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Una storia di Marilena

Questa storia è presente nel magazine Viaggi nel surreale

Il sogno dimenticato

Un breve racconto surreale che si apre su un misterioso lago che all'improvviso si trasforma in luce, movimento e vita.

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Pubblicato il 20 novembre 2017 in Fiabe

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Una grigia oscurità era attraversata da un sentiero che si muoveva evanescente e terminava là dove si apriva uno specchio d'acqua immobile. Intorno ad esso si allargava il bosco spoglio e silenzioso. Quello era il luogo in cui si era cristallizzato un sogno dimenticato.

Prigioniero in quello spazio freddo ed opprimente si muoveva lenta e curva la figura livida e trascurata di un viandante con una lunga barba incolta. L'uomo si trovava in quel posto solitario da un tempo indefinito.

In passato, nel suo vagare senza meta, si era accorto del lago e si era avvicinato ad esso, ma senza provarne interesse. Era strano che non si fosse mai reso conto che, pur errando senza direzione, non se ne allontanava mai perché ogni percorso che imboccava lo riconduceva alla fine sempre ad esso.

Così il tempo continuava a trascorrere senza tempo, interminabile.

Tutto questo vagare insignificante continuò a lungo così, finché un giorno, senza ragione apparente, costui si avvicinò al lago ed iniziò a fissare la sua acqua immobile. In quel momento i colori e i riflessi iniziarono a vibrare. Si soffermò ad osservarli.

Fu così che si svegliò dal suo dormiveglia. Si guardò attorno e percepì lo strano vuoto incolore. Allora continuò ad osservare, attraverso il velo d’acqua. I suoi occhi sorpresi guardavano spalancati. Per la prima volta vide quanto fossero meravigliose le enormi carpe argentee, le ninfee rosate adagiate sulle loro enormi foglie e altre piante e perfino una libellula che si sollevò leggera per volare. Ebbene sì, tutto ciò su cui posava lo sguardo, nel piccolo laghetto stava prendendo vita. Un largo sorriso riscaldò il suo volto.

Intanto una fitta pioggia lavò via l’oscurità anche dal suo corpo e dalla sua anima. La luce calda del sole colorò meravigliosamente anche il bosco intorno al lago. Uno stormo di uccelli si sparpagliò sopra di esso. Le loro voci risuonavano allegre ovunque.

Quell’uomo finalmente aveva sciolto il sortilegio che lo legava a quella prigione. Così si tuffò nel lago ed emerse al di fuori di se stesso, dal suo cuore.

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