scrivi

Una storia di Franco.frasca.bhae

2

La mia città

Il posto più bello del mondo.

Pubblicato il 23 dicembre 2014

C’era una volta una piccola città aggrappata ai fianchi di una collina dove tutte le case stavano una attaccata all’altra, una di sopra e una di sotto, una più panciuta e una più smilza, e tutte assieme cucite da una rete infinita di viuzze e di scale sempre più attorcigliate e sempre più ardite . Di giorno da ogni luogo svettavano come bandiere distese al vento ogni tipo di panni e di lenzuola che come per un magico comando ad una certa ora venivano tutte ammainate. Poi l’aria s’inondava degli odori della nostra isola, del nostro mare, della salsa di pomodoro, dei capperi schiacciati , di rosmarino, delle olive macerate nell’aceto e il ritmo frenetico dei piatti e delle stoviglie sembrava quasi una sinfonia magistralmente suonata da mille orchestrali. Bisognava fare presto perché ora arrivava il "filinona". I raggi cocenti del dio sole bruciavano anche le pietre e non restava altro da fare che ripararsi dentro. I vicoli parevano trattenere il respiro e aspettavano in silenzio e con pazienza le luci del tramonto. All’improvviso, quando le begonie rialzavano con fierezza le loro rosse cime e i fiori di gelsomino si aprivano lentamente a profumare la dolce frescura della sera ecco che le porte e le finestre come d’incanto si spalancavano e le "vanelle" si trasformavano in salotti a cielo aperto. Il brusio incessante di tanti uomini e donne che si raccontavano la loro vita faticosa accompagnava le ultime ore del giorno.

Oggi c’è ancora quella città, è diventata più grande e forse più moderna, ma si è spostata più in là. Quella vecchia, addossata alla collina è diventata triste e quasi abbandonata. Molti vicoli dove non osano le macchine sono deserti . Non vi abita più nessuno e i gelsomini e le begonie si sono rinsecchiti. Molte porte sono sfondate e quelle case sono diventate ricovero di animali randagi. Io ci torno spesso per sfidare la resistenza dei miei poveri muscoli e forse anche della mia età. Questa desolazione in fondo mi appartiene è la soffitta impolverata della mia vita. Io riesco ancora a sentire i profumi, gli odori, le voci. Quando arrivo su in cima, chiudo gli occhi e mi riempio i polmoni di quell’aria. Mi sembra freschissima e per un attimo solo per un attimo mi pare, anzi sono certo, di essere riuscito a fermare il tempo.

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×