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Una storia di Intertwine

Questa storia è presente nel magazine Le interviste ai nostri autori

Intervista a Nicola Chiacchio: migliore autore di novembre.

Il nostro premio all'autore con più seguito nel mese di novembre.

Pubblicato il 18 dicembre 2017 in Giornalismo

Tags: autoredelmese intervista

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Nicola è un autore giovanissimo che abbiamo conosciuto durante i corsi all’Università Suor Orsola Benincasa. Lui, come altre ragazze e ragazzi, ci stano prendendo gusto a scrivere e, dal seguito che stanno avendo, possiamo dire che lo stanno facendo molto bene.

Una caratteristica comune è la spontaneità, leggendo le loro storie infatti si ha la sensazione di leggere qualcosa di genuino. Sarà per la loro giovane età?

A questa domanda provate a rispondere voi. Ora però leggete quello che ci ha detto Nicola Chiacchio, in arte Nicolay.

Ciao Nicola, prima di tutto complimenti per il titolo di “autore del mese”. Le tue storie non sono mai banali, a partire dai titoli, ma qual è quella a cui sei più legato?

Bella domanda... se proprio devo sceglierne una, dico Le questioni con la signora Maria, perché è quella da cui ho ricevuto più feedback frontali. Essendo una storia assolutamente vera, è stata apprezzata tantissimo dalle persone che mi conoscono e che, come me, hanno vissuto la signora Maria nel quotidiano. È stato una sorta di enorme amarcord dove vicini di condominio, vecchi amici ed i parenti stessi della donna, si sono pienamente rivisti in prima persona. Addirittura le figlie, informate della mia "dedica" alla madre, mi hanno scovato sui social per farmi i complimenti dopo aver letto il pezzo. Credo non ci sia nulla di più gratificante per uno che, prima di raccontare storie, vuole raccontare realtà.

Sei iscritto da poco sulla nostra piattaforma, ma finora come pensi sia servita Intertwine per la tua passione di autore/scrittore? E cosa ti piace di più del nostro sito?

Sicuramente è un'occasione per affacciarsi nel meraviglioso mondo della scrittura. Io, ad esempio, ammetto di non aver mai pubblicato miei scritti prima di farlo sulla vostra piattaforma, quindi la considero una possibile rampa di lancio a tutti gli effetti. E poi c'è la possibilità, al tempo stesso, di leggere storie di altri autori emergenti, il cui talento non è ancora in evidenza ma non significa che non ci sia. Io, quando posso, cerco di "rubare" qualcosa anche dagli altri, soprattutto da chi ha ovviamente più esperienza. La piattaforma risulta molto intuitiva e soprattutto piacevole da consultare. Il sito ideale insomma, da aprire dopo una giornata di studio/lavoro per svuotare un po' la testa e farlo anche in maniera costruttiva.

Le tue storie sono spesso calate nella realtà di tutti i giorni. Qual è la tua maggiore fonte d’ispirazione?

I ricordi d'infanzia e prima adolescenza, che mi frullano spesso per la testa. Soprattutto vedendo come nella vita le priorità, per via dell'età ma anche della società che si evolve, tendono a cambiare molto col tempo. Più in generale, mi pongo un doppio obiettivo quando decido di scrivere: prima di tutto far sorridere chi legge, ma lasciargli anche un messaggio alla fine del racconto. Per questo presentarsi con gli occhi e la mente di un bambino aiuta molto: la tendenza ad utilizzare una "ingenuità intelligente", mettiamola così, mi mette tremendamente a mio agio. I bambini si dice siano dei geni, e molto spesso per loro è più facile mettere in luce argomenti che un adulto avrebbe difficoltà ad affrontare.

Raccontaci qualcosa di te al di là del lato prettamente autoriale. Cosa fai nella vita? Hai dei progetti che porti avanti?

Ho 20 anni e studio Scienze della Comunicazione all'università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Un percorso formativo che ho scelto con l'idea di intraprendere una carriera giornalistica in futuro, possibilmente di tipo sportivo. Non a caso scrivo già da tempo per alcuni magazine online, sia per farmi conoscere nell'ambiente ma soprattutto per "rimanere allenato" in vista di un eventuale grande salto che mi potrebbe attendere da qui a qualche anno. C'è anche l'idea abbastanza remota di pubblicare un libro, ed Intertwine in questo senso mi sta aiutando a migliorare e ad avere un certo seguito.

Cime Tempestose di Emily Brontë.

Hai un genere e uno scrittore preferito? Ultimo libro letto?

In verità no, ho sempre letto un po' di tutto. Dai classici del Novecento, ad autori contemporanei come Carlos Zafon. Se c'è un libro che però ho amato è stato Cime Tempestose di Emily Brontë, letto qualche estate fa. Più in generale sul tema lettura, quando ogni giorno sei impegnato a scrivere articoli con tema calcio, attualità, libri o cinema, sei costretto comunque ad avere gli occhi fissi maggiormente sui giornali, che siano cartacei oppure online, per rimanere al passo con la notizia, soprattutto in un mondo dove spesso il presente appare come fosse già corrispondente al passato. Uno degli ultimi libri letti e che ho apprezzato per lo stile narrativo è stato Educazione Siberiana di Nicolai Lilin, e proprio da questo autore nasce l'idea del mio nickname per la piattaforma. Con una differenza sostanziale: ho deciso di "inglesizzare" il nome sostituendo un paio di lettere (y e k al posto di i e c, ndr.). Questo non so spiegarlo nemmeno io, è stata un riflesso inconsapevole a cui sto riflettendo solo ora che mi ci avete fatto ripensare. Forse sarà che oggi se non conosci questa lingua non sei al passo coi tempi, mettiamola così.

Ne abbiamo parlato diverse volte anche nei nostri incontri all’università, ma ci dici perché, secondo te, le persone dovrebbero raccontare una storia?

Raccontare una storia anche totalmente inventata significa, seppure in maniera indiretta, raccontare un po' di se stesso. I cantautori lo fanno attraverso la musica, ad esempio, ma in generale le arti sono sfruttate dall'uomo anche per parlare di sé. Ecco, la scrittura è, se vogliamo, l'arte più povera di tutte, quella accessibile a chiunque rispetto magari alla pittura o scultura, che ritengo più nobili, per menti eccezionali. Scrivere per raccontare una storia ma raccontare soprattutto della propria personalità, del proprio passato, delle proprie idee di vita. Per questo ognuno, almeno una volta, dovrebbe provare ad approfittare della possibilità che la scrittura gli offre, al pari di tutti gli altri, senza fare distinzioni.

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