scrivi

Una storia di lisa1949

3

Fuga da Kalhas

prima parte

Pubblicato il 22 novembre 2017

Usufruendo di un tunnel cosmico cui è consentito l’accesso solo agli androidi superiori che governano le isole spaziali, Torken, contaminato dalle memorie genetiche emotive e ormai condannato alla “buona morte”, riesce a fuggire prima di essere sottoposto ai controlli delle intelligenze artificiali che dirigono Trebla, il satellite dominante della Galassia.

Il sistema viaggia pressappoco alla stessa velocità della luce, così raggiunge l’unica stella con caratteristiche simili a quelle terrestri: Kalhas.

Giunto sul luogo, concentrandosi, ristabilisce il naturale processo intellettivo per esplorare la zona.

Torken si inoltra tra la vegetazione di quel lato del pianeta, in una piccola radura celata nella boscaglia, dove avvista uno specchio d'acqua ovoidale che attrae la sua attenzione e si avvicina curioso. È un’area sperduta, pare disabitata.

L’uomo posa lo zaino e, sporgendosi dalla sponda, esamina l’elemento, ma ciò che più lo stupisce è il silenzio attorno: è inquietante.

Quasi non si riconosce rispecchiandosi nel piccolo bacino, erano anni che non gli succedeva, sulla base spaziale era proibito. I mutamenti riscontrati lo turbano, ha la barba lunga e incolta, il volto porta i segni di lotte per la sopravvivenza agli attacchi alieni: è invecchiato.

Subito dopo, riflessa sulla superficie limpida del laghetto, gli appare la figura di una giovane vestita di bianco e ne avverte la voce.

«Chi sei tu? Soccorrimi, liberami!» Supplica con tono flebile la fanciulla.

«Torken è il mio nome, come posso aiutarti?» Risponde lui.

D’improvviso, una pioggia di frammenti metallici lo investe trafiggendogli la carne, infatti comincia a stillare sangue da ogni ferita.

Un temporale di schegge, scagliate dalla proiezione astrale riprodotta da un drone dei guerrieri a difesa di Trebla, ha bersagliato quel mondo silenzioso e isolato.

Una punizione della regina Algot, infuriata per i tradimento subito. Torkent, infatti, liberatosi delle sembianze di androide grazie all’intelligenza primordiale, con la complicità di Wronk un anziano scienziato, si è catapultato su questo pianeta sconosciuto.

L’uomo siede su un grande masso, si ripulisce le ferite delle schegge estratte penetrate nella cute, ripensando con amarezza agli anni precedenti la sua atipica esistenza.

Tutto questo avviene nell’anno 2514. Kalhas, è in effetti un pianeta scientificamente molto simile alla Terra, distrutta trecento anni prima da secoli di guerre sanguinose, studi del territorio inesistenti, contaminazione da rifiuti tossici e taciuti esperimenti nucleari nel sottosuolo che, causando innumerevoli smottamenti tellurici di grande intensità, l’ha definitivamente disintegrata.

Nessuna forma di vita a quella epoca era sopravvissuta, tranne alcuni soggetti selezionati e reclutati per formare l’equipaggio di una nave spaziale.

Trasferiti in seguito su quell’isola della Galassia per originare una nuova genesi di individui perfetti, recuperando le informazioni genetiche più consone ai loro progetti e cancellando dalla mente quelle considerate inutili. Un percorso portatore di rilevanti mutazioni.

«Torken, non mi abbandonare, ti supplico! Mi chiamo Nyls, solo tu mi potrai salvare…» implora.

«Dove sei? Non so immaginare la tua collocazione. Appartieni alla specie umana o sei un essere artificiale programmato per eliminarmi?» chiede sospettoso.

La luce del sole riproduce la figura femminile ripresa dal drone, che poi la trasmette sul display, che la proietterà sul pelo d’acqua affinché il “naufrago spaziale” la possa individuare.

L’uomo indossa una specie di tuta in fibra di titanio, ma il petto erculeo ora è nudo e ricoperto di ferite.

«Abbiamo stabilito una connessione, ora comunicami il codice per individuare la tua posizione.» Chiede determinato.

«Nyls, dammi indicazioni per consentirmi di localizzarti! Da dove ti proietta la videocamera?» Insiste.

«Il mio Codice è RD555121E. Procedi verso est, ti aspetto.» risponde la giovane con fiducia.

Torken si appresta a seguire le istruzioni, digitando le cifre sul suo Alphandroid, convinto si tratti di una trappola: “Algot non può essersi arresa tanto facilmente”.

D’un tratto due lupi neri come la pece gli si piazzano d’innanzi ringhiando minacciosi quasi lo stessero aspettando. Sfodera la spada senza esitazione e va loro incontro fendendo l’aria con la lama tagliente. Il più aggressivo gli si scaglia addosso sbavando rabbioso e lui, con un paio di fendenti, lo squarcia uccidendolo. L’altro si ammansisce accucciandosi docile in segno di resa e lo lascia proseguire.

A ogni passo compiuto gli giungono suoni famigliari. Possibile che la sua mente stia rielaborando man mano le memorie annullate nei laboratori di genetica?

Percorsi un centinaio di metri, si trova davanti uno scenario inimmaginabile. Nyls, la ragazza che ha chiesto il suo aiuto, in realtà è incastonata nella corteccia di una grande sequoia, imprigionata dai rami aggrappati ai lunghi capelli color rame e avviticchiati nel tessuto della veste. Le estremità e i polsi sono intrecciati da numerose radici a impedirle i movimenti. Sembra crocefissa.

