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Una storia di abernasc

Questa storia è presente nel magazine C'è vita dopo il matrimonio ?

I bambini e il finale tragico

Giù le mani dal telecomando

Pubblicato il 28 gennaio 2018 in Humor

Tags: bambini film matrimonio moglie televisione

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A casa abbiamo una chiara ed equa suddivisione dei ruoli: dopo cena, mentre io cybervago su siti perlopiù leciti, Elena si occupa di mettere a letto i bambini.

Salvo eccezioni.

In rare occasioni i bambini manifestano consapevolezza della mia esistenza e mi chiamano al loro capezzale.

A quel punto sono io che mi giostro quelli interminabili 45 minuti in cui, dopo aver storpiato una storia e stonato una ninna nanna , li invito svariate volte a :

– non parlare

– chiudere gli occhi

– non andare a bere

– non dover dire un’ultima cosa alla mamma

– levare le dita dal naso

– rimettersi a letto

– non sollevare le braccia

e , ‘checcazzo, cercare di dormire.

Mattia crolla in genere per primo, mentre Andrea, complice il sonnellino del nido, ti guarda fisso come avesse gli occhi di vetro.

Io provo a farlo schiantare con dolcezza : solleticandogli la fronte, chiudendogli delicatamente le palpebre, accarezzandolo con delicatezza e poi, sfinito, cerco di indurgli il sonno posandogli sulla bocca un cuscino imbevuto di cloroformio e ,come d’incanto, i sogni arrivano a ghermirlo.

A quel punto raggiungo Elena in soggiorno, la quale , avvolta in una coperta di pile in qualsiasi periodo dell’anno, sta guardando un film che definisce sempre e comunque “bellissimo”.

Il più delle volte le sue parole sono proferite singhiozzando e tirando su col naso, che ti viene sempre da guardare se in televisione abbiano appena comunicato la morte di un nostro parente, piuttosto che la diretta dalla camera sopra di me che soffoco Andrea col cuscino…

Hai lasciato Elena dopo cena in uno stato, tutto sommato, di normalità e la ritrovi con un naso rosso di tre taglie in più, gli occhi gonfi di lacrime e il divano ricoperto di un quantitativo di fazzoletti di carta che sembra un parchetto il mattino dopo un raduno di scambisti…

Fatichi a capire quello che cerca di dirti tra i singhiozzi che in genere somiglia ad un ingiusticabile :

“Vuoi che torni indietro così lo vedi anche tu ?”.

Ci terrebbe a ripiangerci sopra.

E’ capace di rivedere lo stesso film straziante 10 volte e ripiangerci tutte e dieci con la stessa intensità, e chiude dicendo “Pensavo questa volta andasse meglio “. E non capisci se si riferisca alla sua reazione o alla trama …

Elena predilige le storie d’amore, preferibilmente senza un lieto fine: l’amata o l’amato il più delle volte muoiono tragicamente e il film è in genere la lenta agonìa del protagonista o del co-protagonista, o meglio ancora di entrambi. La bellezza del film può essere amplificata da eventuali terapìe invasive che devono però rivelarsi alla fine inutili, passando però attraverso un momento di vana illusione di efficacia che renda lo schianto della speranza ancora più fragoroso…

Credo che non si sìa mai nemmeno incidentalmente imbattuta in un film in cui i personaggi fossero tutti sani e longevi.

La cosa più spensierata che mi ha sottoposto di recente è stata la storia di un bambino, Timothy, emerso da un orto a cui spuntavano foglie dagli stinchi. E i genitori invece che portarlo da uno specialista o da un botanico, gli mettevano i pedalini lunghi e lo innaffiavano.

Inutile dire che alla fine il bambino sparisce nell’orto con strazio dei genitori e di Elena e, sarà un caso, ma il giorno dopo l’ho vista vangare il nostro orto ufficialmente per piantare dei pomodori.

Io comunque ho avvisato la psicologa.

La serata di oggi era una di quelle in cui i bambini ricordavano la mia esistenza e dopo la procedura di rito sopra menzionata sono venuto in soggiorno pronto al peggio e l’ho ritrovata che guardava quello che per lei è un cinepanettone: the sessions , la storia di un tizio che reso tetraplegico dalla poliomelite vive in un polmone d acciaio.

Inizia una storia a pagamento con una professionista del sesso che si trasforma in una straziante storia d’amore.

Per sganasciarsi dalle risate l’espediente è un blackout energetico che mina ulteriormente la salute del protagonista.

Inutile dire che alla fine costui muore.

Elena a quel punto si scopre dalla coperta di pile, non senza emettere scintille che la coperta di pile ikea è un generatore di corrente elettrostatica inesauribile, ed emette il tipico verso : “Bellissimo”…

Compiaciuta dalla morte del protagonista è pronta a spegnersi nel sonno ed imbocca, con passo da processione, la via della camera.

Io rimasto solo penso a come far si che tutto ciò non si ripeta e verifico se posso disdire dal bouquet il presunto canale tematico in questione :

mi aspetterei che lei abbia sottoscritto a mia insaputa i pacchetti “Skyterapia del dolore HD” o “Gli incurabili di SKY ”, ma non ne trovo traccia.

Così, a mio modo contagiato per osmosi, metto cinicamente su Porno Valley e spero, con tutto il pisello, che Savannah, la protagonista, muoia.

Soffocata.

‘notte

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