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Una storia di Marylou

La ragazza che veniva dal futuro

Tre uomini, tre scelte, un viaggio nel tempo

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Pubblicato il 02 aprile 2016 in Fantasy

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All'inizio di una dolcissima primavera, in un boschetto vicino ad un lago alla periferia di Lone River, Jess se ne stava seduto su un masso a chiacchierare con i suoi due più cari amici, Luke e Jackson.

Commentavano una notizia che si era saputa da poco in città.

<< Ma ti pare ? >> , diceva Luke a Jess, << ora tu vai in quel posto e ci trovi... dai è veramente ridicolo ! >>

<< Ma scusa>> , era intervenuto Jackson alzandosi in piedi, << ma tu che ne sai ? Magari è vero! >>

<< Infatti >>, insisteva Jess che da un po' provava a convincere Luke, << partiamo e andiamo a controllare >> .

Ora dovete sapere che al tempo in cui avveniva questa storia non esistevano macchine, treni e quant'altro.

Ci si spostava a piedi o a cavallo.

<< Dai ragazzi finitela >> , protestava Luke, << c'è da cavalcare fino al tramonto e non ne ho voglia.

E poi per vedere che cosa? Nulla, ve lo dico io! Niente di niente >> .

Dopo lunghe discussioni Luke si era lasciato convincere.

Forse perché era stanco di sentire blaterare i suoi amici o forse perché, anche se non voleva ammetterlo, l'idea dell'avventura piaceva anche a lui.

Avevano deciso di partire il mattino seguente e non avevano detto nulla in città.

<< Il posto è piccolo e la gente mormora>> , aveva detto jess, << qualsiasi cosa troveremo là sarà il nostro segreto >>

<<Troveremo o non troveremo >> , aveva ribattuto Luke, << siete già convinti di trovare qualcosa ma sapete benissimo che è solo una stupida storiella, una leggenda.

E la gente che pochi giorni ha detto di aver visto qualcosa o è pazza o era ubriaca >>

<< Dio mio >> , aveva esclamato Jackson sbuffando, << quanto è difficile viaggiare con te Luke! >>

<< Ma se non siamo ancora partiti! >>, aveva protestato l'amico.

<< Appunto non me lo ricordare, non siamo ancora partiti e non ti sopporto già più, sei un pessimista.

Anzi no, no tu sei il re dei pessimisti>> .

Jess era scoppiato in una risata che aveva messo fine alla discussione dei suoi due amici e aveva dato inizio all'avventura.

Quasi giunti al termine del viaggio verso Hope's Bay, il piccolo paese sul mare che dovevano raggiungere, Luke aveva rotto il silenzio che aveva regnato fino ad ora fra i tre.

<< Quindi spiegatemi, noi arriviamo a Hope's Bay, ci rechiamo nel posto esatto che ci hanno descritto quei pazzi che vivono con noi a Lone River e poi dormiamo lì nella speranza che ci si parino davanti agli occhi tre porte e un tipo strano venuto dal futuro? >>

<< Si>>, avevano risposto gli altri due in coro.

<< Ci sarà da ridere...e come! >>

Arrivati a Hope's Bay e più esattamente in quel posto tanto chiacchierato, si erano accampati per la notte.

Quel luogo di certo era bellissimo, un'insenatura, una piccola spiaggia tra le rocce e un mare cristallino.

Dopo aver mangiato tutto il cibo che si erano portati dietro, Jess e Jackson si erano armati di pazienza e avevano sopportato Luke che li scherniva, fino a quando non si sono addormentati.

In piena notte, che voi ci crediate o no, erano stati svegliati dalla voce di una donna.

Una volta messa a fuoco, tutti e tre avevano pensato la stessa cosa e cioè che era bellissima.

Aveva un vestito del colore del mare e lunghi capelli colore del rame.

Al collo un ciondolo che brillava più del sole.

Occhi marroni e vispi e due labbra perfette.

Dietro di lei tre porte bianche con simboli diversi.

Nella prima porta c'era l'immagine di una corona, sulla seconda di una tavola ricca di cibi, la terza porta era completamente bianca.

