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Una storia di Giovanna.vannini.5

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In diretta

Pubblicato il 10 settembre 2017

Non dovresti immaginare disse

Non dovrei ascoltarti rispose

Pioveva, non lo faceva da tempo, ce ne era bisogno, lo ripetevano tutti.

Si fecero il primo tè per quella stagione già autunnale ma non da calendario.

Non inzuppi i biscotti? disse

Non ti fai mai gli affari tuoi? rispose

Diluviava ora, faceva rumore sui vetri, dovettero alzare il volume del televisore, acceso e ignorato ma che per copione di domenica uggiosa, si doveva sentire.

Non so da chi andare a tagliarmi i capelli disse

Lo dici tutte le volte, non so quante volte lo hai detto rispose

Di botto aveva smesso di piovere, un raggio di sole annacquato, uno squarcio di azzurro nel grigio. Erano già le 18:30 e non ci sarebbe stato il tempo perché asciugasse in terra, prima di notte.

Stasera che si mangia? disse

E’ presto per pensarci rispose

Un vento strapazzone prese a soffiare, si rovesciarono le sedie in giardino, suonò l’allarme della vicina, anche il gatto che da tre ore dormiva nella sua cesta, aprì gli occhi, alzò la testa infastidito. Poi riprese il suo.

Ripiove, non forte come prima ma ripiove disse

Lo vedo rispose

Il tramonto fu un tramonto senza lode, peccato, di solito il cielo non delude.

Accesero la luce sul tavolino accanto al divano. Avevano entrambi già messo i pantaloni lunghi della tuta, i calzini e le scarpe da ginnastica. Abbigliamento da casa autunnale, in anticipo sul calendario.

Che scrivi? disse

Un raccontino senza pretese rispose

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