scrivi

Una storia di Half

La notte della tempesta

Una notte senza riposo, affogato nei dubbi sull'eticità della creazione

96 visualizzazioni

Pubblicato il 24 maggio 2018 in Altro

0

La creatura di pezza guarda in alto. È un giorno come tanti altri, tanti altri giorni, statici, congelati nel tempo della realtà fittizia in cui vive. Guarda in alto perché oggi qualcosa si muove. Lo statico che viene interrotto da questo fiume di energia che disturba l'unità del suo mondo. Un frastuono mentale e groviglio di tentacoli di inchiostro e sangue che lampeggiano nella mia mente, in piena notte, con il sorgere del sole. Un urlo straziante che mi mangia l'anima, dubbi, conflitti interiori, intrinsechi alla mia realtà. La creatura di pezza guarda in alto, scocciata. È tornato a muoversi, ma non come vorrebbe. È tornato a parlare, ma non con la sua voce. Il mondo attorno a lui cambia, filato dalla mia onnipotente tessitura. Ma non sono contento. Non sono contento di forzare una creatura ad esistere senza uno scopo, ad essere ridotto ad un guscio di ciò che potrebbe essere stato nella mente di qualcun altro. Mi ferisce disturbare la sua esistenza durante la notte, cercando disperatamente uno scopo, un motivo per essa. La creatura guarda lo squarcio nel cielo ed i cambiamenti che comporta, ma a lui non interessano. Un'altra creatura, simile alla prima, appare al suo fianco, fissando il disturbo sopra di loro.

Mi chiedo se loro sappiano. Se loro mi considerino come una divinità malvagia, o magari solo un dio fallito. Mi chiedo se sarebbero contenti se il rumore finisse, se la staticità diventasse permanente. Ma questo solo il fato potrebbe farlo. Questa esistenza passiva, piegarsi di fronte alla vita rifugiandosi in continue distrazioni, in continue distrazioni che rapiscono la nostra mente per portarci in luoghi diversi, in luoghi meravigliosi, o interessanti, o eccitanti, o sorprendenti...questa esistenza dell'uomo creatore, che pensa di poter sfruttare la propria creatività, la propria mente, per giocare a fare il dio. Questa è la mia esistenza. Creare e distruggere è tutto ciò che riesco a fare. Creo, distruggo. Lo vedo anche nelle mie relazioni, nelle amicizie distrutte da una parola di più o un'azione non necessaria. E so che lo squarcio nel cielo è risposta e causa di questa mia natura demoniaca. Il rumore che le creature sono costrette ad udire per ogni istante della loro vita senza tempo è ciò che io vorrei fare a me stesso per punirmi di questo mio modo di essere. Vorrei poter distruggere la mia essenza come potrei strappare un foglio di carta o bruciare un quaderno.

Le due creature distolgono lo sguardo e si guardano. Il mondo attorno a loro è cambiato nuovamente come è cambiato altre volte.

È notte, vorrei dormire. Eppure noto un tono diverso in questo ennesimo cambiamento, come se questo fosse quello giusto, l'occasione per dare a queste creature il significato che meritano. L'occasione per dare a me il significato che cerco.

Il groviglio rumoroso nel cielo si dissipa con uno stridio che fa gettare le creature per terra, nonostante non abbiano orecchie sulle loro teste rotonde di pezza. In alto, tutto bianco. In basso, bianco. Dietro alle creature le loro due case dalle architetture buffe e strane: una casa disordinata e rattoppata, l'altra unica fonte di colore in tutto il paesaggio, assieme alla creatura che la abita.

Le luci del sole che sorge mi aiutano a descriverne meglio le caratteristiche: colori pastello con un ovoidale portone e delicate finestre dalle forme rotonde la seconda casa; scale di grigi con portone rettangolare e finestre quadrate prima casa,. E così come la luce del sole, l'aria mattutina ed il canto degli uccellini che vivono nel giardino sotto la mia finestra rinfrescano i miei pensieri, calmando il pulsare nella mia mente di immagini terrificanti e buie, permettendomi di osservare le mie creature senza sprofondare nella colpevolezza. Il primo, l'abitante della casa grigia e dall'improbabile architettura, ha uno sguardo spento e costantemente serio. Il suo corpo è di un colore bianco-grigio con pezze di un grigio scuro suturate su la mano destra, il gomito sinistro, il petto, dall'inguine a metà coscia sinistra, il ginocchio destro, il piede sinistro e in modo più prominente la faccia, squarciandola in due parti passando con una linea curva dalla fronte al naso e sopra la bocca separando i due occhi. La seconda creatura ha lo sguardo più innocente, sorpreso, positivo. Questa creatura ha capelli biondi che le arrivano al collo e sono sorretti da un cerchietto. Indossa una felpa larga e dai vari colori che rispecchiano la sua casa colorata. La sua pelle, visibile solo dalla faccia e le punte delle dita. è bianca, senza suture. Indossa pantaloncini che le arrivano al ginocchio e sotto di essi lunghe calze a strisce. Le braccia, già coperte dalla felpa, sono coperte nuovamente da lunghi guanti a strisce colorati con buchi per le punte delle dita.

Dopo questa descrizione respiro. Mi fermo un attimo. Osservo il mio blocco da disegno, contemplando se ho fatto giustizia a queste anime intrappolate in un mondo non reale.

Per la prima volta in questa notte, mi sforzo a sorridere. La perfezione è solo un'illusione, e siamo rimasti intrappolati in essa per troppo tempo.

“Allora,” dice la seconda al primo con un sorriso “come va?”

Nessuno ha ancora commentato, sii tu il primo!

Ottimo! Visita la libreria per gestire i tuoi magazine

×
!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×