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Una storia di BaroneBirra

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Restituisco la linea

La coscienza dell'assassino

Pubblicato il 18 gennaio 2017

Avevo perso la sensibilità nelle mani quando per allacciare l'ultimo laccio emostatico feci partire quello schizzo di sangue inavvertitamente. Ero riuscito ad essere pulito come Mamma mi aveva insegnato, ma la stanchezza fisica aveva superato la concentrazione mentale.

- Svegliati bastardo pederasta! Sono due giorni che non fai altro che lamentarti e svenire, svenire e piangere, piangere e urlare. Pensi che io mi diverta a fare questo lavoro da solo? Credi davvero che tagliare, legare, riempire e smussare siano le mie vocazioni? Il mondo non ha più rispetto per i lavoratori. Dovresti essermi grato, se non fosse stato per me a quest'ora saresti già morto...-

Mi allontanai dal moncherino della gamba per prendere lo scottex e pulire il laghetto di sangue che si era formato a terra. Più sui miei vestiti che a terra, ma non potevo lamentarmi. Era stata colpa mia se l'ultimo dei quattro lacci era stato allacciato male. Ma infondo era stato un successo. Un altro al posto mio lo avrebbe ammazzato come minimo, o comunque avrebbe ricreato i fiumi di sangue delle antiche scritture.

- Ti prego... uccidimi...cosa vuoi da me? Non ho fatto niente, hai sbagliato persona... HAI SBAGLIATO PERSONAAAAA...-

Lo guardai in faccia appena finì di urlare, non appena finì le ultime energie che aveva accumulato per sprecare tutto quel fiato. Avvicinandomi con il rotolone in mano cercai di capire se fosse ancora cosciente, ma oltre che l'educazione, questa pecora nera di Dio, aveva perso lucidità a causa delle blasfemia che continuava a piagnucolare.

- Voglio raccontarti una storia, non so se riuscirai a capirla, ma almeno così potremmo passare un po' di tempo e magari riusciremo a conoscerci meglio, che ne dici? Beh...non sei più di molte parole. La mia Mamma mi ha sempre detto che le persone di poche parole, hanno grandi orecchie, ma quasi sempre cervelli troppo piccoli per capire cosa gli viene detto. Direi che questa volta aveva ragione, ma infondo lei ha sempre ragione, non trovi?-

Tutto questo spreco di carta per pulire il sangue di un peccatore che non merita di vivere.

-Quasi dimenticavo... E' arrivata l'ora della siringa per tenerti sveglio e pimpante, sei contento?-

Raccolsi la carta sporca di sangue e buttai nella spazzatura il cumulo che avevo raccolto. Mi dava sui nervi dover sprecare della preziosissima carta senza poterla riciclare, ma andava fatto. Per il bene di tutti. Era il volere del Signore. Presi la siringa dal tavolo dei medicinali e la rempii con la boccetta che avevo preparato due giorni prima. Era l'ultima.

-Dopo questa, non avrò altro modo di aiutarti, ma infondo non ne avrai più bisogno...- Sorrisi, come solo un bravo cristiano farebbe.

-eeee puff! Non hai sentito niente vero? Sono sempre stato bravo con gli aghi. Ho un esperienza non indifferente. Ho passato tutta la mia vita ad avere cura del diabete di quella santa donna di mia madre. Ogni giorno alla stessa ora, cascasse il mondo le facevo la sua iniezione di insulina e lei mi baciava la fronte come ringraziamento. Ma che vuoi capirne tu d'amore? Sarai cresciuto nel peccato e nell'infamia come il resto di questo diabolico mondo.-

Posai la siringa al suo posto e tirai uno schiaffo in faccia al peccatore per svegliarlo. Fece effetto. Mi guardava con lo sguardo di chi non sa, di chi avrebbe dovuto capire tutto, ma che è troppo stupido per afferrare il concetto. Presi una sedia, la girai al contrario e mi sedetti a cavalcioni difronte a lui.

