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Una storia di ivopacelli

Mercatopoli: la famiglia Markoet

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Pubblicato il 15 agosto 2018 in Fiabe

Tags: bambini favola fiaba racconto ragazzi

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C’era una volta una dolce fanciulla a cui piaceva gironzolare per le strade di Mercatopoli.


Mercatopoli era una città tanto bella quasi quanto grande, gli anziani del posto raccontavano di come nessuno fosse mai riuscito a visitarla tutta, e di come ogni strada, ogni piazza, ogni vicolo, ogni meandro della città, desse quel senso di vissuto, quel senso di pace, quel senso di speranza, che ognuno di noi cerca incessantemente.


La giovane fanciulla di cui questa fiaba racconterà, si chiamava Garanzia, era l’ultima figlia di un piccolo artigiano locale, Offerto, e di una donna del posto, Domanda;

fin da quando era solo un infante, Offerto amava portare la piccola con sé a lavoro.

Gli piaceva adagiare la bimba e la sua culla, modellata dal pino che sorgeva dietro la casa di famiglia, su una mensola lì, difronte la sua postazione di lavoro, mentre, continuava ininterrottamente a intagliare il legno.

Il papà del piccolo doveva completare la libreria di faggio massello, per il dottor Speculone, un uomo d’affari del posto che aveva aiutato Offerto e la famiglia Markoet, in un periodo difficile, prestandogli tanto denaro, e, per questo motivo, cercava sempre di renderlo felice quando gli commissionava qualche lavoro.


Alla madre del piccolo, Domanda, questo non piaceva, si lamentava delle continue perdite di tempo del marito lavorando per il dottor Speculone, a cui non venivano mai chiesti soldi per i lavori svolti, visto l’aiuto che aveva dato loro in passato.

Offerto ripeteva sempre alla moglie che non poteva chiedergli denaro, e che, senza il dottor Speculone, non sarebbero mai riusciti anni prima a tirar fuori dai guai la falegnameria di famiglia e a dar da mangiare ai loro quattro figli.


Ma alla donna questo non piaceva, era stata tutta la vita alla ricerca della propria felicità, alla ricerca di quell’equilibrio che le avrebbe permesso di Vivere davvero, invece di dover sempre correre, cercando di risolvere i problemi di un’esistenza travagliata.

Domanda era stanca di dover fare i conti con l’economia ogni mese in modo che i suoi figli potessero aver da mangiare;

era stanca che i suoi figli non potessero avere dei vestiti migliori, invece dei soliti abiti logori passati dall’uno all’altro e rattoppati con del tessuto di diverso colore;

era stanca di vergognarsi di non poter uscire a testa alta, voleva godersi la vita, come le sue compagne dei tempi passati che vivevano al centro città, secondo lei più fortunate e con meno problemi.


Domanda era una donna difficile, ma non era cattiva, aveva passato anni e anni a cercare di raggiungere la propria felicità, senza mai essere soddisfatta a pieno e con l’invidia e la gelosia che ne avevano offuscato la lucidità, che ne avevano offuscato la solarità e il grande cuore che aveva fatto innamorare Offerto tanti anni prima di lei.

A lei non piaceva ripensare al passato, era una donna che guardava al futuro, si poneva degli obiettivi;


Offerto, invece, era diverso, amava godersi quel che aveva, anche se era limitato ovviamente dalle proprie condizioni economiche.

Spiegava ai figli che l’importante non era avere cose più nuove o più belle, ma godersi ciò che si ha e soprattutto godersi il presente, senza il pensiero di quel che si dovrà fare l’indomani, perché altrimenti, diceva, che quando saremo arrivati a quel punto, avremmo smesso di vivere, e avremmo iniziato a sopravvivere.


I fratelli di Garanzia avevano qualche anno più di lui;

la primogenita si chiamava Concorrenza, era bellissima;

quando nacque, racconta Offerto, ci furono grandi risvolti in città, nessuno gli crede (e la moglie non conferma), ma giura che ricorda benissimo la pioggia che aveva accompagnato il viaggio dell’ostetrica fin casa loro, quando era andato ad avvisarla della rottura delle acque di Domanda, e, che, come nel momento della nascita quella stessa pioggia si fosse trasformata in dolci raggi di sole, che scaldavano la pelle della neonata attraverso le finestre della camera patronale.