«Chi ti ha ridotto in questo modo, ne sei cosciente?Come hai potuto sopravvivere?» Un senso di compassione si sta impossessando di lui. Non succedeva da tempo.

«Sono stata punita dalla mia regina per essermi ribellata al matrimonio con il cyborg Yrnel.» spiega.

«Sei quindi una replicante? Hai meccanismi telecomandati al tuo interno?» non gli è chiara la situazione descritta, vorrebbe maggiori certezze prima di liberare la prigioniera.

«Sono una umana come te, usata per conoscere i misteri dell’umanità e delle antiche intelligenze evolute. Sono stata anche ibernata per custodire i miei codici ereditari.» racconta sospirando.

La voce è armoniosa come il canto delle sirene e inebria l’animo di Torken, che ne resta ammaliato. Nyls ha la pelle chiara come raggi di luna e i suoi occhi,verdi come gli smeraldi, affascinano.

Lo straniero estrae il pugnale nascosto nello zaino e comincia a lavorare per liberare la fanciulla.

Alle sue spalle un energico battito d’ali lo sorprende: è un airone cinerino che volando porge sulle labbra vermiglie della giovane il cibo per sostenersi. Terminato il suo compito vola via emettendo il tipico canto armonico della specie, come un saluto.

A Torken sembra di vivere un sogno, nei suoi pensieri paragona il pianeta all’Eden. Il suo fisico possente pare rinvigorito e i lunghi capelli mossi lo rendono alquanto attraente agli occhi di Nyls.

Armeggia con lo stiletto, togliendo i rami e le radici più teneri, le mani si sciolgono quasi subito, ed è già un grande sollievo. Istintivamente la fanciulla lascia che si posino sulla chioma bruna del compagno, e lui prova un fremito emotivo intenso.

Il sole è alto, e l’arsura inaridisce la gola a entrambi, ma bisogna liberare Nyls prima che il giorno finisca.

Intanto il drone, mimetizzato tra le fronde degli alberi, continua la sua missione e riprende ogni mossa registrando ogni parola dei due sopravissuti.

Finalmente, Torken riesce districare dai rami la prigioniera che, a causa della prolungata immobilità, ha difficoltà a compiere i primi passi, si deve riabilitare.

L’uomo la prende tra le braccia mentre le gambe gli cedono per l‘emozione. Da tempo non provava un contatto fisico e il suo sangue ribolle riesumando molte sensazioni che pensava perdute.

Tornano allo specchio d’acqua per dissetarsi e ripulire le tracce lasciate dagli eventi.

Dispone per lei un letto di foglie dove potersi adagiare e riposare al suo fianco.

«Ho raccolto frutti e bacche, così recuperiamo le forze per pianificare i giorni futuri.» Spiega Torken alla fanciulla che gli sorride in modo incantevole.

«Sei particolarmente silenziosa Nyls, qualcosa non va?» le chiede titubante.

«Niente affatto Torken, ma stento a credere che proprio tu sia giunto in tempo a liberarmi.» gli confida.

«Sospetti un complotto di Alcot e del fedele Achmen?» domanda porgendole una manciata di mirtilli.

Il sole tramonta cedendo il posto alla luna che, grande e lucente poiché molto vicina, illumina incredibilmente quel lembo di terra, creando un’atmosfera intensa e magica.

Nyls accenna il suo canto lieve rendendosi irresistibile allo sguardo del compagno di avventura. Lui l’avvicina e dolcemente le posa un bacio sulle labbra.

L’emozione è trascinante, gli istinti repressi da tempi lontani, ora si esprimono liberi sotto il cielo incantato e i due si amano intensamente la notte intera. Prima dell’alba infine, si addormentano esausti e appagati.

Il risveglio è terrificante . La potenza di propulsione del tunnel spaziale a ritroso devasta il fisico. La mente viene risucchiata da un forza magnetica che modifica o cancella ogni informazione ricevuta nell’ultimo spazio temporale.

Torken riesce a malapena a ricordare la sua avventura di fuggitivo, prova soltanto un forte disagio nel trovarsi di nuovo all’interno del laboratorio, ancora una volta collegato alle macchine spaziali.

Il tempo di immaginarsi di nuovo un replicante senza emozioni che avverte, disteso su di un congegno vicino, la presenza di Nyls.

Ormai non riesce più a parlare, ma con gli occhi le pone mille domande, mentre la sua mente, piano piano, si spegne.

Gli occhi serrati, la tuta a maglie in fibra di titanio è chiusa ermeticamente e ricopre anche il capo, già percepisce le forze venirgli meno: gli viene praticata l’eutanasia di prassi a causa delle contaminazioni remote.

L’ultima voce ad accompagnare la sua fine, è quella ammaliante di Nyls.

«Era stato tutto programmato da Algot, anche la tua fuga. Servivano codici genetici nuovi tra umani e androidi per le innovazioni del sistema. Ora, dentro di me sta maturando il frutto della nostra notte di passione e in lui rivivrà una parte di te. Addio Torken, questo figlio porterà il tuo nome.» Spiega celando l’emozione.

Infine un sibilo acuto stride facendo eco nel laboratorio. Sul monitor non resta che una statica e struggente e ormai piatta linea blu. Nulla è più…forse.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×