tinte fanno il mucchio; si può scegliere. Tacchi di camoscio rosso, calze a rete e un bel biondo fresco di parrucchiere.

Il perché a Settimio gli piacciano le tinte biondo platino deriva dal fatto che le bionde naturali non lo hanno mai filato.

Esco che è meglio. L’aria fredda di gennaio mi strizzerà il cervello meglio di una spugna e poi, Paolo Rossi contro l’Ovest della Germania, chissà quando mi capita di rivederlo.

<<‘Ngiorno Marzia>>.

<<‘Ngiorno Settimio>>.

Fa il viso rosso tutte le volte che mi saluta. E’ la dirimpettaia e con me vorrebbe una storia, di quelle vere: preliminari, serate a lume di candela e promesse. Siamo a Livorno e le promesse è un dì che son salpate in mare. No, io non c’ho tempo per riprovare un’altra storia; se poi va male pure questa? Da una ci ho guadagnato due figli che non si ricordano nemmeno dove vivo.

Marzia però non è male. Bella morona, grassottella sui fianchi, due seni che sembrano ancora quelli di una ragazzina. Anni, cinquanta, forse. Si guadagna da vivere facendo le pulizie negli uffici del quartiere ed è nubile. Magari uno di questi giorni la invito a cena, metto su un disco dei Pink Floyd e apro una bottiglia di vino rosso. Il resto viene da sé. Quella però mi sa che il giorno dopo si aspetta una rosa accanto alla tazzina del caffè.

Per uno come me è meglio una come quelle che rimorchio allo Sporting, il venerdì sera. Tre balli vecchio stampo, due Jack Daniels poco ice e una donna da portarmi a letto.

Marzia sorride ancora. Uno stupido attimo e penso che mi abbia letto nel pensiero.

<<Settimio…>>.

<<Sì?>>.

<<Ecco…>>.

Il dubbio è subito svelato. Mi porge una busta da lettere, l’indirizzo scritto a penna, "SETTIMIO".

<<Ieri è passata, sì, insomma, tua moglie. Patrizia. Ha suonato, però tu non eri in casa. Allora ha bussato a me e mi ha lasciato questa>>.

<<Ex moglie!! >>.

E’ meglio precisare. Ci tengo a farlo perché se Patrizia fosse ancora mia moglie vuol dire che mi sarei bevuto del tutto il cervello, invece è l’ex a salvarmi, quella minuscola particella che si frappone tra la mia percezione di apparire ancora credibile al resto del mondo e l’orribile possibilità di essere un coglione garantito.

<<Scusa, ti ricordi che ore erano?>>.

<<Beh, più o meno l’ora di pranzo>>.

Le strappo la lettera dalle mani. Vado di fretta.

<<Grazie Marzia>>.

Sento ancora il suo sorriso spalmato sul mio collo mentre scendo le scale, come burro su una fetta di toast abbrustolito.

(segue...)

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