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Una storia di Rita78

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LEONE

Pubblicato il 20 agosto 2017

La spiaggia è semi deserta, tutti a pranzo e poi a fare la pennichella, si sente quasi solo il rumore del mare.

La donna abbronzatissima e avvenente ride rovesciando la testa all'indietro, poi socchiude gli occhi, si guarda intorno continuando a conversare al cellulare, le rimane cucito sulle labbra un sorriso malizioso.

Si dilunga in confidenze sentimentali animandosi durante il racconto, quando scende nei dettagli più intimi alza un poco il tono della voce, il contrario di quello che ci si aspetterebbe. A pochi metri dall'ombrellone un giovane piuttosto aitante è disteso su un piccolo asciugamano, tiene in mano un libro sgualcito ma non è intento alla lettura. Non le toglie gli occhi di dosso, lei se n'è accorta e da inizio ad uno scambio di sguardi, l'antico gioco della seduzione.

In riva al mare due bambini ridono e si spruzzano con l'acqua, sono i figli della donna.

Leone avrà sei o sette anni e, a dispetto del nome è pallido,minuto e un po' timido. Ginevra è più piccola di età, ma è lei a guidare il gioco, a volte lo incita oppure lo rimprovera, comunque lo domina.

Al termine della telefonata la donna si incammina verso le dune, all'interno. Sulla sabbia il piccolo asciugamano è vuoto, a fermarlo a terra il libro sgualcito. Da lì a poco in lontananza si vedono solo due puntini indistinguibili.

La spiaggia si è di nuovo animata, alcuni continuano la pennichella sulle sedie sdraio, le signore indossano il costume intero.

Al tramonto un grido lacera l'aria che si fa d'improvviso immobile:

Leone urla forte, un verso quasi animale, indica con un dito il mare...la sorellina non gli è più accanto.

Sulla battigia si è radunata in fretta una piccola folla ammutolita, lo sguardo grave delle tragedie, qualche donna con le mani nei capelli inizia a piangere .

Poi un uomo esce dal gruppo e si butta in mare, solleva dall'acqua il piccolo corpo sommerso a pochi metri dalla riva.

Ginevra sputa, tossisce, è stordita, ma sta bene.

Leone solo, seduto sulla sabbia trema, piange piano mentre qualcuno lo avvolge con un asciugamano. Non vuole un gelato, non vuole acqua, ripete che non sa dove sia la mamma. Non ha nessuna importanza.

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