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Una storia di FrancescaMaglione

Il piccolo principe tra sogno e realtà.

“Un giorno ti svegli e la realtà ti ha completamente avvolto, come se non avessi via di scampo”.

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Pubblicato il 19 ottobre 2017 in Altro

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1. Il primo incontro del piccolo Principe

Delle volte, anzi molto spesso, non si è contenti di ciò che si ha, ed è per questo motivo che l’essere umano da sempre cerca altro e quando l’ha trovato cerca altro ancora, e la storia si ripete infinitamente: ed è proprio questo che accadde al piccolo principe. Il piccolo principe era un bambino e come tutti i bambini era pieno di aspettative e di sogni. Viveva su un piccolo pianeta e l’unico legame che aveva era quello con una volpe, ma il piccolo principe non riuscì a cogliere l’importanza di quel rapporto così profondo e decise di cercare altro, la sua curiosità lo portò a partire. Giunse su un piccolo pianeta, ma più grande del suo, e subito incontrò un uomo alto e dal viso incattivito che gli chiese: “un bambino? E cosa ci fa un bambino sul mio pianeta? Non ho bisogno di capricci e di inutili problemi, ti invito ad andar via”. Il piccolo principe senza esitazione rispose all’uomo: “Capricci e inutili problemi? Mi perdoni, ma lei è mai stato bambino o è nato vecchio?”. Il piccolo principe era sbalordito, credeva potesse imparare qualcosa da un adulto, invece era il contrario, era l’uomo che avrebbe potuto imparare qualcosa da lui. Così decise di raggiungere un altro pianeta; era pieno di speranze e sapeva che da qualche parte esistevano adulti dai quali potesse apprendere qualcosa e coi quali creare nuovi legami.

La volpe e il piccolo principe.
La volpe e il piccolo principe.

2. La stigmatizzazione

Senza scoraggiarsi il piccolo principe partì per un altro pianeta e giunse in un luogo chiamato “ἐλπίς”, dal greco “speranza”; ma fu proprio lì che avrebbe potuto perdere tutte le sue speranze di trovare ciò che cercava. Incontrò molti adulti e bambini, avevano tutti il viso spento e il piccolo principe si domandava come fosse possibile che un bambino potesse essere triste. Camminò a lungo fino a quando spinto dalla curiosità fermò un suo coetaneo e gli domandò: “perché siete tutti così tristi?”; e il bambino rispose: “le uniche cose che contano sono lavorare e guadagnare soldi, non siamo niente senza questi due elementi, qui non c’è tempo per essere felici, bisogna sfruttare al massimo ogni secondo per guadagnare sempre di più”. Ma cosa ne poteva capire il principe? Il pianeta da cui proveniva era un pianeta in cui potevi essere te stesso e gioire per la vista di un tramonto, mentre lì dove si trovava le persone non sapevano nemmeno cosa fosse un tramonto, ma esisteva solo la stigmatizzazione in base a ciò che si possedeva. Il piccolo principe cominciò a pensare che l’unica cosa di valore che aveva fosse la sua volpe che ormai però era troppo lontana. “Gli uomini sono così stupidi” disse tra sé e sé il piccolo principe, “gettano via le loro vite e quelle dei loro figli per dell’inutile denaro”. In poco si rese conto di aver a che fare con persone vuote ma soprattutto povere d’animo e così decise di andar via, ma nel suo cuore nasceva il rimpianto, era profondamente pentito di aver lasciato il suo pianeta e la sua volpe, ma le sue aspettative erano alte e partì per un nuovo viaggio.

