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Una storia di Crymeariver

Senza Volto

Il mio incubo

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Pubblicato il 11 luglio 2018 in Horror

Tags: Horror Incubo Storiabreve

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Siamo tutti soli di notte, anche quando siamo con qualcuno, anche siamo abbracciati nello stesso letto.
Siamo tutti soli perché chi ci sta accanto non può entrare nella nostra mente, certo possono essere con noi nei primi minuti,
ma anche loro inevitabilmente scompaiono.
Siamo soli con le nostre paure, i nostri incubi.
Mi svegliai nel buio più totale sdraiato sopra di un letto, uno dei più comodi che io abbia mai provato, purtroppo il mio pensiero però non si soffermò sul letto, ma sul fatto che io fossi da solo in un posto di cui non avevo la possibilità di riconoscere.
Silenziosamente e con cautela iniziai a tastare in giro per la stanza in cerca di sensazioni familiari allungai la mano dove, a mia memoria, ci sarebbe dovuto essere il comodino delle mia camera ma tutto ciò che sentii fu un freddo metallico di strumenti di un qualche tipo, poi sentii la forma di una scatola, poi sentii la plastica e riconobbi la forma di un piccolo tavolino.
Ancora confuso iniziai ad alzarmi silenziosamente, la paura dello sconusciuto iniziò a farsi sentire ma continuai a tastare e cercare in giro alla ricerca di altri indizi, sentii che delle tende circondavano il mio letto e provando a spostarle sentii il fruscio che delle parti della tenda che scorrevano.
Mi feci ancora un po di coraggio e iniziai a girare per la stanza sperando di trovare qualcosa, non so cosa volessi trovare, ma era l'unica cosa che potessi fare...
Mi resi conto che la stanza era a dir poco minuscola, grande abbastanza da contenere il lettino, il tavolinetto e un paio di persone in piedi ma nulla di più.
C'era una porta che distava solo pochi passi dal letto, toccando la maniglia sentii un freddo mai provato prima, un brivido percorse la schiena ed i peli si drizzarono dalle gambe al petto.
Una paura innata mi pervase, la stessa paura che ha permesso ai nostri antenati di sopravvivere per milioni di anni, una voce lontana rieccheggiò nella mia testa e mi urlò di scappare, di lasciare quella maniglia, di tornare a dormire...
Girai quella maniglia, non ci fu un motivo preciso, ma era come se la mia mano si fosse mossa da sola guidata da una forza superiore.
Appena uscito dalla porta trovai un corridoio illuminato soltanto da luci rosse deboli e tremolanti, un odore di alcol misto a sangue assalì le mie narici e subito portai la mano al naso con un'espressione di disgusto, ma l'odore lasciò comunque un saporaccio nella mia bocca.
Iniziai a percorrere il corridoio, sentii l'umidità e il freddo penetrare fino alle ossa, nonostante continuassi a camminare senza fermarmi nulla cambiava e il corridoio restava immutato, persi la concezione del tempo, e per quanto ne sapessi potevano essere passati due minuti oppure due ore.
Intravidi nella distanza un'ombra informe, immobile, a una decina di metri da me e allora decisi di avvicinarmi, ma una paura innata iniziò ad attanagliarmi lo stomaco e il mio respiro si fece più veloce e nonostante questo continuai ad avanzare come se il mio corpo si muovesse da solo senza alcun bisogno dei miei comandi.
Avvicinandomi la figura si fece più chiare a iniziai a distinguere la figura di una persona, abbastanza esile, seduta su di una sedia e subito dietro di lei una donna in piedi con le mani appoggiate suelle estremità più alte della sedia, ma i visi erano ancora irriconoscibili nemmeno un lineamento poteva essere visto e io presi a respirare ancora più velocemente, i muscoli si irrigidirono, ma il mio passo restò regolare come se andassi a tempo di marcia.
Iniziai piano piano a vedere con sempre più chiarezza i loro volti, ma c'era qualcosa di terribilmente sbagliato in essi.
Capii, dalla divisa, che la donna dietro la sedia era un'infermiera, ma quando alzai lo sguardo per guardarla in viso notai con orrore che ella non possedeva ne occhi ne bocca, al posto degli occhi c'erano solo due conche ricoperte di pelle e sotto di essa si potevano notare dei movimenti rapidi di due esseri minuscoli, e al posto delle labbra c'erano solo due protuberanze informi ed immobili, la forma del naso invece era totalmente assente.
Sulla sedia c'era invece una ragazza con capelli rossi e lunghi fino alle spalle ed una frangia storta.
Lei aveva tutto ciò che all'altra mancava, ma ogni cosa era al posto sbagliato, il naso era sotto sopra, un occhio era sulla guancia, un occhio era sulla fronte, le labbra chiuse in uno strano sorriso si trovavano sulla guancia destra, un sopracciglio finissimo si trovava sopra la bocca mentre l'altro dove sarebbe dovuta essere la bocca.
Gli occhi mi fissavano, erano rossi come i capelli della ragazza, l'infermiera dietro di lei piegò leggermente la testa a sinistra e nonostante non avesse gli occhi sentii il suo sguardo su di me ed un brivido mi percorse la schiena.
Mi voltaii ed iniziai a correre lungo quel corridoio tutto uguale, iniziaii a sudare, il battito accelerò, ma le gambe non si stancarono.
Corsi per non so quanto fino a quando non intravidi ancora la stessa figura informe, continuai a correre verso la figura sperando che non fossero le stesse donne di prima, ma quando arrivai davanti a loro continuavano a fissarmi ed il sorriso della ragazza si tramutò in un ghigno, un terrore immenso pervase nuovamente il mio corpo e ricominciai a correre nella direzione opposta, ma alla fine loro erano sempre la ad aspettarmi ed io sono intrappolato.


Per sempre.

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