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Una storia di Andrea_Junior

5

Vi racconto come mi sono innamorato online

5 il punto

Pubblicato il 12 giugno 2017

Gennaio, che bel mese gennaio.

Freddo, quel freddo che ghiaccia il sangue mentre stai per rientrare a lavoro e allora ti dai per malato elemosinando un "vi prego almeno fino alla befana".

Poi succede che il 7 ti ammali per davvero e la vita ti ricorda quanto sei pirla.

Di quel periodo saprei descrivervi la forma del mio cellulare, lo sfondo, il perfetto ordine delle app ma, per tutto il resto...i giorni si limitavano a vivere dentro il calendario.

Mi svegliavo sempre 5 minuti in ritardo, mi lavavo trascinandomi dietro il mio ritardo incatenato al piede, i minuti aumentavano e io pensavo più ai minuti che si accumulavano piuttosto che ai minuti che stavo vivendo.

Ho vissuto attendendo. Quindi, limitandomi a respirare.

Il massimo delle conversazioni riguardavano la mia abbronzatura.

Ho preso la carnagione di mio padre, anche i piedi e le mani, ma per descrivervi il colorito di mio padre ho bisogno che voi immaginiate un uomo con dei baffi scuri come i capelli e le sopracciglia folte, una pancia di assoluto rispetto, tonda e dura, sorretta da due gambette secche.

Praticamente mio padre non si capisce come riesca a stare in piedi.

Ora immaginate questa creatura dai modi goffi passeggiare sul lungo mare affollato di lettini, ombrelloni, venditori abusivi e bagnanti.

Immaginate una signora grassottella e bassina in costume intero nero, con i capelli biondi cotonati sopra il sudore, con un ombrellone in mano.

Signora: Sssenti tu, ma non me lo monti l'ombrellone?!?

Maestro dei 5 picchi (mio padre): Signora io l'aiuto se ha bisogno ma...

Signora: ah, non è uno di quei..?

Maestro dei 5 picchi: di quei?

Sia lodato il razzismo per le figure di merda che fa fare ai razzisti.

Ma eravamo al momento di gennaio in cui descrivevo la mia esistenza, eccola:

.

Ero come il punto di ogni frase che le scrivevo. Una lunga pausa.

Poi arriva un giorno qualsiasi a ridosso di febbraio, poi arriva una foto di Lei distesa a letto, con il suo viso in primo piano ma con le gambe nude e un tatuaggio sfumato poco sopra le mutandine sullo sfondo.

E allora ho pensato a mia nonna quando mi diceva che le donne possono essere il diavolo.

Ma era mattina, con un caffè caldo mi sono dimenticato di mia nonna, e sono andato in bagno. La sigaretta l'ho accesa quando sono uscito.

Erano quelli i giorni della svolta, anzi della risvolta, lenta e inesorabile come l'avanzata dei risvoltini che muteranno in pantaloncini con i risvoltini

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