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Una storia di Maricapp

Questa storia è presente nel magazine Racconti brevi e Poesie improvvise

Storia stregata

Magico Incontro a tre

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Pubblicato il 18 giugno 2018 in Storie d’amore

Tags: Favola grandicelli per

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Era una notte non molto buia e Carletto il Gufetto stava bubolando a tutto spiano, tentando di renderla almeno tempestosa. L’intento era quello di aiutare Adalgisa la Strega Indecisa a creare l’atmosfera ideale per un piccolo sabba molto privato.

Vieni.

Questo è l’antro dove nulla è come appare.

Entra.

Assapora il mio magico incantato Sabba.

Ascolta.

E’ un assolo di violino che penetra

Come lama rovente dritta nel cuore

E frantuma l’anima avvolta di nero mantello.

Troppo melodrammatico? Forse, ma Addy (piu’ moderno) era fatta cosi’, lei s’affezionava…

Non è che Adalgisa fosse una strega malvagia, no no, lei era buona e quasi tranquilla, una di quelle che esercitano non tanto frequentemente le arti magiche, solo quando si rende strettamente necessario, e rigorosamente con magia bianca.

Dunque la nostra Strega aveva preparato quasi tutto per l’incantesimo e stava aspettando la sua vittima. Beh, proprio vittima no, perché il soggetto in questione era un bel signore di una certa età, conosciuto in una chat per single sulle strade infide, anche per una fattucchiera, di Internet.

Eh si’, la tecnologia aveva stregato anche le incantatrici di professione!

Avevano scambiato mail e telefonate ed ora, dopo giorni e giorni, forse anni, passati senza che lei esercitasse magie, ora si ritrovavano innamorati persi. Che per una strega è il colmo!

La vittima consenziente finalmente aveva accettato un incontro ed Adalgisa, il cuore stregato, aveva organizzato tutto.

La casa, solo all’apparenza appartamento elegante, si era trasformata in un luogo di perdizione (si’ lo so, è un’espressione vecchiotta, ma rende l’idea) con tutto l’occorrente per sedurre e coinvolgere chi voleva essere sedotto e coinvolto.

Cuscini purpurei e oro di morbida seta, candele al profumo di gelsomino, luci soffuse e rosate, sofà di velluto, musica di violini e lei, splendente ragazza, nonostante la manciata di secoli che aveva sulle belle spalle e che iniziava a pesarle inesorabilmente.

Aveva preparato una pozione per tutti e due: occhi verdi di leopardo sudafricano e blu di lupo del Polo Nord, lavanda latifolia , camomilla per smorzare un po’ l’effetto travolgente, frutti della passione in abbondanza, polvere di rubino birmano, fuoco e vento del sud.

Bevi.

E’ per noi: giovinezza beltà e passione

Per rinascere dalle ceneri di un obliato passato.

Insomma ce l’aveva messa tutta.

Carletto il Gufetto aveva smesso di bubolare e svolazzava eccitato da un dolcetto alle mandorle ad uno al cioccolato.

La vittima era golosa!

Risuonarono due accordi di chitarra rock: era arrivato! Adalgisa la strega indecisa chiese allo specchio chi fosse la piu’ bella del reame. Lo specchio, come al solito stronzo, rispose:

-Chi vuoi che sia se ci sei solo tu?-

Ignoratolo, si aggiusto’ il mantello di velluto nero e spruzzo’ le ultime gocce di Opium (anche le streghe hanno le loro debolezze), poi apri’ la porta.

La strinse in un abbraccio mozzafiato e la bacio’ come nemmeno Giacomo (Casanova) che aveva a suo tempo frequentato, era stato in grado di fare indi, palpeggiandola attraverso il mantello, sorridendo le sussurro’ –Finalmente mia amata!-

Guarda.

Il corpo rigenerato e lucente

Alla fiamma di mille candele Accoglimi. E stringimi con antica giovinezza, scalda il ghiaccio di questa pelle stregata.

Siamo comprensivi, lasciamola continuare in questa sua illusione poetica.

Ma siamo sicuri che a questo uomo diversamente giovane serva la pozione magica?

Ormai la ragazza che c’era in lei era divenuta incontenibile e allora Adalgisa, la strega tutto fuorché indecisa, si butto’ sull’enorme divano di velluto bordeaux aprendo il mantello nero che rivelo’ un perfetto corpo ventenne completamente nudo che aspettava solamente di essere accarezzato.

Improvvisamente, sollecitato dalla visione, il bell’uomo di una certa età si trasformo’ in quello che realmente era: Merlino Rosario il Mago Straordinario!

Adalgisa lancio’ un grido di sorpresa, di giubilo e di desiderio incontenibile nel vedere il...il bel mago.

Sono la fata la sirena l’eterna maga.

Amami

Come nessuno prima, amami stanotte. Penetra Questa anima persa, il cuore pietrificato.

Coraggio, è quasi finita.

Si alzo’ dal divano ed ancheggiando sfacciatamente offri’ a Merlino Rosario un antico bicchiere di cristallo ereditato dalla nonna Enrichetta la Strega Perfetta, colmo fino all’orlo della profumata pozione magica.

Tanto per essere sicura.

Ed infine, semi sdraiata ancora una volta sul morbido sofà, il mantello a terra come un tappeto di rose nere, lo attiro’ a sé preparandosi felice a sperimentare fino in fondo il significato di Straordinario.

Resta

in questo antro caldo

tra le mie dolci mani.Legami A te fino alla fine dell’incantesimo e del tempo.

Ci siamo: è fatta!

Carletto il Gufetto, sorpreso e scandalizzato , si copri’ gli occhioni ed il capino con una tenera ala e si addormento’ nella notte calma e stellata.

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