La donna si era presentata dicendo di chiamarsi Daisy, aveva detto ai tre che poteva regalare loro la possibilità di vivere il futuro come fosse un sogno.

Aveva spiegato loro che avrebbero dovuto scegliere ognuno una porta diversa ed entrarci.

Dopo essersi confrontati e aver dato il tempo a Luke di riprendersi dallo shock, i tre amici avevano deciso di avventurarsi.

Jess aveva subito scelto la porta con la corona.

Diceva che se hai potere puoi ottenere ciò che vuoi.

Luke aveva scelto la porta completamente bianca e Jackson, molto soddisfatto, aveva potuto scegliere la porta che più desiderava.

Quella con sopra una tavola imbandita.

Avevano aperto le tre porte nello stesso istante ed erano stati catapultati in una stanza bianca.

La porta alle loro spalle si era chiusa e Daisy era scomparsa.

Ormai erano nel pieno della loro avventura, avevano deciso di provare e avrebbero dovuto accettarne le conseguenze.

<< Ei Fil, ho finito, me ne vado.

Ci vediamo lunedì, buon week end >> .

<< Ok, cia Daisy, a lunedì >> .

“ Mio Dio”, pensava Daisy dentro di sé, “ ho bisogno di farmi una doccia e rilassarmi”.

Camminava veloce e a testa bassa nel caos di una città frenetica.

<< Stia attenta, accidenti! >>

Daisy si volta per chiedere scusa all'uomo contro il quale era inciampata in malo modo pestandogli un piede.

<< Oh mio Dio sei tu! Sei la donna che mi ha catapultato qui >>

<< E tu sei Jess e sei su tutti i muri della città.

Complimenti senatore, avevi il potere e l'hai avuto >> .

<< Posso offrirti un caffé ? >>

<< Va bene >> .

Seduti ad un bar super moderno di New York, Jess cercava di capire qualcosa di più di tutta quell'assurda storia.

<< Ma perché ? Perché catapultare qui tre uomini dal passato ? >>

<< Io sono una scienziata, oggi abbiamo i mezzi per viaggiare nel tempo e … si lo ammetto l'ho fatto un po' per amore di scienza e un po' per amore e basta >> .

<< Che intendi ? >>

<< Non che io sia granché fortunata con gli uomini del mio tempo quindi... magari ci si mette di mezzo il destino e un uomo di altri tempi mi fa innamorare >> .

Jess rideva, << sei completamente matta, ma comunque verresti con me a cena domani sera? >>

In una lussuosa macchina chiaramente con autista Jess aspettava Daisy apparire sul portone.

<< Eccoti! Sali andiamo in un posto bellissimo>> .

Jess aveva scelto uno dei ristoranti più esclusivi ( e più costosi ) di New York per quella serata.

Aveva passato tutta la sera a corteggiare Daisy.

Nel riaccompagnarla a casa aveva sperato che lei gli chiedesse di salire ma non era stato così.

Daisy gli aveva spiegato che la sua follia fatta un po' per scienza un po' per curiosità o forse per il sogno che la sua vita si trasformasse in una strana favola era basata sul destino.

Si loro si erano rincontrati ma poi avevano passato una serata insieme e lei aveva capito che lui non era l'incontro della sua vita, quello che te la cambia.

Era solo uno dei centomila incontri sbagliati che fai prima di trovare quello giusto.

Jess non aveva capito fino in fondo quello che voleva esprimere Daisy, se ne era andato e aveva chiamato una sua... diciamo amica.

Per lui la serata sarebbe finita comunque come voleva.

Con quale donna poi non è che a lui importasse molto.

<< April no! Ho detto di no!>>

<< Oddio Daisy dai non essere noiosa! Questo tuo strano esperimento ti ha resa più scontrosa del solito>>

<< Io non sono scontrosa >>

<< Appunto...allora dimostramelo! Sarà una bellissima festa, devi venire.

Ho due biglietti e vorrei andarci con la mia migliore amica >>

<< Non ne ho voglia >>

<< Ok fantastico allora grazie e a stasera...ci vediamo alle otto al solito posto ! >>

<< Ma non ti ho detto di si!!! >>

Inutile... April era già corsa via e, come al solito, Daisy avrebbe ceduto alla sua maniera bizzarra di convincerti a fare una cosa.

