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Una storia di AlessiaScipioni

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Fenomeno non è un semplice disco, è molto di più.

E' un viaggio che parte da Fabri Fibra e finisce nell'anima di Fabrizio

Pubblicato il 14 aprile 2017

Il disco è il primo di Fibra senza il "Contiene testi espliciti" e già questo la dice lunga, è meno tecnico rispetto agli altri, ma dopo 21 anni di carriera non credo che un Fibra deve dimostrare a qualcuno che ha metrica, flow , incastri ecc. Tecnica messa in secondo piano per dare spazio ai contenuti, tanti e importanti, di spessore.

Ci ha messo il cuore e ce lo ha messo per intero e senza compromessi, il risultato? E' sorprendente. Onestamente devo smetterla di dire, ogni volta, che il disco nuovo di Fibra è il migliore che ha fatto. Perchè lo dico ogni volta e puntuale, al disco successivo, Fibra mi smentisce. Credo che Fabrizio Tarducci sia uno dei pochi artisti italiani che tende sempre a migliorarsi e a superare i limiti che ha messo in opera nei dischi precedenti. Riesce sempre a superare sè stesso. Non c'è un disco di Fibra che sia simile all'altro, vent'anni di carriera passati a sfornare progetti che portano in luce, ogni volta, contenuti e suoni assai diversi.

Fenomeno è il disco della maturità, che sale ed emerge man mano che avanzano le tracce. Parte leggero nei primi pezzi, dove Fenomeno (la traccia che dà il titolo all'album) appare anche leggera seppur altamente riflessiva. Il ritmo e il ritornello invasivo, però, sa renderti la riflessione su questa società, che stiamo vivendo, piacevole (Sentivo parlare queste modelle, dicevano che il fisico non serve, che l’uomo giusto è quello che non spende, mi stavo sballando sotto alle stelle).

Con lo scorrere delle tracce si arriva a qualcosa di più concreto e meno leggero, il centro del disco è la via di mezzo tra il parlare di ciò che lo circonda, scena rap compresa, e l'introduzione alla vita in sè stessa: quella vissuta sulla propria pelle. Se Fenomeno è stata la hit che ha lanciato il disco omonimo, Pamplona diventerà la hit dell'estate con molta probabilità. La magia di questo pezzo sta nel giusto compromesso tra le strofe di Fibra e il ritornello dei Thegiornalisti, dove la serietà e la verità su questo paese, vengono scodellate da Fibra senza tanti giri di parole (In Italia non funziona un cazzo!) si contrappone al ritornello invasivo dei Thegiornalisti, ritornello che sarà cantato anche dai sampietrini per quanto è trascinante (Dove sei? L’estate comincia adesso, ma tu vuoi correre, c’è l’Apocalisse in centro. Segui le luci della città. Pace agli uffici e alle università. Beviamoci su che qualcosa qui non funziona, siamo come i tori a Pamplona! Pa – Pamplona! Siamo come i tori a Pamplona!). Il tutto mescolato in un beat che segue la stessa andatura, forte e secco nelle strofe di Fibra e ritmatico al massimo nel ritornello dei Thegiornalisti. Una miscela esplosiva insomma.

Il pezzo dopo, Equilibrio, è un mix tra il Fibra che vive il successo (per restare così in alto è una questione di equilibrio) e la società che lo circonda che sembra contrapporsi a ciò che la gente si chiede di lui (la gente mi chiede se sono matto). Nelle strofe, infatti, Fibra elenca una serie di eventi, realmente esistenti in Italia, che sembrano voler mostrare quali sono veramente le anomalie che ci circondano: chi sono in sostanza le persone che vivono male, o che potrebbero essere considerati pazzi (là fuori solo scimmie ammaestrate oppure I giovani mangiano sushi annoiati sull'Iphone che conosce tutti i loro segreti, o meglio ancora, la gente posta foto dei piedi, le tipe mezze nude le vedi, le femministe su Instagram non le vedi, ci sono solo fighe, tette, culi, sederi). A tutto questo Fibra contrappone la sua vita di artista dicendo appunto che sa mantenere un certo equilibrio in piedi. Il che è vero, non esiste un altro artista italiano come lui sotto questo punto di vista, Fibra è stato sempre ben attento a non mischiare la sua vita privata con lo spettacolo, non si è mai servito della vita di tutti i giorni per attirare l'attenzione, Fibra non è il classico famoso che posta foto anche se va in bagno, che posta foto in cui, magari, bacia la fidanzata ogni nove post su dieci, Fibra non è mai apparso, in vent'anni di carriera su un giornale di gossip. I suoi profili social sono lineari ed equilibrati quanto lui, si parla di musica, di lavoro, qualche accenno al sorriso (ogni tanto ci vuole) e anche vita privata, ma a tratti e in modo raro, il che rende anche piacevole la cosa. Di Fibra uomo, insomma, si sa quello che lui ha voluto far sapere, a differenza di tanti altri famosi che stanno sempre incastrati negli scandali, nelle notizie da gossip e che riempono i loro profili con foto strappa like (citando Marracash).

