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Una storia di Moonsdaughter

Pianta sempreverde

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Pubblicato il 25 aprile 2018 in Poesia

Tags: Poesia scrittrice scrittura

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Chiusa in casa, nascosi le mie chiavi

Sola, nella mia solida prigione

Debolmente orgogliosa, fortemente fragile

Hai buttato giù la porta

Hai macchiato il mio tappeto con le scarpe piene di ostinazione

Hai raccolto a terra i miei occhi

Hai rubato il tempo della mia solitudine

Chi sei?

Piccolo sogno venuto da lontano a cantare canzoni

Chi sei?

Piccolo fiore cresciuto sotto la pioggia di pericolose emozioni

Ero sola nella mia stanza

Hai deriso le mie speranze, donato nuove certezze

Hai rotto i vasi dell’indifferenza che avevo sul tavolo

Hai lavato il pavimento dell’apatia, disegnato nuovi fantasie sul soffitto

Ed io, io ti guardavo devastare il mio mondo

Ti guardavo mentre portavi il mare ai miei bisogni, abitanti del deserto

Ti guardavo sfidare i miei dubbi, guardiano di nuovi orizzonti

Chi sei?

Culla del presente, pianta sempreverde

Chi sei?

Titano dei miei mostri, cielo senza nuvole

Ti guardavo, lasciva

Distruttore della mia corazza, riempivi la mia mente col profumo del tuo cuore

Aprivi le mie mani, poggiavi le tue stelle

E adesso che è arrivato questo inverno

hai portato il tuo calore incendiando le mie coperte di paure

Le pareti del passato hanno nuove crepe, le sani sciogliendo l’oro del tuo spirito

Le finestre son vive, si spalancano nel volo del tuo fiato

La mia porta non è più chiusa, né cattiva, né sola

Prima sigillata dagli errori, oggi aperta per vivere

Esco fuori, voglio incontrarti e chiederti ancora:

Chi sei?

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