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Una storia di CuorDiPolvere

Ostaggi del Cuore

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Pubblicato il 02 maggio 2018 in Altro

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Te ne scrivo ora che quel tempo è andato, e posso a ragione sentirne la mancanza.

Ti parlo di un ricordo, e in quanto tale rapito dal cuore, che tradisce col suo eterno ritorno la nostalgia di tante cose: di una di queste ti voglio parlare.

Ci è familiare, innanzitutto, mi vedo costretto a dirlo: in queste mie memorie che anche tu c'eri. Poi, sai, è successo tanto tempo fa, qualche dettaglio non riesco a tirarlo fuori: tanto per fare un esempio, chi era più grande? E chi più piccolo?

Sono ostaggio -di recente- di questa nuova memoria, sempre la stessa storia; adesso te la racconto, ma sarebbe conveniente che mi stessi a leggere per bene, così come la vedo io la vedi pure tu, e poi mi dici se riesci a ricordartelo.

Guarda: eravamo in una villa in roccia, proprio sulla balconata in pietra grezza, tutta decorata di fiori e tappeti; dava sul giardino e sull'ingresso della villa, dal quale partivano lunghi e spessi scalini che arrivavano fin sui balconi più bassi. Il colonnato tutto intorno adorno di rose rampicanti, e l'ingresso col tappeto rosso, poi l'immensa porta in legno di quercia tutta definita di intarsi di vecchi emblemi, blasoni e stemmi di famiglia.

Passavano di stanza in stanza le campane a festa che suonavano, dicevano che stava per cominciare. Non ti ho detto che era sera, quasi la mezzanotte, e noi come tutto il paese stavamo per andare.

C'erano anche mamma e papà, le nostre sorelle e i nostri fratelli, sia quelli grandi che quelli più piccoli.

C'era freddo, forse cadeva qualche fiocco di neve. No?

Eri vestito col vestito della festa, quello bello che avevi scelto per le cose che, dicevi, non avresti mai dimenticato.

Andammo a messa, con la carrozza penso, in quella chiesa che ci riempiva gli occhi tanto erano alte le cupole. I passi, un filo di voce: tutto si sentiva. Quel silenzio me lo ricordo bene, senti, con l'eco del niente che ti torna tra le spirali e le colonne a farti sentire il cuore battere forte.

Puoi aprire gli occhi, se t'eri ammagato, e tornare qua. L'hai visto?

L'hai visto.

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