Dare per scontato che tu abbia accettato di farla.

<< Ecco perché non volevo venire April. Lo vedi? Qui sono tutti incravattati e l'atmosfera dai, per favore, è terribilmente finta.

E' una festa ridicola >>

<< Finiscila Daisy... e pensa a divertirti per una volta >>

<< Va bene però potevamo andare al “ The Future” come sempre a bere qualcosa e poi avremmo potuto andare al cinema oppure non lo so tipo...>>

<< Ciao! Finalmente ti ritrovo! >>

Daisy a sentire quella voce dietro di lei si era voltata di scatto e davanti si era trovata un bell'uomo in giacca e cravatta.

<< Jackson! Ma bene! Vedo che hai dato un senso a quel simbolo sulla porta.

Cibo, donne...non ti manca proprio niente.

April ti presento... >>

Ma April era già corsa via dall'altra parte della sala a parlare con gente sconosciuta, chiaramente in cerca di un uomo con cui andare via.

April era una brava ragazza ma diversa da Daisy, non sognava una famiglia e dei figli.

Non voleva casini, diceva lei.

E poi aggiungeva sempre che se avesse dovuto mettere su famiglia lo avrebbe fatto con un uomo ricco e potente.

Daisy alla fine era rimasta sola con Jackson per gran parte della festa.

La serata era stata lunga e Daisy adesso era nel suo letto e fissando il soffitto pregava Dio di non dover avere più niente a che fare con quell'uomo pomposo e superficiale.

Stava cominciando a pensare di aver fatto un grosso errore.

Aveva dovuto sopportare le facce e le risatine dei suoi colleghi scienziati quando aveva raccontato quale esperimento voleva compiere.

Aveva dovuto prendersi un rimprovero dal suo collega e amico Fil quando era riuscita a portarlo a termine.

Adesso aveva già rincontrato due di quegli uomini e l'unica cosa che desiderava era di non aver mai messo in atto quella strampalata idea.

Glielo diceva sempre sua madre.

“Non avresti mai dovuto fare la scienziata.

Con le strane idee che hai tu di sicuro ne combini qualcuna delle tue”.

Solo April l'aveva sempre sostenuta ma molto probabilmente solo perché sperava che ne combinasse una delle sue per poi riderci su.

Passavano i giorni, le settimane e i mesi e Daisy aveva quasi dimenticato tutta quella storia.

<< Ciao Fil, che c'è da fare oggi? >>

<< Analisi su alcuni batteri e da compilare quei moduli.

Intanto questo poi il resto lo vediamo insieme.

Nel pomeriggio ci hanno commissionato un lavoro molto delicato >> .

<< Va bene, a pranzo vieni con me al The Future ? >>

<< Ok, a dopo >>

Seduti finalmente ad un tavolo del restaurant bar che Daisy adorava, lei e il suo collega aspettavano di poter ordinare.

<< Cosa posso portarvi ? >>

Davanti a Daisy era comparso un bel ragazzo moro vestito da cameriere con un palmare in mano.

<< Luke! Come stai? >>

<< Ci conosciamo ? >>

<< Sono Daisy, non ricordi? La ragazza delle porte bianche.

L'esperimento... hai presente? >>

<< Oh si scusami non ti avevo proprio riconosciuto.

Comunque davvero forte.

Fortissimo l'esperimento o quello che era insomma.

Torniamo a noi... cosa posso portarvi? >>

Daisy era rimasta scioccata dalla naturalezza e quasi indifferenza con cui Luke parlava di quello che Daisy le aveva fatto.

Sembrava come se avesse semplicemente ricominciato a vivere, senza farsi troppe domande, senza pretendere chissà quali ricchezze o stramberie.

A lavoro Daisy non faceva altro che pensarci.

Voleva riparlargli, sarebbe tornata lì stasera.

E si sarebbe portata April, così imparava a trascinarla in assurde e noiose feste altolocate.

<< Per quale caspita di motivo siamo venute qui di lunedì sera?

Non ci veniamo mai il lunedì e io stavo bene sul divano di casa tua >> .

