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Una storia di thepersuader

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Codici nelle cose

La morale e la fisica intimamente si incontrano.

Pubblicato il 15 novembre 2017

Un piumino del pioppo che bianco contrasta il verde degli alberi che lo incorniciano, scivola su e giù col suo lento fluire. Estivo, nella calura è sospeso. Timona la sua leggerezza con controllo, ma non riesce a impietosire il vento che impazza. Resta lì, più in là a cullarsi, dov'è?

Lo perdo di vista, perché sconfina nel cielo blu lucente che lo sparge via dagli occhi.

Una scintilla che atterra lontana dalle amiche, scansando la compagnia, e si fissa sul pavimento ancora incandescente, e così rimane anche dopo qualche secondo. Mi guarda dentro, mi incenerisce il cuore, mi riempe di affetto estraneo, di sensibile curiosità; poi si spegne, e con la sua luce facinorosa, la sua essenza.

Una colata di stucco affluisce in un punto e solidifica: nasce un errore indecoroso per l'estetica del muro, un aggetto che scompensa il piattume ordinato del suo mondo.

Nessuno si sarebbe accorto del minuscolo sbaglio, lì in mezzo alla perfezione. E chi ci sarebbe riuscito, anziché contemplarlo, avrebbe afferrato la spatola.

Un pixel accende il giallo di una grandissima insegna pubblicitaria moderna. Un bambino osserva lo schermo riavvolgere continuamente lo spot, e perennemente il pixel fare capriole di tonalità diverse.

Capiterà che, prima o poi, il quadrante smetterà di funzionare, e, anche allora, colui che passerà di lì, non si accorgerà di nulla, e di nulla quel giallo saprà... di essere stato.

Un presagio che allerta i sensi, che pompa ansia nelle vene e raffredda il tempo. Sta lì conservato nell'aspettativa, nel futuro ipotetico, nella sala d'attesa della realtà. Osserva le altre ipostasi meccaniche che iniziano ad albeggiare piano piano nell'al di là fisico.

Dopo secoli, si renderà conto di non essere stato convocato dall'azione dell'Universo, e, da presagio qual è stato, finirà presagio nelle arterie malconce di qualcuno.

Un mozzicone morente pulsa un residuo di fuoco sempre meno acceso. Il rosso intermittente si lascia corrompere dal grigio della polvere che lo costeggia pericolosa. D'un tratto, una scarpa calpesta l'oggetto, che per un attimo aderisce alla suola, librandosi in aria assieme ad essa, per poi ricadere sul pavimento, dopo aver tossito ripetuti sputi vermigli di catrame e nicotina. Di nuovo la suola sul mozzicone: c'è adesso del fumo in silenzio verso il soffitto.

Nel barattolo, il granello numero 242 viene sballottato di qua e di là; viene spintonato da altri compagni, a loro volta agitati da chi quel barattolo lo trasporta. Tutti i frammenti di materia sono in eccitante attesa di essere spalmati fuori. Finalmente la confezione viene aperta, malgrado convulsivamente, e i piccoli cominciano a diffondersi, a diffondersi, a diffondersi. Peccato che il granello numero 242 si sia venuto a trovare sulla superficie al momento della schiusura maldestra e adesso, a causa di un'evitabile negligenza, posa in un angolo della stanza, inutilizzato e inutilizzabile, nell'attesa di essere spazzato via.

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