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Una storia di MirianaKuntz

Occhi panoramici

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Pubblicato il 27 ottobre 2017 in Storie d’amore

Tags: amore panoramica parigi salerno

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Glielo dicevo, glielo dicevo sempre: portami a vedere il mare, poi io un giorno, quando meno te lo aspetti ti porterò il mare, preso per intero, senza dividerlo né diluirlo, te lo prenderò tutto e te lo porterò in casa, tanto che imparerò a nuotare meglio, e tu potrai fare il gradasso che nuota e fa i tuffi partendo dall’alto, sui mobili belli, e poi sott’acqua ci ruberemo un bacio infinito.

Ma stavolta c’è da dire portami a vedere il cielo, perché a sessanta chilometri da casa mia ci sarà la ruota panoramica più bella, quella alta e grande, la gemella di quella che fu montata in Place de la concorde anni fa. E si sa che le altezze ti fanno paura, a me fanno paura più i vuoti che lasci quando non ci sei, sarò brava a tenerti per mano, a patto che tu mi tenga per il cuore. Trattieni l’aria nella pancia, perché è solo un attimo e si tocca il cielo, le cabine coi led si trascineranno qua e là, faranno un rumore leggero che copriremo ridendo. Io ti sorriderò e avrò la malsana idea di toccarti la bocca, fino a baciarti poi tutto: le cose che vedo fuori e quelle che ti tieni dentro. Gli altri che passeranno a mezz’aria ci guarderanno sbalorditi: com’è che facciamo l’amore con gli occhi in posti in cui siamo?

Quando saremo nel punto più alto, ti stringerò più forte, sarà come essere sul cielo in mezzo al cielo, con dentro le mie braccia un cielo più grande ancora. Non avrò paura se tu ci sarai, nessun’ altezza è più feroce dei posti in cui non ci possiamo vedere, nessun vuoto è più forte delle braccia che non possiamo toccare.

Non mi negherò lassù, non ti negherai, dove nessuno potrà raggiungerci mai, dove non ci sarà una persona al mondo che potrà parlare male di noi, dove non ci sarà pettegolezzo più forte che ci spinga lontano.

Sarà come volare senza piloti e calotte, non avrò bisogno di un pilota migliore, certe rotte esistono solo in certi occhi: dentro i tuoi si arriva oltre il mare, dove il niente che non esiste si può persino toccare.

Portami a vedere il cielo, tu hai già visto e toccato il mio cuore.

Ma non ho niente da guardare che sia al di là del vetro, il panorama più bello sei tu, sei tu, sei tu, resto a guardare ancora un po’.

Gli occhi panoramici a appartengono a ben pochi, non ti pago neppure il biglietto, sei il mio posto naturale, a cui tutti è vietato l'ingresso.

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