-Ho finito finalmente. Non ci siamo di certo divertiti in questi due giorni, ma devo concederti che per essermi capitato miracolosamente fra le mani sei stato perfetto. Non potevo chiedere di meglio.-

Nel suo sguardo brillò per un secondo la fiamma di chi odia, ma si estinse immediatamente lasciando il posto alla vacuità di chi ormai ha accettato il suo destino.

- Ti avevo promesso una storia e te la racconterò, ma dovrai ascoltarmi. Non è carino parlare a qualcuno e accorgersi che è come parlare ad un muro, non trovi?-

Gli passai una mano fra i capelli per rincuorarlo e sfoggiai uno dei miei famosi sorrisi, se lo meritava...

-Allora... Da dove potremmo iniziare...-

[8 anni prima]

-Tesoro, non ti preoccupare. Andrà tutto bene. Ti ho insegnato sin da piccolo che il volere del Signore non può essere compreso da noi peccatori. Se ha deciso che questa brutta tosse dovrà segnare la fine dei miei giorni sulla terra accoglierò la sua decisione con benevolenza.-

Fui indeciso su che dire a mia madre mentre cercavo un posto libero all'interno del parcheggio dell'ospedale. Sapevo che qualsiasi cosa avessi detto avrei sbagliato e mi avrebbe costretto a pulire la mia mancanza di fede con una punizione corporale per chiedere perdono a Cristo. Ma non resistetti.

-Madre...-

Girò la testa verso di me distogliendo lo sguardo dal parabrezza che aveva fissato per tutto il tragitto.

-NON TI PERMETTERE DI DIRE UN ALTRA PAROLA CHE POSSA METTERE IN DUBBIO IL VOLERE DI NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO!!-

-Perdonami...- Le dissi abbassando lo sguardo sul volante appena finii la manovra di parcheggio.

L'ospedale ci fornì una sedia a rotella che aiutò mia madre a non stancarsi ulteriormente arrivando alla sala d'aspetto dell'ambulatorio. La sala era gremita di persone che avevano l'aspetto di chi era stato punito divinamente da peccati terreni. Fumatori accaniti, drogati, lascivi golosi, puttane. Mia madre non aveva niente a che fare con loro, lei era una santa donna. Lei non meritava di essere immischiata con quella feccia. Compreso me.

Aspettammo il nostro turno in silenzio, sfruttando l'occasione per pregare per le anime di chi era con noi, quando improvvisamente il volto di mia madre si illuminò di stupore e felicità. Seguii il suo sguardo e vidi una ressa di persone che velocemente superava la sala d'aspetto entrando come se nulla fosse all'interno dell'ambulatorio. Non capii subito. Ma la drogata seduta di fronte mi fù d'aiuto quando rivolgendosi a mia madre chiarì la situazione.

-Uuuu... Sono arrivati i pezzi grossi! Il Cardinale non vuole avere niente a che fare con noi poveri di fame, dico bene? Nemmeno uno sguardo quando è passato, non una parola per scusarsi di saltare la fila... Predicano bene e razzolano male, non è vero? Bastardi pedofili...-

-FA SILENZIO MERETRICE!- Mia madre non perse un solo secondo in più per zittire quella vile peccatrice.

-Come osi usare queste parole con un sacerdote di nostro Signore? NON TI VERGOGNI? Ognuno ha quello che si merita. La vedo la tua malattia, la vedono tutti. E sai perchè ce l'hai? Perchè hai abbandonato la strada della rettitudine per seguire i piaceri del demonio. Prega Dio onnipotente finchè ne hai la possibilità, ma dubito che volgerà a te il suo orecchio! Il Cardinale è un sant'uomo, ragion per cui non avrà niente oltre agli acciacchi della vecchiaia e a quelli della preghiera. Nostro Signore non oserebbe mai punire un innocente con una malattia da peccatori.-

La drogata le rise in faccia e tornò in silenzio.

Aspettammo un altra ora prima della visita, il Cardinale non ripassò mai dalla sala d'aspetto.

Tornati a casa mi punii per i peccati quotidiani. Mi punii più duramente che nei giorni precedenti. Quella sera non riuscii a dormire di schiena.

Nei giorni seguenti il mondo mi cadde addosso, non riuscivo a capire cosa fosse successo al mondo, cosa fosse successo a Dio. Perchè ci aveva lasciati nelle mani unte d'odio del demonio?

