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Una storia di Skull

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Le domande di Zapordius

Zapordius si sveglia una mattina e decide di fare delle domande e di ricevere delle risposte. Poi, non contento, le raccoglie in un libro.

Pubblicato il 16 settembre 2014

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Il centesimo di resto, è una di quelle monete che, data la sua grandezza o tende a sparire oppure per la sua poca utilità negli acquisti, tende a dare solamente fastidio a chi lo possiede.

I cassieri che tengono al benessere mentale del cliente, preferiscono a non darla come resto anche perché il centesimo in tasca, è un pò come il calzino nella lavatrice, si teletrasporta in un'altra dimensione a noi sconosciuta. I calzini, infatti, da coppia all'improvviso si ritrovano orfani.

(Questo mistero dei calzini è infatti un altro quesito molto importante che Zarpodius non riesce a spiegarsi..).

I cassieri, quindi sono i nostri più grandi benefattori perché, senza di loro, potremmo porci altre domande ancora più inquietanti delle quali forse non saremmo troppo felici di trovare risposte.

In questo modo, i cassieri si assicurano di non infastidire i clienti ma, anzi, indurli a farli tornare ad acquistare nuovamente nel loro punto vendita.

Si narra inoltre che i casseri abbiano una isola fatta di rame dove passare le loro vacanze.

L'isola pare sia stata costruita con l'accumulo di tutti i centesimi di resto non dati.

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Il Pakistano che quando piove tenta di venderti un ombrello per molti è lo stadio successivo del Pakistano che per strada tenta di venderti le rose. I suoi ombrelli sono molto economici, ma si rompono a contatto con la pioggia e volano via al minimo soffio di vento.

Riguardo la sua comparsa ci sono teorie diverse, ma tutti fondate.

Secondo alcuni il pakistano piove dal cielo quando nessuno nelle vicinanze guarda in quella direzione avvalendosi di effetti speciali di seconda mano prodotti a Bollywood. L'apparizione è favorita da una nuvola di curry, dietro la quale il pakistano si disvela.

Per altri, invece, gli ombrelli dei pakistani non sono altro che rose che si trasformano quando il tempo si annuvola. Secondo questa teoria, i pakistani sorridono perché le persone spendono soldi per non bagnarsi, mentre, a causa del dilagare di siti porno, non spendono soldi per regalare rose alle donne.

Anche per questo motivo, molti di loro si arrabbiano quando si parla di Internet.

I più realisti invece fanno discendere il pakistano medio direttamente dai fachiri. E’ così che si adatta a vivere comodamente fra le intercapedini dei palazzi del centro. Tale sistemazione, oltre ad essere economica, induce a credere che appaiano improvvisamente.Loro, invece, semplicemente fuoriescono dalle intercapedini dei palazzi, dove sono in grado di ospitare anche i loro tredici figli e le loro sette mogli. In questo caso il curry sarebbe usato da loro come deodorante.

La crisi ha reso questa professione sempre più difficile e il grado di professionalità richiesto è sempre maggiore, per questo sono nati dei veri e propri corsi di formazione per la vendita con delle regole ferree da rispettare. Decalogo del venditore pakistano di ombrelli:

1) L'ombrello è potenza.

2) Onora l'ombrello e l'ombrellaio.

3) Non desiderare l'ombrello degli altri, ma fa che il prossimo tuo desideri il tuo ombrello.

4) Non vendere ombrelli se c'è il solleone.

5) Non uccidere con l'ombrello. Non è efficace.

6) Non pronunciare la parola "ombrello" invano.

7) Se un ombrello lo paghi 1 euro, vendilo pure a cinquanta centesimi.

8) Se un ombrello si rompe nel momento della compravendita, non farti impietosire. Pretendi il giusto prezzo del tuo bene. Se egli non lo farà, urla.

9) Non commettere atti impuri con gli ombrelli. Nello stesso negozio dei cinesi dove compri gli ombrelli ci sono altri oggetti più adatti.

10) Mangia tanto curry.

In realtà il pakistano che quando piove tenta di venderti un ombrello sa usare la tecnica della moltiplicazione del corpo, quindi.. tutti i pakistani che quando piove tentano di venderti l'ombrello sono sempre la stessa persona!

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Zarpodius tranquilamentente mangiava quando in televisione apparve una publicita di una trappola inteligente per topi

Facendo vedere anche la morte deltopo mentre cercava di svincolatsi dalla trappola spense il televisore fini di mangiare il e un bel bicchiere di vino transugo e mentre sul suo divano era uno scricchiollio senti fal televisore in grosso topo usci e nel suo dalotto gitava era un topo gigante dapprima Zarpodius penso di sognare un pizicotto si diede ma ancora li era quel topo gigante vicino a lui si avicino e lo topo quano in grosso sprai su di lui cerco d spruzzare il suo veleno Zarpordius grido io non sono

Un topo sono Zarpodius mentre cercava di scappare allo spruzzo omicida di deratirazazione davanti allo specchio si ritrovo un topo si era traspor,ato ed il topo lui era diventato Ah ah irlo zapodius e verso lo spray ando e vero che le publicita inconscie delle comunicazione sotto il loro potere siamo e in quello che loro ci sussurarono al orecchio ci traspormiamo ma qui credo che abbiamo toccato il

Fondo verso lo spray ando

Sai di essere solo uno schiavo

Dell incoscio publicitario?