3. L’agnello e il piccolo Principe.

È difficile mantenere viva la speranza quando nel tuo percorso incontri solo motivi che ti spingono ad arrenderti, ma solo chi crede realmente in ciò che fa decide di proseguire senza farsi bloccare dagli ostacoli, perché si, quelli ci saranno sempre e nessuno mai ti aiuterà; arriverà un punto della tua vita in cui ti ritroverai da solo e l’unica persona che potrà aiutarti sarai tu stesso e nessun altro, dovrai avere la forza di credere nei tuoi ideali e in ciò che sei. Il piccolo principe le sapeva queste cose, proprio per questo motivo decise di raggiungere un nuovo pianeta, sapeva che avrebbe trovato ciò che voleva e il suo più grande desiderio era quello di condividerlo con la sua volpe. Giunse su un nuovo pianeta, era sempre molto piccolo, il clima era mite ed era ricco di vegetazione; il piccolo principe percorse un sentiero e vide un agnellino, così gli disse: “che tenero che sei, non ci sono uomini su questo pianeta?”, l’agnello rispose: “tempo fa questo posto era abitato da soli esseri umani, ma hanno costruito con le loro mani l’arma che li ha portati all’estinzione”. Il piccolo principe non riusciva a capire e così continuò a domandare: “di che tipo di arma parli?” e il piccolo animale rispose: “l’uomo ha distrutto gli alberi, ha costruito case, ha inquinato l’aria e ha costruito le armi da guerra, così un giorno Poseidone, Dio del mare, dei fiumi, dei laghi, delle alluvioni, dei maremoti e dei terremoti decise di liberarsi degli esseri umani, creature intelligenti ma stupide nello stesso momento, creature che hanno utilizzato le loro potenzialità per generare il male”. Il piccolo principe non riusciva a credere a quelle parole, era alla ricerca dei suoi simili, che poi tanto simili non erano, egli era molto più simile a quell’agnellino, privo di cattiveria. Così, deluso, il principe decise di tentare ancora e prima di andar via l’agnellino lo fermò e gli disse:”se sei alla ricerca degli uomini non visitare i primi due pianeti che incontrerai, lì esistono solo la vendetta e il rancore, di umano vedresti ben poco! Esiste un pianeta dove vivono milioni di esseri umani, alcuni buoni, altri cattivi, ma secondo il mio parere il loro destino sarà molto simile a quello degli abitanti di questo luogo; anche sulla Terra essi hanno generato il male e mai capiranno che prima o poi tutto si ritorcerà contro di loro, sono troppo stupidi per rendersene conto. Adesso vai, spero che tu riesca a trovare la tua strada e soprattutto a ricongiungerti con la tua volpe.” “La mia volpe?” Disse il piccolo principe, “e tu che ne sai del mio legame con la volpe?”. L’agnellino rispose: “Non sono qui a darti altre spiegazioni, adesso è meglio che tu vada, prima che giunga notte”. Così il principe raccolse alcuni frutti e partì.

Il piccolo agnellino
Il piccolo agnellino

4. Riconciliarsi

Era pronto per un nuovo viaggio il piccolo principe, nonostante tutto era pieno di positività e decise di visitare un altro pianeta; impiegò un giorno e mezzo per arrivare e cosi pensò di riposare per riacquistare le forze che aveva perso durante il viaggio.

“Sveglia, sveglia, sveglia! Finalmente ci siamo ritrovati”; le parole provenivano da una voce striminzita, era la sua volpe. “Ho visitato molti pianeti e ti ho cercato, sapevo che prima o poi saresti venuto qui, mi hanno detto che ci avrei trovato il tramonto più bello e ti ho aspettato”. Il piccolo principe abbracciò la volpe e disse: “la mia curiosità mi ha spinto a venire qui per capirne qualcosa in più... sono alla ricerca dei miei simili, ma fino ad ora ho incontrato uomini con cui non potrei mai condividere nulla”. La volpe gli rispose: “lo spazio è pieno di pianeti, potrai visitarne molti, ma sui pianeti in cui ci sono gli esseri umani non troverai mai ciò che stai cercando; tu provieni da un pianeta in cui l’unico umano eri tu, sei cresciuto secondo i tuoi soli principi, lontano da qualsiasi condizionamento e controllo. Sei cresciuto senza esempi né negativi né positivi, io ti ammiro perché hai avuto il coraggio di lasciare tutto ciò che di bello avevi grazie alla tua curiosità, non ti sei lasciato spaventare dalle difficoltà!”. Il piccolo principe sorrise e gli domandò: “e tu volpe mia? Da dove hai preso il coraggio di partire?” E la volpe gli rispose: “la tua mancanza e la disperazione della tua assenza mi hanno dato il coraggio, ho capito che potrei creare tanti legami ma mai nessuno mi starà vicino come hai sempre fatto tu, sei il mio migliore amico e insieme dobbiamo condividere tutto, le gioie e i dolori!”. Quante cose aveva appreso il piccolo principe, aveva capito che lo sbaglio più grande era stato quello di aver escluso la volpe lasciandola da sola, aveva capito che l’essenziale della vita sono i rapporti e i sentimenti grazie ai quali spesso si ha la forza di combattere! Era più carico di prima il principe e voleva scoprire dove si trovasse la Terra, voleva conoscere quel posto insieme alla sua volpe per poi decidere insieme cosa fare.

I veri rapporti non cessano mai di esistere.
I veri rapporti non cessano mai di esistere.

