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Una storia di Caterii

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La libertà degli abbracci

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Pubblicato il 07 maggio 2017

Non dico d'essere una persona apatica, non lo sono mai stata. Provo dei sentimenti, mi piace che gli altri li provino per me, ma sono forte e tavolta questo mi rende incomprensibile all'occhio umano. Le persone credono di me che io sia una sottospeie di stronza che non si fa gli affari suoi semplicemente perchè dico la mia a mio rischio e pericolo ogni volta. Forse perchè dopo tutto ciò che ho passato mi riesce difficile credere che il dire la mia sia una cosa di cui aver paura. Come se perdere una qualche persona irrilevante nella mia vita, mi intristisse a tal punto da restarci male.

Non voglio introdurmi come qualcuno così vissuto e saccente da non ascoltare gli altri, bensì sono proprio la combinazione di consigli altrui e l'esperienza ad avermi donato la mia attuale posizione.

Seppure sembri strano, io non mi sento di elogiarmi parlando così di me stessa, bensì invidiosa di chi può permettersi una vita piena di gioia e debba combattere con determinati episodi che avvengono nel corso della vita, più lentamente di quanto abbia dovuto fare io.

Però non sono quì per dire di me, ma di qualcuno di così meraviglioso ai miei occhi, da mostrarmi un lato della mia personalità che non trovavo in me stessa da anni.

Qualcuno sa spiegarmi perchè arriva un punto nella vita in cui ci affezioniamo ad un odore? Come se ne avessimo bisogno nella stessa aria che respiriamo continuamente. Come se quell'odore dovesse dominare le nostre giornate ed accompagnarci verso i sogni durante la notte.

Non ho mai voluto aver bisogno di qualcuno poichè mi sono sempre sentita delusa da chi pensavo potesse aiutarmi, così mi sono chiusa in un guscio impenetrabile con il solo bisogno di me stessa.

Le cose sono andate così bene imparando ad amare me stessa, che ho smesso di preoccuparmi di ciò che pensavano gli altri o se ferivo qualcuno pensando solo al mio benessere.

Cercavo qualcuno però, con cui sfogarmi fisicamente premettendogli di non aver legami, invece sono finita intrappolata fra le lenzuola impregnate dell'odore della sua pelle che persiste per giorni quando non lo vedo.

Non ne sono ossessionata. Non passo tutto il giorno a pensarci o cose simili, per carità, ma mi riempie di felicità il pensiero di vederlo o sentirlo. Mi sento libera tra le sue braccia e passerei lì la maggior parte del mio tempo.

Avete mai avuto la necessità di qualcuno per essere felici? Questa cosa non mi spaventa troppo, anzi, mi fa capire che sono ancora un'egoista visto che lui serve a soddisfare un mio stato d'animo, ma per la prima volta io mi preoccupo di qualcuno, come se l'avessi fatto entrare sotto il mio guscio protettivo, lo stesso che da benessere a me e che questa volta cerca di darlo anche ad una persona a mio avviso bisognosa di questo.

Odio aver bisogno di lui per qualcosa che fin poco fa ero in grado di soddisfare da sola.

Mi sto sciogliendo ed indebolendo piano piano, sento che mi sta succedendo questo.

Ma la libertà? La felicità che può darvi qualcosa di così particolare come il contatto con una persona. Magari sono strana io, ma finalmente comprendo tutte quelle immagini Tumblr che prima ritenevo incomprensibili ed inutili.

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