scrivi

Una storia di Masichelosai

Hanno contribuito

0

L'uomo che vive in strada per necessità o per scelta

Che emozioni ci suscitano le persone che vivono in strada e che vediamo aggirarsi come fantasmi, con passo a volte, incerto

Pubblicato il 30 giugno 2015

1

Mi incuriosiscono.

Non riesco mai a passarci accanto senza voltarmi, senza incontrare per un attimo i loro occhi.

A volte me li abbraccerei tutti.

"Chissà se si sentono soli!", mi interrogo.

"Chissà se sono felici!"

Senza scadenze quotidiane, senza ritmi precisi.

Figli di un tempo imperfetto che - ahimè- quando uccide, è spietato.

E ci sono mille modi di uccidere!

La rivoltella o un'altra arma sono il modo più semplice.

Uccidono le parole, trafiggono i fallimenti, fanno barcollare le perdite.

Ecco, dietro ogni barbone ce ne deve essere più di una.

Perdite di amori o soldi o lavoro. O scelta di perdere. Di perdersi!

Fottute, dannate perdizioni!

Devono conviverci per forza l'Inferno e il Paradiso intorno.

Io li immagino sospesi nel libro del loro tempo.

Mica devono riempire per forza tutte le pagine.

Anzi, quella bianca fa la differenza.

Bianca di memorie, come la neve!

Bianca di una non convenzionale libertà.

Scappano dalal vita "costruita", noi invece ci infiliamo a tutti i costi.

Quasi fosse un'ampolla magica.

Si chiamava "Francesco". O meglio lo avevo ribattezzato così.

Perchè era semplice e io amo i semplici.

Fermo ogni mattina dinanzi a un bar nei pressi della stazione.

Avevamo il vizio di sorriderci, quasi ci aspettavamo.

Un giorno gli chiesi se volesse qualcosa.

"Nulla!" e continuò a sorridermi,

Solo che io mi arricchivo di quesi sorrisi. Erano il quotidiano viatico per l'università.

Poi ogni tanto gli compravo un panino.

Lo accettava perchè non avevo fatto domande.

Avevo agito senza indugi.

E chi dona, così dovrebbe fare.

E' capitato tre o quattro volte.

Poi è sparito, non l'ho più rivisto.

"Sarà andato a sorridere da un'altra parte, a qualcuno che ne aveva più bisogno di me", mi sono ripetuta ottimista.

Non sa che mi è mancato e che ogni volta che sono passata davanti a quel bar per anni io ho sorriso comunque. Magari c'era e io non lo vedevo più!"

Credo che non importi il nome, ma il volto e l'amore che possiamo dare sì.

Solo che noi, a volte, abbiamo paura di quell'amore.

Perchè ci inquieta e ci scomoda.

E' che noi siamo troppo matti per capire quel branco di ingenui!

Inizia a far sentire la tua voce attraverso le tue storie. Iscriviti, è gratis.

!
La tua sessione è scaduta! Effettua di nuovo il login e spunta Ricordati di me per rimanere sempre connesso e non perdere i tuoi progressi!
Ottimo!

Controlla la tua email per reimpostare la tua password!

×

Ops, c'è stato un errore. Riprova più tardi.

×

Sicuro che sia questa l'email?

×

Email non valida

×