5. L’arrivo sulla Terra.

La vera differenza la fa chi riesce a starti vicino anche quando è lontano, e la volpe ne era la dimostrazione. Ben presto partirono e riuscirono dopo mille ostacoli ad arrivare illesi sulla Terra, finalmente il piccolo principe avrebbe trovato tutte le risposte alle sue domande. Precisamente si trovava a Napoli e la prima cosa che catturò la sua attenzione fu il mare; “Non ho mai visto nulla di più bello” disse il piccolo Principe che si mise in punta di piedi per scorgere l’infinità che si trovava oltre l’orizzonte. Fu proprio a Napoli che incontrai il piccolo Principe per la prima volta, mi fermò per chiedermi dove si trovasse ed io ero colpita dal fatto che un bambino portasse con sé una volpe. Mi raccontò la sua storia ed ora io sono qui a raccontarla a voi, perché si, quella del piccolo Principe è una storia che merita di essere raccontata, rappresenta una vera e propria svolta, rappresenta il futuro e soprattutto la forza di andare oltre i propri limiti; nessuno avrebbe avuto il coraggio di fare un viaggio così lungo senza sapere cosa avrebbe trovato e senza sapere se ci fosse realmente qualcosa da scoprire. Colse la bellezza delle onde durante l’inverno, la bellezza del sole e del buon cibo, gli feci visitare tutta Napoli e il piccolo Principe ne rimase entusiasta; “la tua,che è una sola città, è mille volte più grande del mio pianeta, anche se lì avevo tutto in ordine e amavo quei tramonti infiniti adesso è come se mi sentissi a casa mia”. Dai suoi occhi fuoriusciva gioia, era felice di aver creato un legame con me, mi riteneva un suo “simile” ed io ne andavo veramente fiera. Subito riuscì ad ambientarsi, ma era dura per me dire al principe la verità, era dura raccontargli che oltre il mare, il buon cibo e il sole c’erano cose che lo avrebbero terrorizzato. Quando vedi una creatura diversa dalle altre, una creatura ingenua, ma nello stesso tempo più intelligente di tutte le altre creature, non hai il coraggio di deluderla e di deludere le sue aspettative ed era questo che mi bloccava, non volevo fargli cadere il mondo addosso dopo tutta la fatica che aveva fatto per arrivare fin lì, ma non potevo nemmeno mentirgli perché prima o poi la realtà raggiunge tutti e ti ci trovi dentro senza capire il perché; un giorno ti svegli e la realtà ti ha completamente avvolto, come se non avessi via di scampo e ti domandi perché mai nessuno ti abbia mai messo in guardia e l’unica risposta è che oggi viviamo tutti in una vera e propria “bolla”, fingiamo che non ci siano problemi, siamo indifferenti a tutto ciò che accade come se non ci toccasse, ma la verità è che tutte le cose negative che accadono ci toccano in prima persona, ma abbiamo tutti la testa piena di cose inutili per rendercene conto e così continuiamo le nostre vite nell’illusione e nella finzione.

6. Le speranze del piccolo Principe

“Cosa cambieresti di questo bellissimo posto?” Mi disse il piccolo principe, ed io ero sorpresa, mi aveva domandato tutto ciò che avrei voluto dirgli, avevo tutte le risposte. “Piccolo principe, questo posto è anche pieno di problemi e di difficoltà, esistono la povertà e la disoccupazione e ciò che vorrei non è eliminare queste due cose perché non sarebbe possibile farlo in poco tempo, ma se avessi la possibilità di cambiare una sola cosa della mia città eliminerei la camorra, si la camorra che ha portato la mia città ad essere chiamata “Terra dei Fuochi”, i tumori sono aumentati e le persone che muoiono sono sempre di più”. L’espressione del piccolo principe cambiò totalmente e mi disse: “allora l’agnello aveva ragione, anche su questo pianeta ci sono uomini che utilizzano il loro potere per generare il male, io credevo fossero tutti come te, ma adesso le cose sono più chiare, esiste il bene e poi esiste il male ed io credo che bisogna combattere, se credi realmente nei tuoi ideali devi avere il coraggio di cambiare le cose; ci sarà sempre qualcuno dalla tua parte e dovrai tentare, perché se non tenti le cose rimarranno sempre così”. Tutto ciò che aveva detto era sensato, ma c’erano cose che non poteva ancora capire, si trovava da troppo poco tempo sulla Terra e ancora non sapeva che esistevano anche le guerre. “È stato bello incontrarti e creare qualcosa con te, io e la mia volpe torneremo sul nostro piccolo pianeta, non ti chiederò di venire con me perché sarò io stesso a tornare un giorno, tornerò nella speranza di vedere le cose cambiate, tornerò per vedere te cambiata, spero che tutto possa risolversi, ma se Poseidone deciderà di spazzar via anche voi, allora si, raggiungimi!”. Guardai fino alla fine il principe andar via, mi venne una strana malinconia e capii che avevo molto più io da imparare dal piccolo principe che lui da me.

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