Concorrenza era la più grande dei quattro, era stupenda, con le trecce bionde, aveva gli occhi di un verde brillante che al contatto con il sole facevano risplendere chi gli stava vicino; quando aveva iniziato a frequentare le scuole i ragazzini volevano tutti giocare con lei, ma Concorrenza preferiva giocare da sola o con i suoi fratelli, non le piacevano molto le altre bambine o gli altri bambini. Conservava solo un bigliettino che le aveva dato il suo primo compagno di banco, trasferitosi alla fine del primo anno.

Diceva soltanto: “Sei perfetta!”.


Oltre Concorrenza e Garanzia, Offerto e Domanda avevano avuto altri due figli, Monopaolo e Oligopino.


Monopaolo era dunque il secondogenito, già da piccolo non amava condividere i propri giocattoli con Concorrenza.

Aveva una cesta piena di giochi nascosta sotto una trave sbilenca della polverosa soffitta, non gli piaceva condividere le attenzioni della famiglia con la sorella maggiore, era molto riservato e amava stare per i fatti suoi, ignorando i suoi fratelli e attirando su di sé le attenzioni dei genitori.

Con l’inizio della scuola le cose non cambiarono di molto, non gli piaceva lavorare con gli altri, e per lui la scuola si limitava a un semplice scambio di informazioni con l’insegnante. Diceva di essere felice, come Concorrenza, ma nessuno dei due ci credeva davvero.


Le cose migliorarono per lui con la nascita di Oligopino.

Fin dalla nascita Concorrenza e Monopaolo si dividevano le attenzioni del piccolo, per, non so diciamo un medio-lungo periodo i tre bambini passarono tanto tempo insieme.

La competizione tra Concorrenza e Monopaolo era sfociata in un triplice amore fraterno con al centro il piccolo Oligopino, che dal canto suo amava essere al centro delle attenzioni e avere l’incondizionato amore dei fratelli e dei genitori, che vivevano per la prima volta un momento in cui entrambi erano felici e appagati.


Le cose si fecero più difficili quando Oligopino divenne un giovanotto;

iniziava a interessarsi alle ragazzine, con grande fastidio di Concorrenza e si fece tanti nuovi amici con cui giocare, con grande disappunto di Monopaolo in questo caso.

Il giovane iniziò ad intuire la situazione e decise di far contenti tutti, iniziò a sfruttare le singole situazioni; dapprima con un senso di vera solidarietà e dettato dall’amore, voleva semplicemente far contenti tutti.

Successivamente però questo sembrava non bastargli più;

crescendo alcune cose avevano perso importanza,

iniziò a trarre vantaggio dalle situazioni,

iniziò a mettere gli uni contro gli altri,

iniziò a compiere alleanze strategiche, anche con loschi figuri, al solo fine di raggiungere un dubbio scopo,

iniziò a compiere scelte immorali dettate solo dal mero opportunismo;

tutto questo distrusse oltre il suo giovane cuore anche la sua famiglia e tutti quelli a cui aveva voluto bene.


Concorrenza e Monopaolo ebbero una forte discussione dopo una violenta lite che li portò entrambi a lasciare Mercatopoli in cerca di un posto migliore dove vivere, lasciandosi la famiglia alle spalle;

Domanda aveva rinunciato ufficialmente a vivere, e, il povero Offerto, cercava disperatamente un modo per risolvere la situazione ed uscire dai guai.


Fu in questo periodo che conobbe il dottor Speculone,

egli si impegnò ad aiutarlo pagando i debiti della propria attività di falegnameria, ma il contributo più grande che diede al buon falegname, fu il consiglio che gli diede.

Un consiglio che si rileverà determinante per le vite di Domanda e Offerto. Avere un altro figlio, tornare a credere nella possibilità di amare e ricominciare a vivere. Come una famiglia…


FINE PARTE I
























PARTE II


…la storia della famiglia Markoet però non finisce di certo qui. Tornando al principio, vi suonerà familiare:


C’era una volta una dolce fanciulla a cui piaceva gironzolare per le strade di Mercatopoli.


Il suo nome era Garanzia, era l’ultima figlia di Offerto e Domanda e l’ultima componente della famiglia Markoet.

Era nata tanti anni dopo i suoi fratelli, quando ormai tutti loro già vivevano le loro vite lontani da Mercatopoli.


Garanzia passava le giornate a giocare ed esplorare la casa di famiglia.