Mia madre morì poco tempo dopo a causa della meningite, così come quella drogata, così come tutti quelli nella sala d'aspetto. Così come il cardinale.

I giornali ricostruirono la storia molto in fretta. Si scoprì che il cardinale non era atro che un pedofilo, e per colpa di un bambino proveniente dallo Zambia, di cui aveva approfittato, si ammalò inconsapevolmente. E inconsapevolmente fece ammalare e morire altre 9 persone che vennero visitate quello stesso giorno, escluso medici e infermieri.

Fù allora che nel buio dei miei tormenti vidi la luce. Capii che non ero stato abbandonato da Dio, che fui stato uno stupido a pensare che Dio fosse morto. Ero stato scelto. Dio onnipotente che tutto vede e tutto sà mi aveva scelto per completare la rete del suo piano divino. Non ero altro che una pedina nella sua scacchiera e avrei dovuto obbedire ai suoi ordini.

Finalmente dopo aver perso tutto, finanche la mia fede, trovai la forza per comprendere il mio destino. Avrei fatto qualsiasi cosa per adempiere al suo volere. Avrei fatto di tutto per il volere di mia Madre

[Oggi]

-Sei comodo? Non è importante... quello che conta è che mantieni l'equilibrio. Senza gambe e senza braccia è un attimo che finisci con la testa sul cruscotto.-

Mi misi alla guidi non appena fui certo che la cintura di sicurezza e la corda supplementare facessoro il loro dovere con il mio passeggero. Ingranai la marcia e partii.

-So che non sei "totalmente" cosciente, ma un po di conversazione non ci farà male... Devo confidarti una cosa: Ho paura!-

Lo guardai per percepire una sua reazione che però non ci fù.

-Si lo so, lo so. Ti starai chiedendo perchè ho paura. Infondo ti ho dimostrato sin dal primo momento in cui ci siamo incontrati di essere un uomo retto, solido, timorato solo del volere di Dio. Ma vedi, è stato proprio lui a scegliere il mio destino, a portarmi fino a questo punto. Ne è una dimostrazione l'averti trovato insieme a quel bambino nel parco dietro la chiesa. Non posso negare che fino a quel momento la mia fermezza sia vacillata qualche volta. Infondo sono anche io un peccatore, un agnellino nel gregge del Signore, no?-

Iniziò a muovere la testa come se volesse rispondere, ma i medicinali che gli avevo somministrato, e tutto il sangue perso, gli impedivano a quel punto di parlare o addirittura di ragionare lucidamente. Continuai a tenerlo sveglio.

-Stavo dicendo... Ho paura! Ma non fraintendermi, la mia paura non deriva da una mancanza di fede nel mio destino, so benissimo a cosa vado incontro. La mia paura deriva da te. Sono stato troppo fortunato a trovarti e devo dirti la verità, non posso fare altro che complimentarmi per il lavoro svolto "con te". Ne ho capito sempre poco di scienza, ma credo che sia stato un autodidatta eccezionale. Beh, infondo ero guidato dalle mani del Signore!-

Gli feci un altro bel sorriso per stemperare la tensione. Quando i miei occhi indugiarono sullo specchietto retrovisore e mi vidi. Bello, raggiante, con i suoi abiti addosso, un vero Cristiano!

-Arrivati!-

Scesi e presi la carrozzina pieghevole sulla quale adagiai il mio compagno. Cercai di sistemarlo in modo da non farlo sembrare un moribondo. Lo controllai allontanandomi di un paio di metri per avere una prospettiva di lui più oggettiva. Perfetto. Niente macchie, nessun segno di percosse, nemmeno rigonfiamenti sospetti. Silenzioso come un frate francescano.

Presi la carrozzina e ci dirigemmo verso i primi controlli. Sapevo che non ci sarebbe stato niente da temere, e così fù. Il Signore era con me! Cercai di farci strada fra la folla, per arrivare al punto stabilito. Il luogo prescelto. La pietra dove avrei costruito la mia Chiesa, quella che Dio mi aveva ordinato di creare. Raggiungemmo il punto più velocemente di quanto immaginassi.

