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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia pt. 65: Una storia tra sacro e profano.

Il miracolo di San Gennaro legato al film The Master, al disco “Il mese del rosario” di Flo e ai fumetti di Don Zauker.

Pubblicato il 22 settembre 2016

“La gente ha bisogno di un mostro in cui credere. Un nemico vero e orribile. Un demone in contrasto col quale definire la propria identità. Altrimenti siamo soltanto noi contro noi stessi.”

Chuck Palahniuk, Cavie, 2005.

“San Gennaro ha fatto o' miracolo!”

“Meno male!”

“Quanto è bello San Gennaro!”

Lunedì 19 settembre San Gennaro ha fatto il miracolo, il sangue nell’ampolla si è sciolto e ora a Napoli siamo tutti più tranquilli e fiduciosi.

Può sembrare strano, ma anche il meno cattolico e credente dei napoletani avrebbe avvertito una sensazione strana se il miracolo non ci fosse stato.

È solo fede? Sicuramente no. È anche superstizione? Può darsi.

Di sicuro è qualcosa di diverso, ma anche di inspiegabile.

In realtà sappiamo benissimo che il miracolo non risolverà i nostri problemi (magari!), ma, se non ci fosse stato, un presagio di sventura sarebbe calato sulla città perché ogni volta che il sangue non si è sciolto è successo qualcosa di negativo: l’occupazione nazista nel 1940, la peste a Napoli nel 1973, il terremoto in Irpinia nel 1980.

Ma in molti legittimamente non ci credono, perché lo scioglimento del sangue sarebbe dovuto al gesto meccanico del sacerdote che muove l’ampolla e che innesca così la liquefazione.

E allora qual è la verità? Ci torneremo alla fine dell’articolo.

Ora Intertwine Consiglia pt. 65: “Una storia tra sacro e profano” inizia con Floriana Cangiano, in arte Flo, e il suo nuovo disco Il mese del rosario.

Copertina de Il mese del rosario

Il mese del rosario, a cui si riferisce il titolo del disco, è il mese di maggio, un periodo che in un manoscritto medievale viene descritto così:

“quando la bella rosa Maria comincia a fiorire, l'inverno delle nostre tribolazioni svanisce e l'estate dell'eterna gloria inizia a brillare”.

È un mese in cui si va tutti i giorni in chiesa a pregare e a “chiedere le grazie alla Madonna e ai Santi”. E a pregare sono le donne, da sempre condannate a farsi perdonare i loro peccati.

A maggio ci sono le processioni, le bande musicali e le feste di piazza: è per eccellenza un momento in cui il sacro e il profano si mischiano e si confondono.

Il mese del rosario è un disco che spazia tra storie, emozioni, tradizioni, credenze ed evoluzioni socio-culturali complesse e stratificate.

Il primo pezzo è Vulio e racconta di una paloma che non vola, nonostante la gabbia aperta, le belle giornate e l’arrivo della primavera: tutto questo non è normale, è segno di sventura.

Vulio fa da introduzione a tutto il disco: è il mese di maggio, ma non bisogna eccedere “con i nostri pentimenti, propositi d’amore e buoni sentimenti”.

Il primo singolo invece è Bellissima presenza che ironizza sul mondo del lavoro attuale:

“Ho buone notizie per lei, per quella cattedra vuota siete 3006”

Il peccato, la gogna pubblica e l’autoassoluzione sono i protagonisti di Malemaritate, una vera propria botta di vita, che invita a saltare e ballare. Fatelo, ma poi risiedetevi, magari chiudete gli occhi e gustatevi Ad ogni femmina un marito, una poesia intima e struggente, che racconta come per molte donne (soprattutto nel sud) sin dalla nascita ci sia un iter prestabilito: devono sposarsi quanto prima, fare figli e dedicarsi incondizionatamente alla famiglia.

A proposito, oggi è il #FertilityDay, datevi da fare!

È un disco che parla di donne, e tra le canzoni merita una citazione Quale Amore, un pezzo tristemente attuale, che come la dice la stessa Flo:

“non parla d’amore, ma di quanto di più opposto al sentimento amoroso possa esservi: un rapporto problematico, violento, tra una donna ed un uomo, che dice di amarla seppur sia capace di tutto, tranne che di questo.”

