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Una storia di Rosa_Piagge

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Tutto cambia in un attimo

Pubblicato il 11 agosto 2017

I cavalli sono la mia passione da sempre, ho imparato a cavalcare da bambina.

Ho partecipato a molte gare e quasi sempre ho vinto.

Ero molto brava, lo dicevano tutti. Avevo anche molti rivali.

Mi pavoneggiavo a volte, non lo nego. Ero consapevole delle mie capacità.

Risultavo anche arrogante e presuntuosa.

Poi tutto è cambiato.

Stavo partecipando all’ennesima gara quando qualcosa andò storto.

Antares, il mio fedelissimo cavallo e migliore amico, sbagliò il salto ed io fui scaraventata a terra, violentemente.

Fu la fine di tutto o così credevo…

«Fermi, non toccatela! Chiamate immediatamente un’ambulanza. Forza, correte!».

Le parole concitate di qualcuno, forse il mio allenatore, non ricordo esattamente.

“Lesione spinale” fu l’esito e mi ritrovai da un giorno all’altro, paralizzata su una sedia a rotelle.

Non sono mai stata ferma, sempre in giro per il mondo e poi ad un tratto, tutto è diventato nero.

Mesi per accettare la mia nuova condizione.

Dentro solo tanta rabbia.

Antares, l’unica ragione per andare avanti.

Fu questo a spingermi ad usare la carrozzina che odiavo con tutte le mie forze ma senza, non avrei potuto raggiungere il mio amato cavallo.

Lui sentiva il mio dolore, me ne resi conto subito, quando lo vidi dopo l’incidente.

Sembrava volesse parlarmi, consolarmi…i suoi occhi mi comunicavano tanto e fu proprio lì, al maneggio che conobbi Giulio.

Si stava occupando di Antares.

«Ciao, tu devi essere Chiara!».

Non avevo proprio voglia di socializzare né di fare nuove conoscenze.

«Puoi lasciarmi sola col mio cavallo?».

Fischiò.

«Che caratterino, ha la bambina!».

Volevo incenerirlo con lo sguardo.

«Non sono una bambina! E tu qui, sei di troppo!».

«Va bene, recepito il messaggio, me ne vado ma non ti libererai facilmente di me!».

Era una minaccia quella?

All’epoca lo credevo ma poi fu proprio grazie a Giulio che ritrovai la mia voglia di vivere e di ridere di nuovo, come non facevo ormai da tempo.

Chiaramente, molte cose sono cambiate, non posso più camminare, gareggiare, collezionare trofei e medaglie ma ho trovato la mia dolce metà, così, dal nulla.

Dal nostro primo incontro, Giulio non mi ha più lasciata e così come faceva con Antares, ha poi iniziato a prendersi cura anche di me.

Pian piano, è sbocciato l’amore.

Non mi ha fatto mai pesare la mia disabilità ma lo amo per tanti altri motivi, soprattutto per non essere sparito quel giorno, quando gli dissi di andar via.

Ora nella mia vita c’è posto per Antares e per Giulio, che non ha mollato la presa.

© Rosa Piagge

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