Trascorreva ore nella falegnameria del padre, lo aiutava ad andare a prendere il legname per i suoi lavori, e adorava dipingere nel cortile di casa. Era una bambina solare, felice, con la voglia di esplorare il mondo e toccarlo con mano.


Offerto e Domanda adoravano la loro bambina, erano passati molti anni da quando i loro figli erano cresciuti e avevano smesso di giocare insieme.


la nascita di Garanzia aveva risvegliato anche quell’amore; quell’amore che li aveva spinti a sposarsi e mettere su famiglia insieme.

Quell’amore che li aveva fatti allontanare vedendo l’infelicità dei loro figli.

Avevano molta paura di commettere gli errori del passato, e il giorno della nascita di Garanzia, giurarono che non avrebbero mai fatto nulla per farla allontanare da loro.

Domanda aveva deciso di vivere una vita diversa, di godersi il futuro, di godersi la famiglia e quella vecchiaia che sempre più si avvicinava; aveva iniziato a condividere quella filosofia di vita che aveva accompagnato il marito, Offerto, nei momenti bui, e che mai come ora, le sembrava la strada giusta.


Ma la felicità purtroppo non era dalla loro parte.


Nonostante Domanda avesse deciso di abbandonare le futilità e abbandonarsi all’amore della vita in ogni sua forma, Offerto invece era stanco di continuare a mostrare un sorriso che per anni aveva soltanto celato quel che pensava realmente della propria vita, che era un disastro.

Per anni aveva fatto di tutto per rendere felice Domanda e i suoi figli, aveva lavorato costruendo la loro abitazione e mandando avanti la falegnameria di famiglia, e in cambio non aveva ricevuto altro che sfortuna, odio e la distruzione della propria famiglia.


Inizialmente Offerto non si era reso conto di provare queste emozioni, il giorno della nascita di Garanzia era davvero convinto che tutto si sarebbe risolto per il meglio, e che avrebbe trovato il suo lieto fine. Ma le cose purtroppo per lui non andarono così.


Offerto allor dunque, guardando la figlia giocare nel cortile di casa, e stanco dei dolori portati dalla vecchiaia e dal duro lavoro svolto nel corso della sua vita, decise che era arrivato il momento di concedersi un premio, di prendersi un piccolo riconoscimento.

Il dottor Speculone lo aveva aiutato molto, gli aveva prestato dei soldi, lo aveva aiutato a mandare avanti la sua attività, gli aveva dato man forte quando i suoi primi tre figli uno dopo l’altro avevano abbandonato il nido famigliare.

Sapeva che forse era giunto il momento di accettare la proposta ricevuta tanti anni prima, e che, fino a quel momento, non aveva considerato che al più di una semplice battuta tra due amici.


Il dottor Speculone era un uomo che si era fatto da solo, veniva da una lontana città del nord, Bancalandia.

Il dottore aveva studiato, aveva conosciuto tante persone, e si era arricchito molto;

si ripeteva di essersi sempre mosso nel giusto, di non aver mai ferito o ingannato nessuno per trarne profitto, di essere una brava persona, ma, in cuor suo, sapeva che non era tutta la verità.


Il dottor Speculone si era trasferito a Mercatopoli poiché era una cittadina dove si viveva bene, la gente continuava ad arrivare, si organizzavano tanti eventi, la popolazione era felice e si costruiva tantissimo.

Era proprio nelle costruzioni che il dottor Speculone aveva maggiori conoscenze, si era trasferito a Mercatopoli acquistando molte proprietà per poi rivenderle ad un prezzo maggiore, e grazie a questo, era riuscito anche a guadagnare ancora più soldi e ad avere tanti “favori” da riscuotere.


Il dottor Speculone doveva ottenere proprio uno di questi dal papà di Garanzia, Offerto, a cui in passato aveva prestato tanti tanti soldi e dispensato utili consigli.

Non era sua abitudine dare qualcosa in cambio di niente ma aveva una strana attrazione per la famiglia Markoet.

Una volta nel corso di un incontro con Offerto, gli aveva detto chiaramente che lo invidiava, i suoi figli erano tutti buoni e intelligenti, sua moglie era fantastica, aveva un lavoro che lo faceva stare a contatto con la natura, e non si preoccupava di stupidi problemi come il fisco.


Offerto però non era d’accordo con l’amico, sostenendo semmai che fosse lui quello fortunato, aveva moltissimi soldi, un’ottima istruzione, e poteva avere ogni donna che desiderava.

