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Una storia di IvanBerardi

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Le Nove Signore

Una leggenda... per i più grandi

Pubblicato il 08 novembre 2017

Il Peak District è un parco nazionale situato nel cuore dell’Inghilterra che abbraccia le pendici dei monti Pennini. Presenta tutte le caratteristiche che associamo alla campagna inglese: brughiera, colline dalle cime brulle ed arrotondate, pascoli separati da muretti di pietra grezza e pecore. Tante pecore.

Dovesse capitarvi di passare da quelle parti, non lasciatevi scappare le Nine Ladies: le Nove Signore. Di certo non sono l’unico -cerchio di pietre- di origine neolitica presente nella zona, o quello che vanta le rocce più grosse. Per la verità le Nove Signore non son neppure nove! Quattro sono ancora lì a formare un semicerchio attorno ai rami di un vecchio sorbo dalle bacche rosse, tre si trovano coricate sull’erba coperte dal muschio e le altre due son finite a fare da ornamento all’ingresso di una vicina cascina.

Ciò che le rende per me uniche è il luogo in cui vennero erette più di tremila anni fa: un piccolo altopiano da cui si gode un panorama pressoché ininterrotto sul paesaggio circostante, ed il fatto che la prima volta che mi trovai nei loro paraggi, m’imbattei in un pastore che mi raccontò la loro leggenda.

Era uno di quei giorni in cui avevo quasi deciso di starmene a casa. Casa, per quella settimana era il piccolo cottage che avevo affittato nel Peak District. Il cielo scuro aveva minacciato pioggia per tutta la mattina e faceva freddo. Ma no: mi convinsi che una passeggiata mi avrebbe chiarito le idee, quindi indossai due paia di calzettoni, gli stivali di gomma, la giacca a vento ed uscii.

Cominciò a piovere non appena imboccai il sentiero che mi avrebbe portato alla destinazione prescelta, come tanti spilli freddi e bagnati le gocce mi colpivano il viso. Alzai il cappuccio e proseguii.

Le Nine Ladies: la mia meta, non erano lontane; solo una ventina di minuti secondo la guida che avevo comprato. Le vidi in lontananza con quell’albero al centro, l’unico che interrompesse la monotona distesa del pascolo.

Nell’avvicinarmi notai che non ero solo: un uomo si stava riparando dalla pioggia seduto sulla grossa roccia ai piedi dell’albero, un cane bianco e nero era accucciato accanto a lui.

Il cane venne verso di me esplorando le mie mani con il suo naso umido e caldo e quindi si sedette ai miei piedi lasciando che lo accarezzassi.

L’uomo mi invitò a sedermi scostandosi un attimo. Facemmo le dovute introduzioni; dapprima faticai a sintonizzarmi sul suo forte accento delle Midlands: le terre di mezzo, come le chiamano qua, ma mi abituai presto. Presi il thermos dallo zaino e gli offrii del tè. Arthur, si chiamava così, bevve dallo scodellino ed io direttamente dal thermos.

E quindi cominciò a raccontare la leggenda.

"Nell'anno domini 1703, quelle", disse Arthur puntando alle steli di pietra, "erano le Nove Signore... ‘della notte’: le più famose prostitute dei dintorni, da Bakewell a Winster, fino a Matlock, addirittura! Poi il ‘...della notte’ venne dimenticato e da allora sono diventate ‘Signore’ e basta. Ce n'era una per tutti i gusti: quella grassa, quella alta, quella con il seno grosso, quella che non si tirava indietro davanti a niente e quella che chiamavano la santa perchè lo faceva solo alla missionaria."

Si capiva che Arthur stesse cercando le parole giuste, dal canto mio sospettavo che la vera leggenda, come spesso accade, fosse più cruda con la scelta dei termini.

"Quell'inverno cominciò a nevicare che non la smetteva più. In primavera la neve divenne pioggia. Giorno dopo giorno. Incessante. Cominciò a circolare voce che tutta quella pioggia fosse opera del diavolo che, annoiato dal comportamento tutto pio dei pastori, aveva deciso di punirli mandando un nubifragio dietro l’altro. Così, giusto per distrarsi un po’. Un giorno, alcuni abitanti dei villaggi circostanti, assieme al loro Lord , vennero qui ed invocarono il Diavolo chiedendogli cosa potessero fare per soddisfarlo affinché la smettesse. Pensando che il Diavolo avesse una sola cosa in testa gli offrirono delle vergini al chè lui si mise a ridere, rise talmente forte che la pioggia si trasformò in tempesta, un vento freddo si aggiunse al maltempo abbattendo case ed alberi, anche le pecore cominciarono a volare via!

No, il Diavolo disse che non voleva delle vergini, che non sapevano nemmeno da che parte cominciare; no, voleva delle prostitute, le migliori! Per giorni e giorni il Lord ed i suoi uomini vagarono di villaggio in villaggio alla ricerca del prezioso dono. Il Diavolo ne aveva richieste dieci, ma il Lord decise di tenere la più bella tutta per sé.

