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Una storia di MaryIsInTheAir

Questa storia è presente nel magazine Musica ed altre complicanze

"WoNdErWaLl"

Tarli elettrici e muri fantastici

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Pubblicato il 26 giugno 2018 in Storie d’amore

Tags: amore musica oasis sorriso wonderwall

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Quella signora mi guardava con una smorfia che voleva essere un mezzo sorriso accennato.

Ricordo il caldo afoso, un parcheggio trovato grazie ad un insperato colpo di fortuna e il passo svelto di chi è in ritardo ad un appuntamento importante.

Vicoli affollati di un venerdì sera di giugno.

Nessun appuntamento, solo la voglia di ascoltare buona musica in uno dei locali della provincia.

Sola come sempre arrivo e il gruppo era quasi in chiusura: tutti pezzi anni '90 e fortuna vuole che arrivi in tempo per uno dei miei pezzi preferiti... "Wonderwall".

Foto di Marco Della Gatta
Foto di Marco Della Gatta

Appena entro nel locale uno dei ragazzi della band mi riconosce e accenna un saluto e un sorriso e io ricambio.

La ragazza al banco mi sorride anche lei e mi indica lo sgabello libero proprio di fronte a loro. Inizialmente mi sento osservata, poi prendo coraggio e mi siedo.

I ragazzi suonano e nella mia testa non c'è spazio per pensieri o altro, solo per la musica: guardo le chitarre, eterno amore, e mi manca quella sensazione che danno le corde di un'acustica sotto le dita.

Si respira un'aria serena, quasi familiare, e lì mi lascio trasportare.

Peccato per quei ritardi sempre troppo frequenti perchè riesco a godermi solo gli ultimi tre pezzi che già è tempo di riporre gli strumenti nelle custodie.

Quella sera la signora Cavallaccio mi ha guardata con una smorfia che voleva essere un mezzo sorriso accennato.

Tra le chiacchiere, una birra e tante risate mi prende in disparte e mi dice che lei sapeva bene cosa mi aveva portata lì quella sera e che su queste cose non s'è mai sbagliata.

Non sapevo se quello che mi aveva appena detto potesse corrispondere alla verità o che i miei occhi avessero potuto dare quell'impressione.

Vado via con la testa leggera ma con un chiodo proprio lì sul muro dei miei pensieri.

Foto di Maria Anna Simeone
Foto di Maria Anna Simeone

Il giorno dopo, in auto, il caldo non dà tregua ma io spalanco i finestrini e metto su un pò di musica, in particolare una tra le playlist ascoltate di recente. Partono gli Stereophonics ed è tutto un "Have a nicce daaaaaaaaayyyyy..." fino a che dalla playlist non sbucano gli Oasis e non posso fare a meno di pensare a lei e a quelle parole.

"Io lo so cosa ti ha portato qui stasera. Te l'ho letto negli occhi e io su queste cose sbaglio raramente. Quelli erano gli occhi dell'amore."

Eh.

No no... sbalordita come pochi non mi sarei mai aspettata da una sconosciuta un simile commento nonostante il mio puntualizzare che era tutto un equivoco.

Ma poi il tarlo non fece altro che mettersi comodo nella mia testa, tranquillo in poltrona coi piedi sul tavolino del soggiorno dei miei pensieri e una "She's electric" in sottofondo.

Enamor Wine & Food - Aversa (CE)
Enamor Wine & Food - Aversa (CE)

Leggo di una nuova serata della band e il tarlo tutto euforico non fa altro che saltellare e mi convince ad andare di nuovo.

Stessa città ma location diversa e questa volta mi decido a non arrivare col solito ritardo.

Arrivo e mi trovo una vineria stracolma di ragazzi e ragazze coi loro calici concentrati in discorsi che oscillano tra la meta delle imminenti vacanze estive, fatti di cronaca e la domanda ricorrente degli ultimi tempi: "Ma tu chi tifi a sti mondiali?".

Loro lì, in un angolo, intenti a suonare e io che non faccio altro che seguire la musica fino a ritrovarmi sulla soglia della vineria a canticchiare ogni pezzo e a tenere il tempo col piede. I ragazzi mi vedono e di nuovo un cenno di saluto e un sorriso. Non so se sarà stata quell'insolita brezza di un giugno anomalo, l'odore del vino nell'aria, o il caldo che si sentiva lì dentro al chiuso, la musica o altro, ma il tarlo era finalmente in pace.

Avanzo la richiesta di una timida "Champagne Supernova" ma per mia sfortuna il tempo è finito, in compenso non manca lei, "Wonderwall" e il tarlo è euforico, su di giri.

Io non so se quella sera la signora Cavallaccio c'ha preso.

Non so davvero se quelli, i miei, erano gli occhi dell'amore.

Forse si, l'amore per la musica.

Intanto il tarlo è felice e riposa in attesa della prossima serata.

Io... beh io attendo il mio muro delle meraviglie e che ne so se lo troverò con una chitarra in mano in un locale di provincia o altrove, so solo che aspetto quel momento per dirgli "I don't believe that anybody feels the way I do about you now".

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