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Una storia di Danieleso

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Street-Art e Ceres

Oggi unisco due delle mie cose preferite

Pubblicato il 31 agosto 2015

Chi mi conosce, al 90% vuol dire che si è bevuto almeno una birra con me, chi mi conosce bene, vuol dire che di birre se n’è bevute sicuramente più di una in mia compagnia e c’è una altissima probabilità che fossero Ceres, ovviamente gelate.

La Ceres, non è una semplice birra, è uno stile di vita: è comunicazione. Personalmente quando ero piccolo, non mi piaceva la TV, mi piaceva solo un canale che negli anni ‘90, tra l’altro, trasmetteva spesso gli spot Ceres: MTV.

Frame di uno spot Ceres anni '90

MTV trasmetteva quegli spot eccezionali di animazione nei quali le strade si inondavano di birra. Fantastici. Ora, la comunicazione è online ma la Ceres non ha mai perso di stile e seguendo la pagina Facebook ve ne renderete conto.

Da social media manager devo dire che ammiro e stimo il team di comunicazione che la gestisce, sempre sul pezzo e sempre pronti a fare Istant Marketing.

Siccome la Ceres fa solo cose belle, ha pensato bene quest’anno di riportare colore in strada. Mentre prima inondava le strade di birra nei suoi spot, ora ha pensato di lasciare davvero il segno per le strade supportando Inward, l’osservatorio italiano per la creatività urbana, per cui lavorai per un progetto chiamato CUNTO. Il progetto CUNTO tendeva a rivalorizzare con graffiti e opere di street artists napoletani la periferia orientale partenopea. Fu davvero bello collaborare con dei miti dei graffiti a Napoli come Pope e Zeal, per esempio. Ora Ceres supportando Inward ha incaricato importanti firme della street art italiana per realizzare due opere, una di queste tra l’altro proprio a Napoli, Ponticelli e una nel quartiere torinese di San Salvario.

Sceglie ovviamente due posti particolarissimi, il Parco Merola di Ponticelli, ultimamente centro nevralgico della street art campana, affidando il lavoro a due street artist siciliani Rosk e Loste.

Facciata del palazzo dipindo da Rosk e Loste. Ponticelli, Parco Merola.

Davanti a un campetto in cemento il muro prende vita rappresentando due scugnizzi che si contendono un pallone. Con “Chi è vulut bene, nun s’o scorda” il calcio e la vita di strada e tutte le loro verità prendono vita su un muro che racconta una storia con tutti i suoi colori e le sue ombre.

Ceres, anche su Napoli, ribadisce la sua essenza “street” sostenendo un’opera che raffigura la vita della strada, quella più autentica e legata alle verità che sugli asfalti delle città italiane sono tangibili.

Questa è l’opera finale. Vi invito a vederla da vicino.

Tra l’altro nel Parco Merola ci sono altri 2 importanti graffiti realizzati ultimamente per rivalorizzare il quartiere. Uno di Jorit dal nome “Tutt’ egual’ song’ e criature ” e un altro di Zed1 sul diritto al gioco intitolato “A pazziella ‘n man’’ e criature”.

Io (AKA DanieleNeiPosti) che mi sparo un selfie sotto l'opera di Jorit ,"Tutt’ egual’ song’ e criature". Ponticelli, Parco Merola.

A Torino affida alla creatività di Corn79 la realizzazione di un’enorme murata nel quartiere San Salvario, snodo fondamentale del multietnico centro torinese. Con “Blu Cerebrale”, questo il titolo dell’opera, si rivitalizza un muro nel centro di San Salvario. Con il sostegno di Ceres i colori di Corn79 stagliano al centro del quartiere con le caratteristiche circonferenze che contraddistinguono l’opera dell’artista torinese.

Facciata del palazzo dipindo da Corn79, Blu Celebrale. San Salvario, Torino.

Ceres è un brand che non smette mai di essere in strada e di raccontarla in ogni sua forma.

“In strada Ceres c’è e in Ceres c’è il dna della strada”

Un legame indissolubile che non smette di stupire.

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