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Una storia di Misterend

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Roger

La storia di un Ruggero che viaggia attraverso una misteriosa porta

Pubblicato il 09 maggio 2017

Aveva da poco compiuto gli anni, il piccolo Roger.

Undici. Erano undici fottuti anni che respirava.

Sua madre gli regalò una scatola, presa da uno strano negozio, che vendeva oggetti poco affidabili, ma lei non lo sapeva.

Il piccolo prese la scatola, non sapeva che cosa fosse, ma era felicissimo, perché era ruvida e piacevole al tatto. Entrò in camera sua, mentre sua madre lavava i piatti, e tentò di aprirla. Dentro ci trovò una chiave. Il piccolo Roger non capiva, ma era felice di averla ricevuta.

Sei anni dopo, Roger respirava ancora, e faceva un liceo chiamato liceo.

Passava sempre d'avanti alla caldaia dell'edificio, ed era stranamente incuriosito da essa. C'era una specie di ringhiera, da dove si poteva intravedere una scala che scendeva. Un giorno, mentre nessuno lo gaurdava, Roger scalò la ringhiera, per vedere se c'era qualcosa di interessante. C'era una porta, ed una serratura che sembrava gli dicesse: "ti stavo aspettando". Tornò a casa, e frugò nei suoi cassetti, da qualche parte avrebbe dovuto lasciarla. Eccola, la chiave di sette anni fa, nascosta in un cassetto che non vedeva la luce d'allora. L'interno era pieno di polvere e ragnatele, ma la chiave no, era come l'aveva lasciata, lucida come la costola di un ganamarante. Ritornò alla caldaia, e avanzò la gru, chiamata braccio per aprire il portone misterioso. La chiave entrava, non so come, non so il perché, ma entrò. La girò, sbloccando la serratura, ed aprendo il muro incorniciato. Le scale continuavano dopo quella porta. Scese, passo dopo passo, lentamente, come per godersi il momento. C'era una strana luce.

Durante la scalinata, Roger, notò che il tempo sembrava fermarsi in quella zona di spazio, come se la vita l'avesse abbandonato del tutto. Fuoriuscì dal corridoio, e trovò la stessa caldaia, come se avesse girato in tondo. Il ragazzo, si affacciò dalla ringhiera, e intravide una figura assai familiare, forse la più familiare della sua vita... se stesso. Non poteva crederci, e faceva bene, chi avrebbe creduto ai propri occhi in una situazione del genere? Il se stesso si girò, come se avesse sentito qualcosa. Si fermò un attimo, giusto per verificare se la sua immaginazione avesse eieaculato qualche nota di troppo. Quella scena, l'aveva già vista, e difatti ricordava di essersi fermato per aver sentito dei rumori sospetti, che provenivano dalla caldaia della scuola. Quella porta, aveva fatto azioni di cui non è necessaria la spiegazione, perché ormai è troppo ovvia per tutti voi che leggete, e perfino troppo per Roger. Uscì cautamente, oltrepassando la ringhiera, senza farsi vedere dal suo io passato.

Il piccolo, ormai grande Roger, attraversò la strada, un mucchio di ferrovie senza senso, fatte di vortici e spirali, ed arrivò a casa. No, non lo fece. Perché c'erano delle spirali, e delle ferrovie senza senso? Ma sopratutto, lui non attraversava mai la strada per venire a scuola, gli bastava la discesa che prendeva di solito. What is happened a Roger, e cosa Happenedderà? Lo scopriremo nella prossima puntat...

[Lo schermo diventa statico, perché Roger ha spento la tv per allattare sua figlia Roger]

Roger era d'avanti al camino, sulla sedia a rotelle di sua nonna Roger, ormai deceduta da duemila anni. Aspettava suo marito Roger, ancora ricordava la storia che la nonna gli disse, quando aveva innestato il Roger originale, proveniente dall'altra parte, per creare noi. Erano tutti Roger in quel mondo. Roger allattava la piccola Roger, al suo seno peloso e Rogerato. Mentre la piccola Roger veniva allattata dei peli rimanevano attaccati alla sua bocca, e quando accadeva questo, Roger con sua moglie Roger ridevano, aspettando che la figlia soffocasse, buttandola nel camino, come le altre. Intanto nella fabbrica dei roger, la roger madre, continuava a partorire piccoli Roger, che andavano a finire sul nastro Rogeoratore, imbottiti di strane sostanze iniettate durante la procedura. I nuovi roger erano pronti al lavoro. I Roger malformati, andavano nel circo dei Roger, dove il pubblico applaudiva danzando mescarlattamente sulle puntine.

Un giorno Roger regalò a suo figlio di undici anni Roger, una chiave, dove dentro di essa c'era una scatola. Sette anni dopo, mentre il sorridente Roger andava a scuola, venne attratto dalla caldaia della scuola. Ci entrò, ed usò la scatola regalatogli da sua madre Roger.

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