Tu che cosa ne pensi? Disse

Andando verso lo spray vuoi

Essere schiavo di questo meccanismo ? Ed continuo

ha parlare s parlare ed un continuo di domande lo sprai inizio ha spruzzare e di corsa nel televisore entro quello che primo era un topo si avicino ed nuovo Zarpodius il suo corpo torno mentre il topo di corsa nel televisore entro ma Zarpodius continuo ha fare domande ed il televisore una fiamma lancio e il suo schermo buio dovento

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Lo sfoggio del proprio look è una tacita guerra tra donne. Una battaglia in cui l'arsenale deve essere sempre aggiornato e ampliato, dove la conoscenza e delle tattiche segrete del vestire deve essere raffinata ogni giorno, dove la propria abilità nell'accostamento di colori e tessuti stabilisce chi vince e chi perde nella guerra del buon gusto.

Arma prediletta della donna è la scarpa. Con il paio di scarpe giuste al momento giusto la donna sancisce il proprio predominio nel gruppo (di donne).

Qualche volta l'ignaro uomo riesce a cogliere gli sguardi di sfida e minaccia fra due donne e probabilmente pensa con un certo orgoglio di essere egli stesso il frutto della contesa, quando nella realtà è in corso una disputa a suon di ballerine, tubini, decolletè e pochette.

Ora capirete che per affrontare il campo di battaglia, che sia la pizzeria sotto casa o la comunione del bis-cugino, ci vuole una certa preparazione che non sempre si ha, soprattutto se qualcuno ci invita senza preavviso. In questo caso le opzioni sono due: o si alza bandiera bianca abbigliandosi alla carlona pur di uscire, o si rinuncia stoicamente in attesa della prossima occasione (o di una nuova sessione di shopping).

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La puntualità è effimera.

Già di per sé la parola ne rivela l'impossibilità di essere rispettata; essa deriva da punctum (punto) e basta.

Sono molteplici le cause del ritardo, ne citerò alcune velocemente velocemente:

1 Sindrome di igiene acuta - il soggetto passa dai 45 ai 180 minuti a sollazzarsi sotto la doccia, perdendosi in canti e pensieri dispa(e)rati;

2 Bradipismo cronico - Il soggetto entra in un loop infernale di "ancora 5 minuti e mi preparo";

3 Angoscia del primo arrivato - il soggetto soffre di attacchi di panico derivati dall'ansia di arrivare per primo e dover aspettare gli amici malvagi. Nei casi più gravi, il malato arriva dopo tutti;

4 Malattia del minibus - Il soggetto è costretto a percorrere molti chilometri per raccogliere altri esponenti della sua specie.

Chiaramente questi sono solo alcuni esempi di patologie che impediscono la puntualità, ma credo siano già sufficienti per esprimere con certezza che essere in orario è un'utopia del genere umano.

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Situazione classica all'università. Lui dice di non sapere niente, di non aver studiato, ma poi per illuminazione divina riesce a rispondere a tutte le domande del prof e prende il massimo dei voti, aggiungendo anche la lode,

Ma perchè afferma, mentendo, di non sapere?

Sa di non sapere o semplicemente ha paura che gli altri possano portargli sfortuna?!

L'alternativa è che ha semplicemente dei super poteri, oppure una voce che gli suggerisce le risposte nell'orecchio, come faceva Boncampagni con Ambra Angiolini ai tempi di Non è la Rai.

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La motivazione è quantomai semplice. Gli asciugatori sono acquistati direttamente dalle ditte che si sono occupate dell'edificazione delle toilette, in modo da passare molto tempo ad ammirare la qualità dei materiali e possa diventare cliente delle stesse aziende.

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Erano passate già 5 canzoni di Tiziano Ferro in radio. La situazione diventava insostenibile, ma purtroppo a quel semaforo riuscivo ad ascoltare solo quella radio, e quel giorno c'era lo speciale su Tiziano Ferro. Dovevo spostarmi da là, ma al semaforo si era creata una fila chilometrica. Tante auto in circolo, forse, ma anche un semaforo che subito passava sul rosso. Il semaforo scattava sul rosso e le auto si bloccavano, che storia. Ma chi lo regola sto semaforo? La mia unica spiegazione era che al nuovo sindaco servivano dei soldi per la sua villa nuova, per cui faceva fare tante multe a chi commetteva infrazioni. Dopo un po' infatti gli automobilisti iniziarono a passare anche col rosso e le multe fioccarono, per tutti. Se quello era il motivo del "rosso perenne", il sindaco lo aveva amministratato bene

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La società dell'immagine colpisce Zapordius, ma non solo. A me capitò che un amico in pieno inverno mi chiedesse dei soldi per riparare la sua auto, altrimenti non poteva andare a lavoro. Vista la giusta motivazione, glieli prestai. Come mio solito non gli chiesi di restituirmeli, ma aspettavo che fosse lui a chiedermi di vederci, anche per un caffè, che poteva essere la scusa per restituirmi quanto doveva.

I mesi passarono, arrivò agosto. Un giorno mentre curiosavo sulla home di Facebook vedo delle foto scattate da Ibiza. In particolar modo erano dei selfie e la persona ritratta in quelle foto era il mio amico, che non solo si era comprato uno smartphone di ultima generazione che faceva delle foto fantastiche, ma era andato anche in vacanza ad Ibiza, mentre io restavo a Como, aspettando i soldi che gli avevo prestato, per potermi concedere un week end.

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A me il tuo progetto è piaciuto un sacco, originale e davvero molto simpatico!

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