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Una storia di AlessiaScipioni

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CICATRICI

CAPITOLO 3

Pubblicato il 30 aprile 2017

Caro papà,

scusa se ti scrivo di nascosto da mamma ma qui la situazione è grave...grave assai!

Non ne posso più papà, quel tizio lì...quello che ha dato lavoro a mamma quando sei stato carcerato è insopportabile.

‘Na vera chiavica! Fa due palle che nemmeno immagini.

Se penso che esci fra tre anni e quello sta sempre qua a rompere mi viene voglia di impiccarmi. Perché, negli ultimi tempi, papà, quello sta sempre dentro casa, o per un motivo o per un altro...ha sempre la scusa buona per infiltrarsi qua dentro.

Poi guarda, chiacchiera, giudica, lo dovresti sentire...quello si crede il tuo vice. In verità, non vale nulla. È tutta chiacchiera. Tu sei proprio di un’altra stazza papà.

L’unica cosa positiva è che mamma non se lo fila più di tanto. Ferdinando per me, te lo dico sinceramente papà, punta proprio a mamma...altro che “siamo amici figurati, ti aiuto volentieri adesso che Edoardo non c’è” ...sì, come no, pensa che scendiamo dall’albero delle pere? Si vede lontano un miglio che vuole approfittare della situazione per corteggiare mamma.

«Eh sti poveri guaglioni, adesso avrebbero bisogno di una guida...peccato che il padre stia dentro...è un vero peccato, spero per loro che questa esperienza non li traumatizzi».

Diceva questo a mamma l’altra sera, quando con l’ennesima scusa si è presentato in casa e mamma, che comunque gli è riconoscente per il lavoro, lo ha invitato a cena.

Ho avuto quasi l’impulso di alzarmi e gridargli contro:

«Ma che vuoi? Ma chi sei? Ma perché non ti fai una mazza di cazzi tuoi?». Ma poi penso a mamma che dice sempre che bisogna sopportarlo perché ci fa mangiare comunque e resto zitto.

Mi fa rabbia questa cosa perché trova sempre il modo di metterti in cattiva luce, non solo ai nostri occhi, ma soprattutto agli occhi di mamma.

Tu davvero non puoi fare niente per tornare prima? Magari per un giorno? Per come è fatto quel tizio, secondo me, basta che ti vede e cambia atteggiamento. Si vede che è fatto di pasta moscia papà...parla, parla...manco a scuola mi cadono le palle a terra così tanto.

Non voglio farti arrabbiare papà, credimi, ma proprio non ce la faccio a vederlo che fa il cascamorto con mamma solo perché tu non ci sei.

Chi l’aveva mai visto prima? Insomma, mamma resiste è vero, ma altri tre anni, forse, sono troppi.

Io spero che tu cambi idea e che ci fai venire in carcere a trovarti. Spero che decidi almeno di far venire mamma, se proprio non vuoi che veniamo noi.

Capisco, lo capisco davvero, che non vuoi farci vivere certe situazioni e che non vuoi che ti vediamo in galera. Non so come funziona ma immagino che non sia bello per niente. Ripeto, però papà, la situazione è grave e almeno mamma dovresti vederla. Lascia che venga a trovarti, così ti rivede, parlate e quello stronzo se la prende nel posteriore.

Mamma è innamorata di te, lo so e si vede, ma lontano dagli occhi, si dice, lontano dal cuore e per giunta c’è lo stronzo riccone che incalza.

Ti voglio tanto bene papà,

mi manchi il tuo Paolo.

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