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Una storia di Hollielost

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Una lettera dal futuro

Pubblicato il 03 agosto 2017

Carissima,

immagino la tua faccia quando stamattina è arrivato il corriere e ha suonato il campanello: non te l’aspettavi, eh? Mi sembra di vederti mentre firmi il modulo di consegna effettuata, saluti il fattorino e te ne vai in cucina. Apri il cassetto dei coltelli, cerchi le forbici e, dopo aver appurato per l’ennesima volta di essere la destinataria del pacco, lo apri. Chissà come deve essere stato per te trovarti davanti uno smartphone: per noi, adesso che siamo nel 2017, è un oggetto di uso comune, che permette di fare di tutto, dal cazzeggio più estremo al lavoro più importante. Mi rendo conto però che per una ragazzina del 1999 come te, che ancora sta imparando ad utilizzare il suo ericsson T10 s nuovo di pacca, sia davvero strano trovarsi davanti un computer miniaturizzato. Mi sono premurata di scriverti un elenco di passaggi per accedere alla mail, così finalmente puoi leggere queste cosine che ti ho scritto. Sì sì, non ti agitare: sei ancora tu che scrivi, solo che di anni ne hai il doppio di quelli di adesso. Quando penso a quel periodo ( quello che tu stai vivendo ora, per intenderci) mi viene male, che età di merda. Immagino che non sia chissà quale momento entusiasmante per te, così eccomi qui ad informarti che poi tutto andrà meglio, devi solo pazientare.

Deve fare già molto caldo e sono sicura che tu ti sia già stufata dell’estate, questa stagione meravigliosa, specialmente se non hai grandi amicizie con cui passare il tempo e le giornate ti sembrano infinite. Potresti fare i compiti di tedesco, per non ridurti a lavorare come una matta gli ultimi venti giorni di vacanza, ma tant’è, ti sudano le mani a tenere le penne in mano, quindi meglio agonizzare sul pavimento durante le ore più calde e uscire un po’ quando si rinfresca, giusto per far vedere ai tuoi che sei ancora viva. A dir la verità loro non è che ti inondino di domande, quelle fastidiose sul perché non esci e cose così: sei stata fortunata, non sono dei deficienti, sanno benissimo com’è vivere in un paesino molto piccolo e non essere come gli altri. Né meglio, né peggio, solo diversi: non ti piace la dance, non segui il calcio, non ti piacciono i belli del villaggio, non provi simpatia per i bulletti che, fra l’altro, hanno come unico obiettivo il rompere le palle a chi non si adegua alla massa. Per fortuna hai capito una lezione importante in ogni fase della vita: meglio starsene a casa per fatti propri ad ascoltare Guccini che farsi andar bene chiunque giusto per uscire qualche ora, ma questa cosa ancora ti pesa un po’, hai solo diciassette anni, ma per fortuna è quasi finita, quell’età di merda che è l’adolescenza, dove non si vuole essere come gli altri ma si vuole essere come gli altri, non so se mi spiego.

Non che tu non ci abbia provato: qualche domenica sei andata anche te al parchetto con le tue ex compagne di scuola delle medie, a fumare la prima sigaretta e, soprattutto, a non capire perché litigavano a morte per l’unico ragazzo un filo decente della compagnia. Hai sentito chiacchiere irripetibili, di quelle che se vengono riferite sono in grado di distruggere l’autostima di chiunque, ma poi hai visto chi le ha pronunciate fraternizzare con la persona a cui erano rivolte, lasciandoti perplessa. Sei stata esclusa dai discorsi, quasi mai ti hanno chiesto qualcosa, ti hanno chiesto come stessi, ti hanno chiesto quali fossero le aspettative per il tuo futuro. Ora che ci sei dentro ti sembra tutto così pesante, difficile da gestire, tanto che preferisci rifugiarti nel tuo piccolo mondo fatto di musica, letture interessanti e compiti da fare. Sembra non passare mai, ma fra qualche anno ci sarà una svolta epocale nella tua vita, un cambiamento che ti porterà a mettere la parola “fine” su questo capitolo. Poi tutto sarà in discesa: finirai le superiori (che, in quanto a relazioni amicali, non è che siano questo carnevale di Rio), le tue insicurezze non spariranno ma saprai gestirle meglio e capirai finalmente che gli amici non sono i compagni di classe che ti capitano durante gli anni di scuola ma sono persone che ti scegli e che ti scelgono, che non ti rivolgono le spalle mentre parli escludendoti dalle conversazioni e si interessano di te.

Il problema è che purtroppo ci saranno momenti in cui dovrai incontrare ancora queste persone e ti garantisco che non importa quanto tu sia felice, contenta di come sta andando la tua vita e piena di intenzioni positive, per quanto tu vorrai porti nel modo più amichevole possibile alcuni di loro, probabilmente senza neanche volerlo, rispolvereranno in te l’inadeguatezza che ti è tanto amica in questo momento: basta uno sguardo, un mezzo sorrisetto falso o un modo di parlarti che sbammm! Hai di nuovo diciassette anni. Poi dopo a casa, mentre sei da sola che cucini e guardi tua figlia sorridere, ti dici che fondamentalmente sei una cogliona, perché ti senti inadeguata davanti a chi, a una persona che non riesce a tenersi stretto neanche un fidanzato? Ad una persona che è ancora intrappolata nelle solite dinamiche del dico il peggio di te ma ok, andiamo a fare un aperitivo? Bah. Premettendo che agli occhi di chiunque altro anche la tua vita può sembrare di una pesantezza indicibile, devi, e devo anche io, passare oltre, non sentirti mai inadeguata perché lo sai te che fatica si fa ad essere sempre se stessi. Questo è l’unico rimedio, oltre che andare a farsi una birretta con i maschi della classe, quando capitano queste riunioni. Con loro è sempre tutto molto più semplice.

Penso che ora sia arrivato il momento di salutarti. Siccome non mi ricordo se hai già questa mania, volevo solamente suggerirti di smetterla di scrivere minchiate sulla smemoranda: fra dieci anni ci sarà facebook e se non cominci a disintossicarti da queste porcate è capace che mi diventi come quelle cretine che scrivono frasi di Charles Bukowski allegate a selfie (altra porcheria che avrai modo di scoprire a tue spese). Inizia a tenere un diario, leggi molto (anche Bukowski, che fa sempre bene), guarda i film di Quentin Tarantino e trova il coraggio per guardarti L’esorcista: arriverà un momento della tua vita che non potrai più farne a meno!!! Datti anima e corpo ai Led Zeppelin e lascia perdere quelle mezze calzette dei Cranberries, non ti servono ulteriori piagnistei!!!

Un mega abbraccio, a presto!

Lica

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