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Una storia di Massimo.ferraris

Un'allieva in tutù

"Arabesque" di Alessia Gazzola

Pubblicato il 02 gennaio 2018 in Giornalismo

Tags: allevi fiction gazzola giallo recensione

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Ammetto di essere un grande appassionato di Alice Allevi, la Specialista in Medicina Legale più famosa d'Italia. Famosa perchè dopo lo sceneggiato in cui la brava Alessandra Mastronardi la interpreta, dandole un viso e un imprinting sul pubblico che appaga anche chi, come me, ha letto tutti i libri della serie, non si può rimanere indifferenti a questo tipo di personaggio che si colloca perfettamente nel genere giallo, dandogli però una ventata di novità.

Si, perchè di serie si tratta, una storia personale che si snoda attraverso gli anni e ci accompagna sino ai giorni nostri, dove quell'allieva impacciata e titubante, non ancora sicura che quello del medico legale sia il suo destino, finisce per trovare una collocazione e una specializzazione (anche se ancora in fase traballante) proprie.

Pur trattandosi di un poliziesco a tutti gli effetti, con personaggi importanti come il Vice Questore aggiunto Calligaris, un poliziotto dal carattere burbero ma che prende sotto la sua ala questa giovane dottoressa tanto emotiva quanto brillante, il dottor Conforti, massimo luminare e insegnante della Allevi, del quale si innamora perdutamente (storia che si trascina per tutti i romanzi, tra alti e bassi, un tira e molla che la Gazzola riesce a mantenere sul giusto ritmo della storia d'amore a tutti i costi), i romanzi danno l'impressione di appartenere ad un genere nuovo.

Non manca l'umorismo, ingrediente indispensabile per stemperare pagine in cui la bravura della scrittrice ci accompagna a scoprire un mondo fatto di cadaveri ed analisi di laboratorio. Scontri tra colleghi, una professoressa Boschi che non manca mai di tenerla sotto pressione (indimenticabile il compito che le affibbia per redigere un articolo per una rivista di settore obbligandola ad occuparsi di ben 15 larve di Calliphora Vomitoria), un fratello disadattato con figlia a carico e altri personaggi che fanno da contorno, ma tutti dotati di una spiccata personalità e mai banali.

Alice Allevi e Claudio Conforti, più semplicemente AA e CC
Alice Allevi e Claudio Conforti, più semplicemente AA e CC

Con Arabesque la Gazzola ci trascina nel mondo della danza, nel primo incarico vero che la nostra dottoressa riceve da un Magistrato donna e nella voglia di Alice di crearsi una propria collocazione nella società. La sua mente sognante ancora crede nel principe azzurro, anche adesso che è ad un passo dal compiere i trent'anni. Lei spera fortemente che Conforti lo sia, ma ogn volta che i due riescono ad avvicinarsi, il carattere scostante del bel dottore fa crollare ogni aspettativa. Così lei si ritrova sola, ma mai con la certezza che tra loro sia finita.

Arabesque segue una trama fitta, solo apparentemente banale, ma che nasconde intrighi e segreti. La bella insegnante di danza, titolare di una scuola, viene trovata uccisa. Di primo acchito si pensa si tratti di una morte dovuta ad una malformazione, ma questo non convince Alice, che spinge Calligaris ad ampliare le indagini. Il ritrovamento di un biglietto in cui si parla di un segreto legato al passato è l'interruttore che fa capire alla Allevi che dietro la morte ci sia la mano di qualcuno. Si riallaccia al caso quello del presunto suicidio di una ballerina promettente della stessa scuola, tanto che il Magistrato fa in modo che il corpo venga riesumato. Ma questa è una mossa azzardata; lo stesso Magistrato aveva firmato quindici anni prima l'esame autoptico, eseguito proprio da Conforti.

Alice scopre che in verità la ragazza è stata strangolata e qui inizia per lei il duro confronto con il suo ormai ex fidanzato e il Magistrato, che si scopre avere un legame profondo con il dottor Conforti.

E qui mi fermo, perchè è bello e gustoso scoprire come Alice riesca a far quadrare le cose, nonostante gli esami del DNA dei principali sospettati non diano prove concrete. Ma la nostra eroina è una che non demorde, quando il fiuto da segugio si impossessa di lei non c'è ex fidanzato o Magistrato che tengano.

La Gazzola dimostra ancora una volta di saperci fare, di riuscire a coinvolgere il lettore in una narrazione in prima persona che ci fa entrare nei panni (non importa se si è uomini...) della dottoressa. D'altronde la scelta dell'ambientazione non è dovuta al caso, bensì alla laurea specialistica in medicina legale che lei stessa ha conseguito. Questo, legato alla capacità narrativa e ad una visuale dei particolari che ne fanno una vera e propria investigatrice, hanno reso il personaggio tanto famoso da essere tramutato in fiction nel 2016. Prevista una nuova serie sempre con gli stessi personaggi, che di sicuro bisseranno il successo precedente.

La critica ha confermato la bravura della bella scrittrice messinese, alcuni giornalisti hanno creato un parallelo tra Alice Allevi e Kay Scarpetta, altro famoso medico legale (o meglio coroner, come viene identificato in America) ideato da Patricia Cornwell, ma la somiglianza, a mio parere, si ferma al lavoro svolto. Scarpetta è una donna in carriera, famosissima e dal presente solido; al contrario la Allevi è un'eterna precaria, alla ricerca di conferma e riscatto, a tratti debole quando si tratta di prendere la vita di petto, ma incrollabile quando si tratta di investigare.

Calligaris la considera un po' una figlia mai avuta, che va a compensare lo spazio che i due gemelli ritagliano nella sua vita. Conosce il valore della ragazza, la ascolta, la redarguisce, ma alla fine capitola sempre. La dottoressa sa di poter contare su di lui, anche quando la sua irruenza cozza contro il segreto istruttorio.

Conforti ha quasi un timore reverenziale che nasconde dietro una maschera irrisoria; la sua paura più grande è che Alice sia più brava di lui, quindi la tiene a distanza. E' questo il motivo per cui tra i due non potrà mai esistere una storia lineare. In questo romanzo cercano di separare la vita lavorativa da quella sentimentale, con scarso successo; Alice sa che lui rimarrà sempre il suo mentore, che l'Istituto di medicina legale è un macigno sempre presente che gravita sulle loro teste. Sa anche che lui non ama i rapporti smielati, che non sentirà mai dalle sue labbra dirle ti amo, ma che dovrà accontentarsi di quei rari momenti di tenerezza che Conforti cerca di smontare non appena si creano.

Vivere in casa con il fratello è l'unica soluzione, vuoi per via degli affitti troppo alti, vuoi perchè lei vede in lui una persona fragile che ha bisogno di essere sempre motivato. Vive di espedienti, piccoli lavori di fotografo e divide la figlia con l'ex compagna che lo ha tradito.

In Arabesque la nipote avrà un ruolo importante, grazie a lei riesce ad entrare nella scuola di danza, iscrivendo la piccola ad un corso che non può permettersi, ma che comunque le servirà per entrare in contatto con alcuni personaggi chiave della vicenda.

Un bel romanzo, forse uno tra i migliori, una maturità narrativa che coinvolge e ci rende partecipi, in attesa che, per chi non ama leggere, si trasformi in immagini da godersi davanti alla tv.

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