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Una storia di Raffaele

Men on the mile

Uchū kaizoku kyaputen Hārokku

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Pubblicato il 22 ottobre 2017 in Scienza

Tags: Attualit

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Pochi giorni fa la comunità scientifica internazionale ha fatto un importante annuncio.

Per la prima volta, grazie alla rilevazione delle onde gravitazionali, è stato possibile risalire alla fusione di due stelle di neutroni: un evento teorizzato da più di 30 anni.

Fisici e astronomi sono riusciti a osservare direttamente le onde gravitazionali e le emissioni di luce da un medesimo evento, un risultato molto importante per capire come funziona l’Universo e ciò che lo tiene insieme.

Mi sono sempre chiesto i costi di queste ricerche.

Se si considerano i 30 anni di teoria, le diverse nazioni impegnate con i loro diversi ricercatori, non credo di esagerare scrivendo che si tratta di miliardi.

Miliardi per scoprire, per dirlo banalmente, il senso della vita.

Sì, perché alla fine si arriva sempre allo stesso punto.

Gli astrofisici e gli altri ricercatori sono solitamente molto cauti nelle loro affermazioni sulle nuove scoperte, ma questa volta grazie alla solidità dei dati raccolti sembrano essere convinti e naturalmente soddisfatti.

Capire la vita, per fuggire la morte.

Nel concreto molte cose sono state realizzate a tale scopo e per quanto assurdo vi possa sembrare, c’è gente per esempio che ha già donato il proprio corpo – o parti di esso – per congelarlo in vista di una resurrezione controllata.

Insomma, il vero problema non sembra essere la vita, ma la morte e l’incapacità di accettarla.

Siamo esseri con coscienza di se e dotati di sentimenti e sicuramente ci complichiamo le cose, ma è singolare notare come “l’animale non umano”, pur soffrendo per una perdita (morte di un simile), non passa il resto dell’esistenza a scrivere poesie crepuscolari, dirigendo film intimistici, cantando con il groppo in gola, auto flagellarsi e finendo in depressione. O qualcosa di simile.

Direte: ma non ne è capace. Non si è evoluto come noi.

Ed ecco il punto: che te ne fai di una evoluzione se passi anni a capire il senso della tua vita senza godertela?

Non se la godono certo i cinesi, potenza mondiale, economia in ascesa e nazione ricca che costringe la propria gente a girare con le mascherine antismog.

Non se la godono gli arabi e il loro petrolio nero che riempie le pance, ma solo di quei pochi che possono permettersi di comprare squadre di calcio, aerei personali, navi e garage pieni di automobili che non guidano.

Sì, però quello non è il nostro mondo…

Già. Peccato che da 30 anni, in Italia, si parla di inquinamento, effetto serra, deterioramento delle risorse, terremoti, calamità naturali, cambiamento del clima, energie alternative, investimenti per il futuro e del “mondo da lasciare ai nostri figli”.

Il risultato è “un significativo” aumento delle energie alternative e rinnovabili, la differenziata che non fa la differenza, ricostruzioni post terremoti insignificanti, spreco idrico e mancanza di approvvigionamento per scarsità di piogge, città soffocate dallo smog e province abbandonate.

Tutto questo guardando solo l’Italia.

Credo che ci sia una discreta elite umana dotata di un pensiero comune. Non una società occulta che farebbe bella presenza in un romanzo di Dan Brown, ma una non organizzata e consapevole massa di persone che è convita di poter sopravvivere a tutto questo.

“La storia ha inizio "tanto tempo fa, nel lontano 2977". Il Governo Unificato della Terra guida un pianeta in pace, in cui le persone vivono in uno stato di perenne indifferenza rispetto a quello che accade nel mondo ed intorno ad esso. Le macchine hanno sostituito l'uomo nei lavori più comuni. Il prezzo che ha pagato la Terra per l'avidità dell'uomo è stato lo spreco di tutte le sue risorse, i mari sono stati quasi prosciugati e molti beni vengono attinti da altri pianeti, perché ormai la Terra non è più produttiva.

La classe dirigente, rappresentata dal Primo Ministro, è intenta solo a racimolare voti alle elezioni e a negare l'evidenza di gravi problemi. Le persone che non condividono questo tipo di mentalità sono tenute ai margini della società, considerate fuorilegge o idealisti fuori di senno.” […]

Leiji Matsumoto, 1977

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