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Una storia di LuigiMaiello

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La rivoluzione della Sharing Economy.

Cos’è e come funziona l'economia della condivisione.

Pubblicato il 18 gennaio 2016

L’economia della condivisione sta cambiando il nostro modo di vivere e di pensare.

Quando nel 1455 Johann Gutenberg realizzò il primo prodotto tipografico creò, con l’innovazione della stampa, i presupposti di una rivoluzione: la possibilità di creare con facilità numerose copie di un testo ne facilitarono la diffusione alle masse.

Il ruolo svolto da Internet è stato simile: dando la possibilità di contatti veloci e diretti, ha facilitato la diffusione di servizi e consentito il superamento di molte intermediazioni.

Uno dei frutti di questa facilità di contatto è la sharing economy: l’economia della condivisione.

La Sharing Economy è un fenomeno relativamente recente che fonda le sue radici in usanze nemmeno troppo moderne. Anzi.

Questi modelli di business basano le loro radici negli istinti umani più antichi: cooperazione, condivisione e flessibilità.

Che sia la “banca del tempo” di TimeRepublik, la condivisione di un’auto per un tragitto di BlaBlaCar o la condivisione di un trapano attraverso LocLoc, le persone possono scegliere di preferire l’utilizzo al possesso e, accedendo ad una sterminata quantità di possibili controparti, diventa semplice trovare qualcuno interessato a ciò che si ha da condividere come risulta altrettanto semplice trovare qualcuno che possa prestare o noleggiare ciò che si sta cercando.

Non è certamente una coincidenza se molti servizi di peer-to-peer sono stati fondati tra il 2008 e il 2010, nell’immediato della crisi finanziaria globale. Alcuni vedono la condivisione, e il suo mantra “l’accesso vince sul possesso”, come un antidoto post-crisi al materialismo e al consumismo.

Che si tratti di “sharing” per la condivisione di beni, servizi, informazioni, spazi, tempo o competenze, di bartering, ovvero il baratto tra privati ma anche tra aziende o di crowding con pratiche come il crowdsourcing e crowdfunding, dal 2011 a oggi i numeri sono più che triplicati, in particolare nell’ambito del turismo, dei trasporti, delle energie, dell’alimentazione e del design.

In Italia siamo avanti rispetto al resto del mondo: una ricerca condotta da Ericsson sottolinea come il 37 per cento dei nostri connazionali attivi on line (parliamo di circa 26 milioni di persone), abbia già partecipato alla sharing economy. Il dato globale si ferma invece al 34 per cento. Il sito italiano di riferimento è Collaboriamo.org.

A Napoli una realtà innovativa è il progetto di Bike Sharing Napoli, lanciato da un gruppo di ragazzi che si pone l'obiettivo di migliorare la qualità di vita nell'ambiente urbano e di valorizzare la città.

Il progetto mira a promuovere l'intermodalità e a risolvere il problema dell'ultimo chilometro attraverso l'integrazione con altri mezzi di trasporto pubblico, la mobilità sostenibile e un'app dedicata. In questo modo potrà essere ridotto il numero di veicoli privati ​​su strada a vantaggio della mobilità sostenibile e del traffico.

Bike Sharing a Napoli.

I servizi che rientrano nell’ambito dell’economia collaborativa sono caratterizzati da alcuni punti in comune: tutti infatti promuovono lo sfruttamento pieno di risorse che altrimenti rimarrebbero parzialmente inutilizzate, incoraggiando l’accesso invece della proprietà, il riuso invece dell’acquisto. L’azienda che li offre funge infatti da piattaforma abilitatrice, non eroga servizi o prodotti dall’alto verso il basso ma mette in contatto chi cerca con chi offre, sviluppando il modello peer2peer e diventando un veicolo di reputazione, fiducia e appartenenza. Gli asset che generano valore per queste piattaforme (beni condivisi o competenze) non appartengono all’azienda, ma alle persone che le utilizzano.

L’economia digitale e la sharing economy, con le loro piattaforme collaborative, permettono la valorizzazione delle comunità di utenti attraverso la moltiplicazione delle potenzialità di comunicazione e marketing di ogni iniziativa, ma anche attraverso la possibilità di condividere e scambiare beni o servizi, creando nuovi posti di lavoro e nuove forme di economia.

Vi lascio con un'infografica per comprendere meglio il fenomeno della Sharing Economy.

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