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Una storia di P3PP4R10

Benvenuti all'Erotica Hotel

No easy way down

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Pubblicato il 17 luglio 2018 in Storie d’amore

Tags: bobdylan dustyspringfield erotismo hotelerotica southsidejohnny

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“I gentiluomini conversano amabilmente con la luna di mezzanotte sulla riva del fiume.

Stanno bevendo e passeggiando: questo è il momento di scivolare via.

Vivo in un altro mondo, dove la vita e la morte vengono fissate nella memoria.

Dove la terra è legata con perle di innamorati, e tutto quello che vedo sono occhi scuri.”


(Bob Dylan “Dark Eyes”)


La scena si svolge in un luogo di perdizione e miseria umana, che per convenzione chiameremo con il nome fittizio di Erotica Hotel. Un posto-ristoro per la mente, dove falliti e disperati di ogni risma si abbandonano per rivivere tragedie passate, forse solo immaginate. Una taverna di lucida follia, per esorcizzare con un anestetico a buon mercato tutto questo dolore, che ormai non riescono più a contenere. Lo scenario che ci ritroviamo a contemplare ci mostra una vecchia insegna al neon viola, dove si legge solo un criptico: tel tica.


Ci ritroviamo d’improvviso sbalzati in una realtà parallela dove un pianista sta eseguendo una sinuosa e melliflua suite, che forse qualche disilluso e romantico crooner intitolerà per convenienza “Salutiamo Rachele Lounge”. Solo un'altra notte trascorsa all’Erotica Hotel, a cicatrizzare ferite con del bourbon scadente e con la ruvida lingua di un trans disperato che sogna un corpo altro, tanta tenerezza da espiare per evitare un po’ di dolore, altre sofferenze gratuite. Sono le voci di giovani disgraziati, che non hanno come passare il tempo, se non massacrando qualcuno che di batoste ne ha già avute fin troppe. Qualcuno che sta pregando un altro Dio, più magnanimo e comprensivo. Un Dio con un cuore vero e braccia invincibili.


Demetrio: La romantica e affilata voce di Dusty Springfield taglia in due questa notte inaffondabile. Ancora una volta non trovi motivo per raccontare una storia che altri vorrebbero sentire; non io però. La tua voce è arida, come sabbia cosparsa sul velluto, sul tuo amabile velluto blu. Come tanti pomeriggi d’estate, tutti in fila, sotto un sole che non ha pietà di me. Sempre qui, all'Erotica Hotel. Adesso che ci sono ti dico un paio di cose che credevo di conoscere bene di quella persona speciale che credevo di conoscere fino in fondo. Fino in fondo al cuore, alla mente, e a tu sai dove!


Come sei abile a girare il coltello nella mia ferita aperta. Solo tu sai cospargere di sale la mia pelle obsoleta. Ancora una volta non trovo una ragione per alzarmi da questa sedia e assalire i miei fugaci pensieri. Ma la notte, come un mantello ricopre ferite e dolore, che sa nascondersi bene, nella tenda delle stelle di novembre che non possiamo certo dimenticare. Ancora una volta il tuo sorriso taglia in due una notte insopportabile, una notte che come infausta compagna avvolge questo malumore. Ricordi ancora come la voce di Dusty Springfield sapeva rompere il silenzio in quella mansarda di Cork? Non ricordo benissimo, ma mi pare di sentire ancora le note di "No easy way down". Ieri era una di quelle notti in cui puoi solo arrenderti all'evidenza della disfatta. Eppure quelle parole mi hanno fatto capire che bisogna continuare a sperare; che il materiale dei sogni è cosa impalpabile, come la vita del sognatore forse.


Voce fuori campo: Prendi fiato Demetrio! Almeno per stanotte sentiti ancora vivo, innocente e immacolato, hai ancora a disposizione qualche briciola di Gloria. Tariffa ridotta per i clienti affezionati. C’è un sogno dentro il tuo squallido mondo ed è fatto di lardose cosce, cose tangibili, lingue felpate, sudore, vino rosso e qualche pillola del giorno dopo. Ogni coito perduto o dimenticato risuonerà in questa notte solitaria qui all’Erotica Hotel.


Demetrio: E’ una marea, è una triste marea, e non è colpa di una cosa sola. Non è sempre colpa mia, adesso. Beh, tutto il tempo che passi a cercare di riprenderti quello che ti hanno portato via; è solo tempo sprecato: devi fare in modo che la ferita non sanguini più. Giungono risposte nella notte a destare il riposo del guerriero sconfitto, ma la domanda ha perso di significato, la domanda giace sepolta dalle macerie del tempo. Le forze del bene appaiono da sempre insufficienti per sconfiggere il Male che invade la nostra esistenza, ma non è così. Questo è il giorno della grande battaglia e io mi sento già vittorioso e destinato alla gloria!


Rachele: Taci Demetrio! Per stasera ti abbiamo sentito abbastanza. Del resto credo che non capirò mai l’animale maschio, anche se alcune cose le ho capite. Tu non desideri più essere giovane. E a pensarci bene sono davvero pochi, nella vita, i premi assegnati alla gioventù. La vita è avara di premi di consolazione, te lo devo riconoscere. Sei rimasto troppe volte con l’amaro in bocca della sconfitta senza onore. Troppo spesso non c’è stato un pubblico a fischiarti. Non hai partecipato a nessun evento degno di una radiocronaca in diretta. Mentre ti esibiva nel tuo colpo migliore e nel contempo peggiore, non avevi spettatori intorno. Questo è il tuo più grande rimpianto. La tua è davvero una vita sprecata. Hai rincorso sogni rotti, pensioni d’infedeltà e barbagli di gloria. Dov’è la ricompensa? Dove la paga da legionario? Sei solo un ramponiere perso in alto mare. Sei rimasto troppo tempo adagiato su quel morbido giaciglio nella notte di novembre.


Voce fuori campo: Nello stereo in sottofondo c’è Southside Johnny con la sua definitiva versione di “No easy way down”. Demetrio da qui a qualche istante si sarà sciolto come un panetto di burro, nello sguardo di Lorena. Lei è una ragazza dolce e romantica, comprensiva. Una di quelle a cui basta annusare le ferite fresche per ignorare ogni altra brutta sensazione. A volte ciò che serve è sentire un po’ di calore. Senza troppe complicazioni. Tornerà la magia, fiorirà l’aspidistra e la voglia di chiudere gli occhi e abbandonarsi al lirico stupore farà di nuovo capolino, ma non ora, non qui. E’ solo un futuro incerto fatto di illuse chimere, che possiamo scorgere dalle finestre dell’Erotica Hotel.




Cambiano i film, le malinconie, cambiano i sogni e le fantasie. Cambiano i duri ma non i fragili, cambiano gli angeli, non certo i diavoli.

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