Il dottor Speculone allora gli fece una proposta, il giorno in cui non sarebbe più stato felice della sua vita di chiamarlo e che insieme avrebbero trovato una soluzione.


Offerto pensava che quella chiamata non l’avrebbe mai fatta, non avrebbe mai avuto il coraggio di fare una cosa del genere, nonostante non fosse a conoscenza delle intenzioni del dottor Speculone.

Dopo la fuga da casa dei suoi figli e la tesa situazione con la moglie, decise di chiamare Speculone. Il quale gli fece una proposta davvero interessante.


Dopo averlo dispensato degli utili consigli di cui già vi ho parlato, gli propose un accordo:

un contratto, in cui Offerto si sarebbe impegnato a dare il suo quarto figlio e le sue proprietà al dottor Speculone in cambio di tutti i beni di quest’ultimo.

Offerto firmò l’accordo senza pensarci e ridendo di gusto, sicuro che una cosa del genere non sarebbe mai potuta succedere, né da una parte, né dall’altra.


Tornando al presente, la nostra storia narra proprio di questo.

Di come un uomo buono e dal cuore puro, Offerto, abbia ceduto alle tentazioni di una vita agiata in cambio dell’amore di Garanzia e della propria famiglia.


Il dottor Speculone era seduto in una locanda del centro di Mercatopoli, quando Offerto giunse lì accompagnato dalla figlia Garanzia.

“Caro Speculone è arrivato il momento, non credevo sarei riuscito a venire qui, oggi, da te, proponendoti di considerare quell’accordo da te presentatomi tanti anni or sono”.


Il dottor Speculone sobbalzò dalla sedia udendo le parole del padre della piccola Garanzia, e sgranando gli occhi, cercava di capire se quelle parole fossero davvero state pronunciate.

“Offerto sei sicuro di quel che dici? La mia all’epoca era una semplice battuta, quasi un gioco con una piccola nota di serietà, dovuta al fatto di non aver mai conosciuto una donna che mi facesse desiderare di mettere su famiglia. Sei davvero disposto a privarti di tua figlia e della tua famiglia soltanto per dei vili beni?”


Garanzia udendo quelle parole si rivolse al padre con fare accigliato e con una crescente paura.

“Padre, vuoi davvero lasciarmi qui con quest’uomo che non conosco? Mi stai abbandonando? Ti stai liberando di me?”


Offerto non riusciva più a parlare, le parole prima del dottor Speculone e poi della giovane figlia avevano colto nel segno, Garanzia aveva iniziato a piangere, il dottor Speculone era incredulo ma allo stesso tempo curioso dell’idea di avere una figlia, di vivere una vita diversa.


Offerto riuscì solo a farfugliare, “sono stanco, voglio finirla qui”.

“Come vuoi caro Offerto, ma sappi che non potrai tornare indietro” fu la risposta del dottor Speculone, seguita da una lunga e intensa stretta di mano.


La mattina seguente Domanda si svegliò nella sua camera da letto e notò che Offerto non era rientrato, andò nella cucina dove vide seduta Garanzia con il dottor Speculone, al quale chiese prontamente: “Cosa ci fa lei qui?”

Il dottor Speculone si girò e guardò la donna negli occhi, “signora ricorda quando anni fa aiutai suoi marito con la falegnameria?”, il suo tono della voce era calmo, ma i suoi occhi trasmettevano una profonda tristezza.

“Certo che mi ricordo, e questo cosa vorrebbe dire?” il tono della voce di Domanda era più alterato, ma aveva iniziato ad avere un brutto presentimento, un brivido le percorreva la schiena, lungo la colonna vertebrale.


“Beh, gli proposi uno scambio, quasi per gioco, che oggi lui ha accettato, nonostante abbia cercato di dissuaderlo”.

La donna non sembrava sorpresa, anzi il timore che prima o poi la serie di favori del dottor Speculone avrebbe avuto un prezzo e sapeva sarebbe arrivato il momento di pagarlo.

“Bene, ha venduto anche me mio marito?”

Negli occhi della donna non c’era altro che indifferenza, era tornata quella stanchezza e quella malinconia che ne aveva accompagnato gli ultimi anni prima della nascita di Garanzia.