<< April devi farti perdonare per la serata orrenda che mi hai fatto passare >>

<< Ci si rivede! >>

Luke era comparso alle sue spalle e a Daisy aveva iniziato a battere il cuore a mille, non si spiegava il perché ma probabilmente era diventata tutta rossa in faccia perché April rideva di gusto.

E comunque a lei ora veniva solo da pensare che il suo cuore era tanto che non batteva così.

Aveva passato tutto la serata a guardarlo lavorare e ad assillare la sua amica.

Dopo svariate settimane, durante le quali Daisy si recava al locale praticamente tutte le sere, Luke una sera si era finalmente seduto al suo tavolo.

<< Posso dirti una cosa ? >>

<< Ma certo >> , aveva detto Daisy sperando che non le chiedesse per quale motivo si recasse lì tutte le sere anche perché di preciso non lo sapeva neppure lei.

<< Io ho capito cosa significava la mia porta tutta bianca.

Significava libertà, libertà di costruire il nostro futuro come più ci piace.

Con le persone e le cose che davvero vogliamo nella nostra vita >> .

Daisy lo guardava e non parlava.

<< Allora? >> stava dicendo adesso Luke, << aspetti che finisco di lavorare e poi ci andiamo a fare una passeggiata ? >>

<< Ma certo, perché no >> .

Erano passati anni da quella sera, Luke e Daisy alla fine si erano sposati e avevano avuto Joy una bimba stupenda che ora, a cinque anni, era esageratamente iperattiva.

Jess e Jackson dopo aver fallito e aver perso soldi e potere, avevano ritrovato Luke e avevano sistemato le cose.

Adesso erano un bel gruppo di amici e loro due facevano gli zii.

Tra le altre cose jess e Jackson si erano messi in società e avevano aperto un'agenzia di viaggi.

Scherzavano sempre su questa loro scelta.

Dicevano : “ se non apriamo un'agenzia di viaggi noi che abbiamo viaggiato nel futuro chi altri dovrebbe farlo? “

Jackson stava per sposare April, la migliore amica di Daisy e Jess era fidanzato da qualche mese con una ragazza dolcissima di nome Rory, che lavorava nella stessa azienda di tecnologie informatiche in cui lavorava April.

Vivevano ancora tutti a New York e stava arrivando uno dei periodi più belli dell'anno, Natale.

Daisy che adorava cucinare aveva invitato tutti a casa sua.

Erano le nove del mattino e si era già messa all'opera.

Mentre cucinava faceva strane smorfie a Joy che rideva di cuore a guardare sua mamma rendersi così buffa.

Anche Luke rideva di cuore ma per i capelli di Daisy, che quella mattina neanche un lanciafiamme sarebbe riuscito a domare.

Esplodevano da tutte le parti e ciò che lo faceva più ridere è che sua moglie non ci trovava niente di divertente.

La serata con gli amici era stata come sempre molto piacevole, stavano benissimo insieme.

Joy, stremata dalla voglia di restare sveglia con i grandi, adesso stava supplicando la madre di portarla a letto e rimboccargli le coperte.

<< Buonanotte amore mio >>

<< Notte mammina >> .

Mentre guardava la neve cadere sul giardino dalla finestra della cucina, Daisy preparava il caffè per i suoi ospiti e pensava che sua figlia era in assoluto la cosa migliore che avesse mai fatto nella sua vita.

Luke era arrivato sorridendo in cucina e aveva ridestato Daisy dai suoi pensieri.

Lei lo aveva guardato e ora non sapeva più se tutto questo che vi ho raccontato era stato solo un sogno, ma quello che conta è che Luke era lì accanto a lei con la loro piccola Joy tra le braccia.

<< Joy si è alzata dicendo che ha riposato a sufficienza, tu ti sei persa tra i tuoi pensieri a fissare la neve e il caffé amore mio si è congelato >>

Daisy guardava adesso Joy e Luke che stavano ridendo e scherzando di lei e del suo caffè, anzi no, di lei e del suo modo buffo di fissarsi su qualcosa e fantasticare.

Stava pensando che sogno o realtà non è che le importasse poi molto.

Aveva dato un bacio a suo marito e a sua figlia e ora non le restava che rifare quei caffè.

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