Flo era anche nella rosa dei candidati alle Targhe Tenco in due categorie: Miglior Album con “Il Mese Del Rosario” e Miglior Canzone con “Freva ‘e Crescenza”, quinto pezzo del disco, scritto in napoletano arcaico.

Fonte: www.saramontalbano.net

Flo è in tour in giro per l’Italia, e non solo. In questo viaggio è accompagnata dalla sua band composta da: Ernesto Nobili (chitarre acustiche, bouzouki, toy guitar, organo, basso, cori), Michele Maione (percussioni e mandola) e Marco di Palo (violoncello).

Il 23 settembre sono a Palermo. Ecco tutto il programma del tour sul sito ufficiale.

“Se trovi il modo di vivere senza servire un maestro, un qualunque maestro, allora vieni qui a raccontarcelo, va bene? Perché saresti la prima persona nella storia del mondo.”

In realtà non si sa bene se la traduzione più corretta di “master” sia maestro, oppure “padrone”, ed è proprio sull’ambiguità del significato che si gioca tutta la storia e il rapporto tra Freddie (interpretato da Joaquin Phoenix) e Lancaster Dodd (Philip Seymour Hoffman).

Sono loro i protagonisti di The Master, film del 2012 scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, che è prima di tutto il racconto di un incontro tra due uomini soli.

Siamo nel 1950, Freddie è un ragazzo sbandato che ha preso parte alla Seconda Guerra Mondiale, ma come tutti coloro che hanno partecipato alla guerra, porta con sé una storia che quasi nessuno potrà capire. Freddie non è lo stesso di prima, beve molto ed è ossessionato dal sesso.

Lodd Lancaster è invece il fondatore e il capo spirituale di un movimento denominato "la Causa". Egli stesso si definisce così: “Sono uno scrittore, un dottore, un fisico nucleare, un filosofo teoretico, ma soprattutto sono un uomo”. Sono chiari i riferimenti a Hubbard (il fondatore di Scientology) e alla sua vita, a cui la trama del film è parzialmente ispirata.

Tornato dalla guerra, Freddie prova prima a riprendere la sua attività di fotografo, poi quella di agricoltore, ma una sera dopo aver alzato troppo il gomito si ritrova su una nave. Con lui, ci sono riuniti gli adepti del movimento fondato da Lodd Lancaster, che lo porta con sé, facendogli intravedere la possibilità di un cambiamento, e su di lui sperimenta il suo metodo di introspezione.

“Ti sei allontanato dal giusto sentiero, vero?”

Il giorno dopo è il matrimonio della figlia e Freddie viene invitato:

“Unisciti a noi. Lascia stare le tue pene per un po’, quando tornerai le troverai lì.

Il tuo passato non è invitato”.

La setta si pone degli obiettivi a dir poco ambiziosi: eliminare ogni istinto animale dall’uomo e risvegliare il suo stato d’animo dal torpore, ma soprattutto fargli ricordare ciò che è stato nelle sue vite precedenti.

Ci sono nastri registrati con la voce del capo spirituale che ripete incessantemente:

“L’uomo non è un animale. Noi sediamo ben al di sopra della moltitudine. Spiriti elevati, non bestie”.

Paul Thomas Anderson, regista di film di grande successo come Magnolia e Il Petroliere, in questo film (ma non solo) dedica grande importanza allo studio dei personaggi, decidendo di esplorare la perversione psicologica dell’avidità e dell’illusione americana.

Sono qui presenti la solitudine e le contraddizioni dell’uomo (i due personaggi), ma anche la descrizione di un'America in cui l’uomo in pubblico sembra avere il controllo di tutto, ma in realtà ad avere le retini del potere è la donna (la moglie nel film).

Anderson, riprendendo Robert Altman, ci offre l’immagine di un’America violenta e contraddittoria, nascosta per bene da una patina elegante tipica della borghesia.