Quando tornarono su questo pascolo le donne si distribuirono in un cerchio. Il Diavolo arrivò poco dopo su una nuvola tutta nera e si sistemò nel mezzo dove adesso cresce questo albero", Arthur indicò i rami che ci stavano riparando dalla poggia,

"Ancora oggi lo chiamiamo the devil's tree: l’albero del diavolo. Il Demonio guardò il suo bottino strofinandosi le mani voglioso. Cominciò a contare le donne e chiese indispettito perchè ce ne fossero solo nove. Il Lord rispose che i villaggi erano abitati da persone semplici e virtuose e non era stato possibile trovare più di nove prostitute. Il Diavolo lo guardò diffidente ma sembrò credere a quella menzogna. Le donne, che fino a quel momento erano rimaste ignare del loro destino cominciarono a piangere cercando di scappare districandosi dalla presa degli uomini che le avevano portate lì. Il Diavolo, scocciato, colpì le tre più vicine a lui, che caddero a terra trasformandosi in pietra. Le altre sei, non volendo fare la stessa fine si calmarono accettando tremanti e rassegnate il loro destino. Il Diavolo ordinò al Lord di avvicinarsi a lui al centro del cerchio. Quando questi eseguì l'ordine, il Diavolo lo prese per il collo stringendolo così forte da farlo sanguinare. Quando fu sicuro che il Lord fosse morto lo scagliò per terra trasformando anche lui in una roccia", Arthur puntò il dito al masso su cui eravamo seduti, macchiato di rosso dove i frutti erano caduti maceri dall’albero.

"Vedi quelle bacche?” Mi chiese indicando dei grappoli vermigli, “Prendono il colore dal sangue del Lord! Il Diavolo fece salire le sei donne rimaste sulla nuvola nera esigendo che al suo ritorno gli abitanti dei villaggi gli portassero la decima che il Lord aveva nascosto. Passò un mese in cui il diavolo si sbizzarrì con le povere prostitute che si era portato via. Quel mese mantenne la promessa e fece cessare la pioggia. Alla data convenuta ritornò in questo preciso luogo con le prostitute ormai sfinite crogiolandosi nell'attesa del suo ultimo dono, il più prezioso. Gli abitanti del villaggio arrivarono con l’ambito bottino. Era la creatura più bella che egli avesse mai visto, il demonio l’esortò ad avvicinarsi e le chiese il nome. 'Violet' rispose la donna guardando il Diavolo dritto negli occhi. Il Diavolo se ne innamorò immediatamente, aprì le braccia davanti a sé per invitarla ad unirsi a lui e così facendo colpì inavvertitamente due delle prostitute che si era portato appresso. Queste vennero scagliate nell’aria per centinaia di metri finchè ricaddero ai lati di una strada di campagna. Da allora le si può ancora trovare là, trasformate in steli di pietra.” Arthur indicò una piccola carreggiata che si poteva a malapena intravedere alla base dell’altopiano, si interrompeva dove un cancello, affiancato da due grosse pietre dava accesso ad una proprietà privata.

“Avendo trovato la donna con cui avrebbe passato il resto dell’eternità, il Diavolo non sapeva più cosa farsene delle quattro prostitute rimaste. Avrebbe voluto donare loro la libertà, ma i contadini si raccapricciarono davanti all’idea di accogliere nella loro comunità timorosa di Dio queste donne che avevano dormito con il demonio, e corsero via lasciandole lì con lui. Ormai annoiato ed impaziente il diavolo decise di trasformare pure loro in pietra. Da quel lontano giorno del 1703 le donne stanno ancora nell’esatto posto in cui il demonio compì la sua magia trasformandole in steli rocciose. Vedi?"

Arthur cominciò ad indicare le pietre una ad una: "C'è quella grassa, quella alta, quella col seno grosso e la santa, che sembra nascondersi sotto ad un velo. Quindi il Diavolo offrì la mano aiutando Violet a salire sulla nube nera e se la portò via, all'inferno, dove vivono d’allora felici e contenti! Ogni primavera il prato all’interno del cerchio si ricopre di un tappeto di viole ed allo stesso tempo il sorbo produce le prime foglie, celebrando così la loro felice unione."

Arthur aveva finito di raccontare la sua storia e restammo in silenzio. Aveva smesso di piovere. “Meglio che torni dalle mie pecore” mi disse ringraziandomi per il tè ed invitando il cane a seguirlo.

Prima che se ne andasse gli chiesi:“Il villano della leggenda non è il Diavolo vero?”

“No, non proprio”, mi rispose pensandoci su “Bè, il Diavolo è il Diavolo, fa quello che ti aspetti da lui, non può farci niente, è fatto così.”

“Ma gli abitanti dei villaggi...loro avevano una scelta!” Lo incalzai io.

“Appunto!” Mi sorrise e si allontanò seguito dal cane.

Quando era ad una ventina di metri da me si voltò ed urlò “Non era niente male!”

“Cosa?” urlai di ritorno.

“Il tè, non era niente male per un italiano!”

Sollevò il braccio in un ultimo saluto e se ne andò.

Grazie per aver letto questo racconto. Le Nine Ladies esistono realmente sebbene io abbia invece descritto il cerchio di Harthill Moor che si trova poco distante da loro.

La leggenda è frutto della mia fantasia e compare , in versione più… adulta… ne ‘ La ballata di Polly Sun'

http://www.intertwine.it/it/read/knkkFGUJ/La-ballata-di-Polly-Sun

Nella cultura popolare Friulana, Ladina e Mittel Europea, le bacche essiccate di sorbo erano utilizzate come repellente per streghe, lupi mannari e demoni, e come "antidoto" ai malefici e agli incantesimi!

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