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Una storia di sugarkane

Dialogo

E' sempre difficile trovare le parole giuste quando tutto quello che si vuole fare è rimanere in silenzio

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Pubblicato il 29 maggio 2018 in Storie d’amore

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-Non guardarmi.

*Non posso.

-Fingi di non provare rancore nei miei confronti.

*Il massimo che possa fare è voltarmi dall'altra parte, dopo averti salutato da lontano.

-Pensavo che non volessi neppure restare nella stessa stanza in cui sono anche io.

*Infatti è così, ma non ci sono altre soluzioni.

-Non credo di rimanere qui molto, voglio che tu lo sappia.

*Se lo fai per me, puoi risparmiarti la gentilezza: non ho intenzione di diventare il motivo di conversazione di questa gente.

-Si aspettavano tutti che venissimo insieme...

*E infatti siamo qui entrambi. La differenza tra la realtà e quello che si aspettavano è che nessuno dei due ha intenzione di incontrare l'altro.

-Ci siamo e non ci siamo.

*Già.

-Stai abbassando gli occhi, cosa ti rende triste?

*Non è più affar tuo saperlo o meno. Perché te ne curi tanto?

-Io tengo a te più di quanto tu non possa immaginare.

*Non dicevi così due giorni fa.

-Quello che ho detto... Quelle parole non erano vere.

*Troppo tardi per riparare, non trovi?

-No.

*E invece sì.

-No.

*Smettila di comportarti come un bambino.

-Scusa.

*Ancora una volta in ritardo.

-Non che tu sia senza colpe.

*Io me ne prendo le responsabilità subito.

-Mai avrei potuto immaginare di non volerti più vedere, eppure, in tutta franchezza, se tu decidessi di andartene subito io sarei sollevato dalla tua assenza.

*Finalmente hai trovato il coraggio di dire la verità!

-Mi prendi in giro qualsiasi cosa io faccia, dica o scelga: pensi di essere tanto perfetta?

*... Non ho mai detto di esserlo. Piuttosto ho sempre pensato che tu fossi un po' codardo, in fondo.

-Non lo sono e tu lo sai bene!

*Se le cose stessero davvero come dici tu, quelle parole dell'altro giorno nemmeno le avresti pensate. Mi hai attaccata nella mia più grande debolezza per mettermi al tuo stesso basso livello.

-Ancora mi stupisco di quanto risentimento e di quanta cattiveria tu sia dotata.

*Sono così cattiva che, se dovessi, ancora ti proteggerei come quando stavamo insieme.

-Vorrei stingerti ancora una volta.

*Anche io, ma non dobbiamo pensarci più.

-È finita. *È finita.

*... Domani parto.

-Torni a casa?

*Sì.

-Ci vedremo ancora, almeno una volta?

*Almeno una volta. È lunga la nostra vita, sono sicura che capiterà di incontrarci di nuovo.

-Intendo... noi due, solo noi due.

*Se solo potessi conoscere il futuro...!

-Non riesci proprio ad essere seria, vero?

*E tu non riesci proprio a capire che quando qualcosa finisce, accanirsi è la soluzione peggiore?

-Io non mi sto accanendo, mai mi sognerei di farlo. Mi assicuro soltanto che nessuno dei due abbia sprecato il proprio tempo.

*In questi casi il tempo non è mai sprecato.

-Credo sia il momento di andare.

*Vado via per prima: preferisco fare io la figura di quella che cede, che si arrende.

-Mi mancherai. *Mi mancherai.

*Potevamo accorgercene prima, per non soffrire così tanto.

-Siamo due idioti, ecco cosa siamo.

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