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Una storia di Ilesici

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Insoddisfazione

Leopardi ci aveva visto giusto

Pubblicato il 08 dicembre 2016

"e il naufragar m'è dolce in questo mar."

Non conoscevo il programma di studi del corso di Letteratura italiana che sto seguendo all'Università. Immaginavo che ci costringessero a studiare ogni autore in modo superciale e poco approfondito, in modo da avere una conoscenza variegata, giusta e non eccessiva. "Poco ma buono" insomma. Invece la situazione è stata ben diversa... con mia grande piacevolezza. La mia professoressa ci ha annunciato che avremmo studiato in modo minuzioso e dettagliato le opere e la psiche del grande poeta italiano: Leopardi. Perchè sono stata felice? Beh, è il mio autore preferito in assoluto: un filosofo, un giovane invecchiato troppo presto, masochista, affascinante intellettuale che sapeva guardare il mondo spogliandolo dalle illusioni e al tempo stesso nutrendosi di esse.

Quando ho cominciato a studiare la sua vita attraverso le lettere mandate al Giordani mi è sorta spontanea una domanda: e se non fosse nato a Recanati, se fosse nato a Roma, a Milano, a Parigi, sarebbe stato felice o avrebbe conservato la sua malinconia perenne? Un luogo, un'ambiente familiare, una situazione particolare sono così influenti nell'animo di una persona? Oppure quel determinato essere in una qualunque circostanza fiorisce allo stesso modo?

Queste domande mi frullano in testa già da un po' e non riesco a venirne a capo poichè una loro conseguente risposta implica l'esistenza del destino o la dominazione del caso e delle scelte.

Tuttavia di qualcosa posso esserne certa: la malattia più pericolosa dell'uomo è l'insoddisfazione. Non solo nel nostro tempo, che ne è ai livelli massimi , ma anche nei secoli addietro. L'uomo ha sempre cercato di avere e di andare oltre qualunque cosa già possedesse: un amore, una scoperta, un territorio, una conoscenza, una bugia, un'invenzione, un sogno. In piccola porzione ciò può essere il motore che guida la mente umana oltre i propri limiti, ma in larga parte non fa altro che rendere l'uomo insoddisfatto di tutto ciò che ha e che è. Probabilmente sarà per sempre così. Perchè una visione così negativa? Semplicemente l'uomo non sa qual è il senso della propria vita e ciò gli procura un enorme vuoto interiore che cerca di riempire con ogni cosa... di cui poi si stanca presto. Dunque la nostra esistenza è puro inganno, puro tentativo fallimentare di curare una ferita troppo profonda per essere rimarginata. E la fede, la filosofia, il denaro, la ragione, le droghe e la conoscenza sono un brusco esperimento per prenderci per il culo.

No, non è cinismo, non è pessimismo: è verità. Ma a noi uomini piace credere alle favole... perciò probabilmente beffarci con le illusioni è l'unico modo per andare avanti.

Dunque il buon vecchio Leopardi anche se fosse nato sulla Luna sarebbe stato incapace di essere felice. Lui ci aveva visto giusto sull'umanità.

Oppure magari del sano sesso l'avrebbe fatto riprendere. Peccato!

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