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Una storia di Kairi93

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Umide gocce di un cuore appannato

Pubblicato il 27 maggio 2017

Mi sono scordata come ci si addormenta.

Si mette giù la testa, si stringe un cuscino, si chiudono gli occhi e la mente piano piano si spegne.

Ma no, non stanotte.

Mi sono scordata come si piange.

Si nasconde la testa tra le ginocchia, si arricciano le labbra e di colpo dagli angoli esce lava bollente. Mi è sempre stato facile. Potrei piangere a comando, sarei una brava attrice.

Ma no, non stanotte.

Stanotte le lacrime non escono neanche per sbaglio.

Mi sono ricordata come si vomita.

È una sensazione che non augurerei mai a nessuno. La puzza che ti rimane in bocca non la mandi via neanche sfregando un'ora con l'intero tubetto di dentifricio.

Arriva il momento in cui la terra trema di un terremoto che senti solo tu. Ti fa stramazzare e di colpo nessun posto sarà mai abbastanza comodo per affondarci i pensieri. Quelli sono troppo pesanti, spaccano tutto quello su cui si appoggiano.

Dicono che il dolore è una inevitabile conseguenza dell'amore, ma io so che non è vero. È ancora peggio: è un'inevitabile conseguenza del crescere. Bisogna accettarlo.

Ma no, non stanotte.

Stanotte fa tutto schifo e non accetto proprio un bel niente.​

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