Chiudiamo l’articolo di oggi con Don Zauker, una serie a fumetti scritta da Emiliano Pagani e disegnata da Daniele Caluri (conosciuti anche come Paguri).

“Esorcista in un mondo in cui Dio e il Diavolo non esistono (cioè il nostro), Don Zauker è un fumetto sulla totale mancanza di senso critico che caratterizza molte persone, di fronte alla religione e alla Chiesa cattolica in particolare.”

Tutto quello di negativo che potete immaginare, lo trovate in questo personaggio: sboccato, dal fisico palestrato e tatuato, pornofilo, donnaiolo, drogato, omofobo, razzista e per nulla vicino alle posizioni ufficiali della Chiesa cattolica.

Le sue sembianze sono un misto tra Clint Eastwood e gli altri duri del cinema d'azione. Uno dei suoi motti è:

“Se un uomo con il crocifisso incontra un uomo con la pistola, l'uomo con il crocifisso è un uomo morto”.

Come dargli torto?

Viene assunto come esorcista in Vaticano allegando alla domanda di assunzione delle referenze del tutto particolari, scritte da Rasputin e Bokassa.

Nei primi anni del suo soggiorno in Italia Don Zauker si reca a Pietrelcina e studia le attività di Padre Pio, usandole come pietra di paragone per creare la sua immagine pubblica di sant'uomo, mistico e devoto.

Don Zauker è una summa di satira acida a tutto campo e di anticattolicesimo.

Nel suo curriculum rientra anche la vittoria per 15-1 in una partita di calcetto tenutasi negli appartamenti papali contro il Santo Padre Benedetto XVI, con cui aveva un conto in sospeso per una partita svoltasi nell'estate del 1941 fra membri della Gioventù hitleriana e dobermann contro tutte le minoranze discriminate dal Reich (ebrei, zingari, comunisti, storpi, ecc… ne sono troppi, non posso elencarli tutti).

Don Zauker è l’incarnazione dei peggiori vizi dell’uomo e non fa assolutamente niente per nasconderlo, ma peggiori di lui sono le persone che gli concedono credito, che lo venerano e ne giustificano il comportamento, inchinandosi non davanti alla persona, ma al vestito che porta.

Perché l’abito fa il monaco, e questo Don Zauker lo sa.

Torniamo a San Gennaro.

Secondo voi si può ridurre un fenomeno tanto complesso a un riduttivo “Ci credo/Non ci credo” quasi come se ci trovassimo di fronte a un quesito referendario?

Bisogna allargare il campo e cercare di uscire sia da un punto prettamente scientifico, che da uno prettamente religioso.

Il sangue prodigioso è un grande simbolo e a Napoli è ancora del popolo.

Possedere le ampolle con il sangue dei santi, ad esempio, era considerato un simbolo di potenza e di ricchezza per una città.

L’antropologo Marino Niola spiega bene il concetto:

San Gennaro, più di ogni altro patrono, è considerato un santo civico. In ogni città il patrono è protettore della fede e della città stessa: c’è un rapporto sacro, ma anche politico, ha a che fare con la fede e con le istituzioni. La specificità di san Gennaro è legata al ruolo totemico del sangue. Però se san Gennaro venisse consegnato alla Chiesa vedrebbe scemare il suo simbolismo civico a favore di quello esclusivamente religioso. La popolarità del santo sarebbe intaccata. San Gennaro verrebbe normalizzato: diventerebbe un patrono come tutti gli altri.

L’immaginario popolare deve quindi poter oscillare liberamente tra sacro e profano: l’uno senza l’altro sarebbe, infatti, manchevole di qualcosa.

La vita di molte persone è fatta anche di altari per inginocchiarsi, statue antiche da baciare, miti da coltivare, o anime del Purgatorio per cui pregare.

Va inoltre evitata ogni contrapposizione tra cultura alta e cultura popolare, anche perché molto spesso è stata la prima ad attingere dalla seconda.

Nel film The Master, alla fine, uno dei protagonisti dice: “In fondo il segreto della vita è ridere”.

oppure la verità è che:

“L’uomo colto è colui che sa trovare un significato bello alle cose belle”.

Oscar Wilde

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