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Una storia di AlessiaScipioni

Questa storia è presente nel magazine Il Codice Fibra

Diciamo che se c'era da fare la scelta giusta,

Io ho fatto sempre la scelta Sbagliata!

Pubblicato il 19 febbraio 2018 in Giornalismo

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Avrei voluto in quel 2004 solo un quarto della tenacia espressa in questa frase di Sfiber:

"Se c'era da fare la scelta giusta, io ho fatto sempre la scelta sbagliata!"

Sembra una semplice affermazione, una normale outro di una canzone rap, ma non lo è nel modo più assoluto. E' lei, quella semplice frase che dà spessore e forza a tutto il testo, è lei che ci fornisce la chiave di lettura dell'intero percorso che si attua nelle strofe di Sfiber, ed è ancora lei che dà peso e sostanza al continuo del outro, quando la vocetta dice: "Ci sono tanti posti di lavoro Fabri, te ne trovo uno io, in ufficio" e, ancora lei, che sottolinea la pesantezza della risposta finale di Sfiber: "ah ah", come a dire "Sì sì come no, aspetta tu che ci fai la muffa"...ma questo pensiero rimane esoterico, intrinseco in quel semplice "ah ah" che viene potenziato da quella semplice frase: se c'era da fare la scelta giusta, io ho fatto sempre quella sbagliata.

Senza quella frase il Non crollo si fa benedire, finisce e non ha alcun senso di esistere, perchè l'ometterla significa non comprendere il senso stesso della canzone e quello che Fabri va decantando in quei versi. E' una di quelle frasi che è stata potenziata dall'uscita di Ringrazio e Nessun Aiuto, per esempio.

Io, a quei tempi, ero già sposata e avevo una bambina di 4 anni, nel sentirla fui folgorata più di quanto avesse potuto fare il testo crudo e forte della canzone in sé stessa. Perchè io avevo sempre fatto la scelta giusta e mai quella sbagliata. Ero crollata, a differenza di Sfiber. Imparai poi a fare sempre le scelte sbagliate e mai quelle giuste e fu proprio quella frase lì a illuminarmi il cammino.

Iniziai a scrivere, per me all'inizio, per il semplice fatto che volevo farlo, perché era quello che desideravo. Mettevo in atto la prima scelta sbagliata al posto di quella giusta.

La scelta giusta a cui allude Fibra, lo si intuisce se si sta bene attenti al testo, lo si intravede con maggiore forza oggi se colleghiamo il Non crollo a Ringrazio e Nessun Aiuto.

Sfiber voleva fare musica, era questa la scelta giusta per il suo ego, ma inevitabilmente era la scelta sbagliata per tutti gli altri che lo circondavano: "nessuno voleva che io facessi musica in famiglia", dice da Bonolis in una delle sue prime interviste televisive. E' un concetto che ripete anche in Ringrazio, seppur trasportandolo in un "mi vorrebbe morto dopo quello che son diventato", lo rimarca in Nessun Aiuto, portandolo alla stesura di un "cercavo quel rispetto che in casa non ho mai avuto". Ringrazio e Nessun Aiuto sono le forme mature, concrete, in quelle frasi di un Non Crollo, quest'ultima trova la massima maturità e consapevolezza adulta in una "Lascia stare", dove il "Su quel ragazzo nessuno ci contava, ora sono qui e quella gente è lontana" prende proporzioni quasi bibbliche.

Io volevo fare il classico, per poter scrivere appunto, invece cedetti di fronte la scelta giusta secondo i canoni di mia madre: finii per fare Ragioneria, l'esatto opposto, dalle lettere ai numeri. Avrei voluto fare l'Università e prendere Lettere e Filosofia, ma anche lì, cedetti di fronte la scelta giusta che dettava mia madre "vai a lavorare e riporta i soldi a casa". Addio sogni, avevo fatto la scelta giusta, invece che quella sbagliata.

Sfiber, invece, per tutta la canzone non fa altro che decantare, enfatizzando al massimo, la sua voglia di fare musica, decanta con estremismo quasi surreale, ogni tipo di ostacolo che potrebbe, o che si è trovato davanti. Lo soffocano, lo strangolano, ma lui procede nella sua decisione.

Voleva fare musica, la stava facendo perchè non era crollato, ha optato per la scelta sbagliata, quella che andava contro la decisione giusta che voleva la famiglia, per farlo ha tagliato addirittura i ponti, è andato via da quell'ambiente soffocante.

La scelta giusta a cui allude Fabri, in quella frase, non è altro che tutta la serie di imposizioni che gli altri ti mettono davanti, che siano genitori o conoscenti. Per la madre era meglio che lui facesse altro, lo dice in quell'intervista da Bonolis, lo dice in Ringrazio poi, lo dice quasi sempre in modo silente in tanti suoi testi. Quella era la scelta giusta che doveva fare, seguire i consigli della famiglia per il suo bene. Lui però voleva fare musica, questa è la scelta sbagliata a cui allude in quella frase. La scelta è sbagliata perchè va contro, anzi è l'esatto opposto, di quello che gli avevano sempre dettato come scelta giusta. ipoteticamente ci fornisce anche quale potese essere questa scelta giusta: il lavoro in ufficio, che è un classico, per quei tempi, sull'aspirazione che avevano i genitori per i propri figli. Il lavoro fisso. La musica non è un ambiente stabile, puoi farcela o meno, puoi guadagnare o meno, in quel contesto il lavoro in ufficio diventa la certezza: hai un lavoro, uno stipendio, riesci a campare. Ecco perchè teoricamente Fabri lo catapulta, con quella frase, tra la scelta giusta che avrebbe dovuto fare, perchè era la scelta che gli avrebbe garantito di vivere senza problemi. Di conseguenza, la musica che non dà uno stipendio fisso e non ti garantisce il guadagno, specie all'inizio, magicamente diventa una scelta sbagliata. E' come rifiutare un ipotetico pezzo di pane oggi con la speranza che domani avrai un lingotto d'oro per pagarti il pranzo.

Importante, a questo punto, diventa il "diciamo" iniziale. Perchè è con quel diciamo che Fabri ti capovolge il senso logico di quella frase. E' chiaro che sei fai la scelta sbagliata, è logico pensare che tu stia ammettendo di aver sbagliato. Quel diciamo iniziale capovolge questo senso, perchè si aggancia a tutto quello che Fabri ha sviolinato nelle strofe, diventa una scusante, una giustificazione alle sue azioni, al suo voler far musica. Quindi è come se ti dicesse:

"Diaciamo che se c'era da scegliere tra la scelta giusta, come lavorare in ufficio, e quella sbagliata, il fare musica, io ho sempre fatto la scelta sbagliata...sbagliata per gli altri e giusta per lui, perchè era quello il suo sogno, il suo traguardo da raggiungere, la spinta che lo faceva sentiro vivo.

La vocina finale prende peso consistente quando gli decanta il lavoro in ufficio, perchè è come se gli mettesse davanti la follia che sta inseguendo, è l'occhio degli altri che lo vedono come un sognatore, un illuso...ci sono tanti posti di lavoro Fabri, te ne trovo uno io in ufficio... come a dire: fai qualcosa di più concreto invece che blaterare inseguendo i sogni. Lui risponde: ah ah...che è il Non crollo finale. Non molla, continua a sbagliare per gli altri, ma insegue i suoi desideri.

Su quel ragazzo nessuno ci contava, ora sono qui e quella gente è lontana, questo perchè ho fatto la scelta sbagliata quando c'era da fare la scelta giusta.

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