Il dottor Speculone si accorse di tutto questo, non era mai stato completamente una brava persona, aveva cercato per tutta la vita di convincersi del contrario, ma la verità lo torturava, non poteva sottrarre un uomo alla famiglia che lo amava, così come non ne poteva prendere il posto, non avrebbe potuto continuare a vivere quella vita sapendo il modo in cui l’aveva ottenuta, ma, allo stesso tempo sapeva che quella decisione non spettava più a lui.


Il dottor Speculone allora tornò alla locanda dove un ubriaco Offerto era afflitto al bancone e gli si avvicinò;

al solo vederlo Offerto balzò dapprima in piedi e poi si inginocchiò ai piedi del dottor Speculone.

“Amico mio ho fatto un grosso errore”.


Offerto non era solo ubriaco, era un pozzo di disperazione che cercava solo un appiglio a cui rivolgersi.

“Vecchio amico mio dimmi tutto, cosa succede?” rispose il dottor Speculone con un ritrovato ottimismo.


“Ho commesso un errore, ho commesso un errore” biascicava Offerto tra lacrime e singhiozzi.

“Rivoglio Garanzia, rivoglio Domanda, rivoglio la mia famiglia… Sono stato un ottimista per tutta la vita, ho fatto del mio meglio sempre, ho avuto un attimo di debolezza, ho avuto… “

Il dottor Speculone lo interruppe.


“Offerto ero venuto qui molto preoccupato, sono stato con la tua famiglia oggi, ho parlato con tua moglie e giocato con tua figlia, e le ho spiegato quello che tu adesso stai spiegando a me.

In tutta onestà prima, quando mi hai proposto questo scambio, ero molto felice, avrei finalmente avuto quello che ho sempre voluto in cambio di mero denaro, ma mi sono reso conto che se il mio desiderio è davvero questo, non posso raggiungerlo in questo modo, sottraendolo a qualcun altro.

Pensavo però che non ti saresti convinto così facilmente a rinunciare a tutti gli agi di una vita immersa nella ricchezza, ma, noto con piacere, il tuo cuore è più nobile di quanto potessi immaginare”.


Offerto si rialzò dal sudicio pavimento della locanda, e con le lacrime agli occhi, dovute alla commozione e non alla disperazione stavolta, ringraziò il dottor Speculone e corse a casa. Qui trovò sedute in cucina con una vecchia foto di famiglia, Domanda e Garanzia, intente a rimpiangere i primi anni di vita della bambina, quando erano ancora tutti insieme.


Domanda lo guardò subito negli occhi, capendolo con uno sguardo, Garanzia balzò in piedi e corse ad abbracciare il padre, che riuscì solo a dire “oggi ho commesso il più grande errore della mia vita, ho ceduto una sola volta all’agio e alle futilità, ho girato solo una volta le spalle all’amore e stavo per perdere tutto, per sempre.

Garanzia tu sei il motivo per cui so che questo non succederà mai più, e sai cosa voglio davvero adesso? Riunire la nostra famiglia, è arrivato il momento che tu conosca i tuoi fratelli”.


Garanzia sorrise e guardò la madre, la quale aprì la porta dell’altra stanza dalla quale arrivarono i loro primi tre figli, ormai adulti, Concorrenza, Monopaolo e Oligopino, e si rivolse al marito.

“Oggi li ho chiamati subito, quando hanno saputo che avevi ceduto alle nefandezze della ricchezza non riuscivano a crederci e si sono resi conto di tutti gli errori commessi in passato. Da domani saremo tutti insieme, come doveva essere dal principio”.


Offerto e Domanda si abbracciarono e si scambiarono un lungo bacio, subito dopo i figli corsero ad abbracciarli, Garanzia era in mezzo a tutti i membri della sua famiglia, non sapeva chi doveva abbracciare prima, avrebbe voluto chiedere tantissime cose, ma adesso contava soltanto stringerli più forte che poteva, di tempo per parlare ne avrebbero avuto in abbondanza.


Garanzia chiese ai suoi genitori il permesso di poter uscire un momento nel cortile, situato sul retro della casa di famiglia. E così uscì. La fanciulla sedette difronte alla finestra della camera dove si trovava la sua famiglia, li guardò per la prima volta insieme dopo averlo potuto fare solo nelle vecchie foto consumate di famiglia, e capì una cosa.


Che d’ora in avanti, sarebbero stati per sempre felici e contenti…


FINE PARTE II




fine…














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