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Una storia di Flavia

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Quando l'Amore dice no

Le solitudini non scelte

Pubblicato il 27 febbraio 2017

"Fuori fa freddo, è una tipica giornata uggiosa di fine gennaio qua in campagna, gli alberi spogli e il bosco di fronte mi osservano con il loro silenzio impenetrabile. Io li guardo a mia volta e un sorriso triste si dipinge sul mio viso fresco e ancora piuttosto giovane ma contratto e segnato dalle troppe lacrime che lo hanno irrigato su quel cuscino sprimacciato sul letto della mia camera solitaria.

Nell'aria si diffondono le note di Guccini, "Ti ricordi quei giorni", e mi sembra quasi che stia raccontando di me. Sta raccontando di quando l'amore se ne va, di quando qualcuno ti guarda negli occhi (se ce la fa, altrimenti ti lascia per telefono ma vabbè) e ti dice "Basta", "Ho paura di amarti". Anche io ricordo quei giorni, i giorni in cui, anche io, come quasi tutta la totalità degli uomini e delle donne, ho amato.

Sì, ci sono stati dei giorni in cui anche io ho avuto qualcuno accanto. Ho conosciuto l'amore.

E' stato tanto tempo fa, quando ancora ci credevo, quando l'amore era ancora buono con me e mi elargiva i suoi preziosi sentimenti e mi faceva sentire viva.

Viva, giovane, tremendamente felice.

Ma poi l'amore è fuggito, così, all'improvviso. Ho bussato alla sua porta e l'ho trovato scostante, leggermente infastidito. Irritato, sdegnato.

Mi ha rinnegato, quasi fossi uno straccio polveroso e consunto dal tempo. L'amore è andato da altre donne, più o meno belle di me, più o meno giovani, più o meno colte e simpatiche. Ma da me non è mai più tornato.

L'ho aspettato per tanto tempo, sotto la pioggia e i temporali, al cocente sole d'agosto, mentre il sole tramontava in riva al mare o sorgeva sulla cima delle catene montuose.

Gli ho creduto. Ho sperato che un giorno ci ripensasse e si ripresentasse a me. Mi sono tenuta pronta a riceverlo ma mi ha sbeffeggiato, illuso, tradito.

Mi ha guardato con occhi taglienti, mi ha sussurrato con un ghigno che no, io non ero degna di lui.

Il tempo è trascorso e, sì, sono sola. Sola con me stessa, con un lavoro che ho scelto e desiderato, con un tetto sopra la testa e un cane, sì anche un cane.

Quando esco vado a passeggiare in riva al mare e lì mi capita spesso di vedere coppie di innamorati che passeggiano mano nella mano oppure si scambiano dolci baci seduti sugli scogli. Sarò sciocca ma gli occhi mi si velano di leggere lacrime che, prontamente, ho imparato a far scomparire nel polso della giacca o della maglia. Anche per me ci sono stati quei giorni, ho portato i miei amori in riva al mare e sono stata felice con loro.

Ma era un altro tempo. Intanto Guccini ripete "Io non credo davvero che quel tempo ritorni ma ricordo quei giorni..."

Mi viene in mente quando ero solo una bambina e un'anziana prozia, che viveva sola "per scelta", mi disse una grande verità. Le sue parole furono più o meno queste: "Mi sono pentita di essere rimasta da sola. Adesso, se avessi un compagno, la sera potremmo stare qua accanto al caminetto e parlare, farci compagnia, raccontarci qualcosa. Invece sono sola a guardare la legna bruciare lentamente".

Ne rimasi colpita ma ero solo una bambina. Avevo tutta la giovinezza davanti e, pensavo, infinite possibilità di trovare l'amore.

Mi coglie un sorriso triste. E' tristemente buffo, ora sono sola come lei. Non ricordo neanche più che voce avessero i miei amori, chissà cosa fanno adesso, se hanno una moglie, se mi hanno pensato anche soltanto una volta in tutti questi anni, se sanno che io sono sola e li ricordo sempre.

Chissà se, alla sera, tornano in una casa accogliente, calda e piena d'amore oppure, come me, aprono la porta sull'ingresso buio e freddo, senza affetto e senza luce...

Una volta qualcuno mi chiese come faccio a stare sola, a non condividere un abbraccio, un bacio, un brivido di piacere, una carezza con qualcuno che amo e che mi ami... Non ho saputo rispondere.

Questa è la risposta che non ho mai saputo dare nemmeno a me stessa quando me lo chiedeva, i primi tempi in cui l'amore mi rinnegò. Poi ha smesso di chiedermelo e ci siamo rassegnate a invecchiare sole, giorno dopo giorno.

Il tempo passa, è quasi buio ormai. Tra poco chiuderò le imposte e accenderò la luce su questo salotto troppo grande per me. Poi mi preparerò un the, mi siederò sul divano con il plaid sulle ginocchia e il cane accanto e ascolterò le risate degli innamorati della casa accanto quando, la sera, si ritrovano insieme e hanno mille cose da raccontarsi.

Forse mi racconterò qualcosa anche io nonostante, dopo anni e anni, abbia quasi esaurito il repertorio.

Ho smesso di parlare d'amore, ho smesso di crederci da quando è rimasto impassibile e indifferente alla mia presenza. Come se io non esistessi, coem se io passassi nel mondo in silenzio e in punta di piedi.

Le solitudini non scelte... Sono quelle che fanno più male.

La musica si spande ancora nell'aria, un sospiro, chiudere gli occhi e sperare di dormire presto per incontrare l'amore almeno là, nei sogni. Là, nel mondo onirico, dove un pò di amore, l'ho visto, c'è anche per me.

Domani, col sole... Non voglio pensarci adesso."

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