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Una storia di Tyr93

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Aiutiamo Fabio a prendere il Volo - 2° domanda

"Sono in grado di stare bene da solo?" (domanda tratta da "A cosa servono i desideri" di Fabio Volo)

Pubblicato il 22 febbraio 2017

La solitudine mi è molto utile per riuscire a dare il meglio di me durante il processo creativo. Non riesco a vivere senza, mi sentirei mancare l’aria. Che paradosso.

Certo, capisco, che se un autore è intento solo a riempirsi le tasche e a sopravvivere, senza dare un minimo di sentimento alla propria opera, ci si possa sentire a disagio nei suoi panni, sia in solitudine, che in compagnia.

Ovviamente ogni riferimento nei confronti di Fabio è puramente casuale. Non me ne voglia.

Posso affermare che, nella vita, in rapporto alle case editrici, grazie anche a delle raccomandazioni di chi ha visto in me un potenziale, sono stato molto fortunato: ho subito firmato un contratto con una casa editrice di rilievo; quella con la “R” gigante. L’ho sempre trovata affascinante, afrodisiaca.

È bellissimo essere raccomandati, perché significa che qualcuno di te si fida e ci sta mettendo la faccia affinché tu riesca a produrre qualcosa di veramente buono nella vita. Il problema è che, troppo spesso, chi raccomanda non è a sua volta raccomandabile. Ma non è il caso di chi lo ha fatto per me.

Sarò sempre grato a chi ha creduto in me veramente, per questo non si possono buttare via le opportunità, capisci Fabio?

Ogni giorno, un autore, ma in realtà qualsiasi persona abbia il vantaggio di fare il lavoro che più rispecchi la propria vocazione, dovrebbe trattare ogni singolo momento come oro, ed essere grato per l’opportunità. Come quando ai nostri figli diciamo di non avanzare il cibo per rispetto ai bambini poveri. È un’evidente esagerazione, ma davvero esistono bambini poveri che muoiono di fame.

La solitudine possiamo bramarla, conquistarla e addirittura ostentarla, se questa lotta serve ad un ideale.

No, non ho paura di rimanere solo, se rimanere solo significa affermare la mia identità di essere umano; non ho paura di rimanere solo, se rimanere solo significa godere della libertà di poter fare ciò che amo. Ma ho una terribile fobia di rimanere solo, se rimanere solo significa perdere di vista le mie radici.

Per radici non intendo solo i vari legami di parentela, ma soprattutto i motivi che mi hanno portato fin qui; a scrivere, a pubblicare un libro autobiografico che oggettivamente ha compromesso e modificato molte relazioni sociali all’interno della mia vita. Ma rifarei tutto della mia vita, non cambierei nulla, perché l’odore e il sapore della rivalsa sono impareggiabili. Il riscatto sociale è ciò per cui combatto, e se un giorno mi considerassi arrivato, avrei già fallito in partenza.

Ora, Fabio, sono io che voglio fare una domanda a te: “Perché sei arrivato fin qui?”.

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