Controllai se in giro ci fosse qualche problema. Niente, tranne un bambino che guardadomi disse a un altra persona qualcosa di incomprensibile.

-Priester, want dié man saam met daardie ander priester het nie arms en bene?-

Non sarebbe stato un problema...

Finalmente era finita! Questo sarebbe stato solo l'inizio! Ed io avrei raggiunto la beatitudine, fra le braccia di mia Madre.

[L'indomani al telegiornale]

-Buongiorno e benvenuti a questa nuova edizione del telegiornale. L'edizione di oggi si apre con la sconvolgente notizia di ieri mattina: L'attentato al Vaticano. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire i fatti dopo indagini che hanno coinvolto servizi segreti e intelligence di quasi tutto l'occidente che si è mobilitato in solidarietà in seguito a questa strage. Per chi ancora non ne fosse informato, ricordiamo che una bomba esplosa a piazza San Pietro ha tolto la vita a più di 500 persone presenti lì per una giornata organizzata dal Papa per incontrare le comunità cristiane del terzo mondo. Secondo i dati fornitici dalle prime dichiarazioni delle autorità la maggior parte delle vittime, se non la quasi totalità, sarebbero bambini ed ecclesiasti provenienti. Il bilancio dei feriti ad ora vede quasi 400 persone, subito soccorse e portate al sicuro, ma si teme che queste possano trasticamente aumentare il bilancio dei morti. Ma colleghiamoci con l'inviata dal Vaticano per avere nuovi accertamenti.-

-Si, Buongiorno. La situazione qui diventa minuto dopo minuto sempre più surreale. Infatti grazie alle videocamere di sorveglianza della capitale gli inquirenti sono riusciti a risalire al colpevole riuscendo a ricostruire senza più molti dubbi i fatti. Sembra appunto che un uomo, del quale non conosciamo ancora il nome, abbia deciso di attentare alla vita di questi innocenti per una vendetta mista a fanatismo religioso. Si è scoperto che l'uomo fosse il figlio di una donna che otto anni fa morì a causa del famosissimo caso di cronaca nera che coinvolgeva un Cardinale, che si scoprì poi essere un pedofilo. Il cardinale infatti contrasse una violentissima forma di meningite che spezzò la vita a più di dieci persone, persone che erano presenti nell'ambulatorio dove cercò di farsi curare. Ma la cosa sconvolgente è che le notizie continuano a susseguirsi nelle ore. E' infatti da poco che si è scoperto che l'attentatore non era solo. Grazie alle telecamere di sorveglianza del Vaticano si è capito che l'attentatore, infatti, era insieme a un prete scomparso tre giorni fa, del quale vestiva l'abito ecclesiastico. Invito a questo punto le persone più sensibili ad allontanarsi per non ascoltare i particolari più cruenti della storia. Dalle immagini sembrerebbe che il prete sia arrivato a piazza San Pietro su di una carrozzina per disabili senza più i suoi arti. Dalla ricostruzione fornita dagli artificieri infatti si ipotizza che l'attentatore abbia usato 4 ordigni artigianali che sembrerebbe, a questo punto della storia, abbia piazzato nelle giunture del prete dopo averlo amputato. Le motivazioni non sono ancora chiare, ma da indiscrezioni si crede sia stata una vendetta, per la morte della madre, non solo contro il mondo ecclesiastico, ma soprattutto contro le popolazioni che noi definiamo del terzo mondo. Sempre da indiscrezioni, si sta diffondendo la voce che l'attentatore fosse un fervente credente, ma che predicasse un fanatasismo religioso che vedeva in queste popolazioni il "male" a causa di un incomprensibile collegamento, che egli faceva, fra malattia e peccato. Stiamo svolgendo ora delle ricerche per capire se ci siano altre persone collegate all'attentatore e se quest'ultimo, che evidentemente soffriva di problemi mentali, fosse segnalato alle autorità competenti o se magari qualcuno a lui vicino aveva qualche sospetto o preoccupazione. Quando avremo altre novità sulla vicenda vi faremo sapere. Restituisco la linea.-

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