Una buona fetta di vita vissuta emerge nelle ultime tracce, sin da Lascia stare si intravede un'esperienza di vita e la soddisfazione di aver realizzato un sogno. Lascia stare insegue lo stesso principio di una Non crollo ma è molto più lineare e meno forte, seppur veritiera al massimo (su quel ragazzo nessuno ci contava, ora sono qui e quella gente è lontana). Rimarca con una certa potenza, nella canzone, i vari "non mollate, credeteci ragazzi, qualunque sia il vostro sogno, credeteci, non mollate perchè gli altri vogliono che molliate se avete un sogno" che Fibra ripete sempre durante i suoi concerti nei momenti di pausa mentre parla con i fans.

Fibra perchè non fai canzoni d'amore? I giornalisti spesso gli facevano questa domanda, passando anche da ignoranti nel momento in cui lui rispondeva "ma io ho scritto tante canzoni d'amore". Il che è vero, basta pensare a Un'altra chance, Luna Piena, anche in parte una Momenti no, oppure l'apice immenso di Come te. In Fenomeno, forse ora i giornalisti saranno soddisfatti, si parla anche d'amore, Stavo pensando a te è stupenda e apprezzabile soprattutto perchè non è banale. Un amore che si alterna al vissuto del giorno, ai vari pensieri, a diverse situazioni, quindi non è la solita canzoncina "cuore-amore" è qualcosa di più concreto.

Gli ultimi due pezzi sono potenti, per questo forse altamente criticati dall'opinione pubblica, ma viaggiano nell'anima profonda, non di Fibra, ma di Fabrizio. E' la fine del viaggio che si percorre in Fenomeno, dove all'inizio c'è Fibra, al centro della trama ci sono Fibra e Fabrizio che si alternano e, alla fine, c'è solo Fabrizio. Un uomo di quarant'anni che tira le somme, che affronta, forse, i demoni più pesanti che gli sono rimasti sulla coscienza. Un uomo maturo che fa il punto della situazione sul passato e sul vissuto. Nessun aiuto è, in sostanza, una risposta al fratello Nesli che più volte lo ha attaccato nelle interviste. Fibra non dice nulla di scandaloso, malgrado i giornali vogliono far credere il contrario, si limita soltanto a controbbattere, tra l'altro con serietà e senza essere pesante o volgare, al fratello sulle varie accuse che gli sono state fatte. Un semplice modo per spiegare le sue scelte e il suo punto di vista sulla situazione.

Ringrazio è la canzone che chiude l'album e anche la più contestata dai giornali, ai quali piace, lo sappiamo, alimentare la guerriglia, specie quando la guerriglia non esiste. Fibra parla del rapporto che ha avuto, negli anni in cui viveva in famiglia, con la madre. Apriti cielo! Si sono scatenati gli sciacalli del web, quelli dei giornalini di gossip, quelli dei giornali in generale. Titoli abnormi simili a questo "Fibra contro tutti, anche contro la madre" o anche "Fibra non risparmia nemmeno la madre". Gli unici che hanno affrontato il testo in modo serio sono stati Savino e Linus, durante Radio Deejay in cui Fibra era ospite, ma loro si intendono di musica, a differenza di altri che parlano solo.

La risposta di Fibra è stata, a Radio Deejay: "Io amo la vita, se dopo la morte non c'è niente, ho pensato che dovevo portarmi dietro questo peso? Voglio che la gente che mi ascolta sappia, perchè io sono cresciuto con rapper che mi hanno raccontato la loro vita, io racconto la mia".

Il problema è che nel farlo ha toccato una di quelle icone santificate dalla mentalità italiana: la figura della mamma.

Nell'analizzare la canzone, la perla di Fenomeno, scopriamo, invece, che per tutta la canzone c'è una specie di dualismo amore-odio che emerge soprattutto nel ritornello.

Mia madre,

mia madre

Mi ha rovinato la vita

mia madre

E non è mai finita con mia madre

Ora capisco mio padre

Scusa mamma,

lo sai mamma

Mi manchi mamma,

ma ormai, mamma

Questo è il karma,

tu mai calma

‘Sta vita è un dramma,

perdono mamma

Parte con il termine "madre" (che usa anche nelle strofe dove racconta del loro rapporto) che trasmette distacco, freddezza. Madre lo si usava in tempi antichi, qundo ai genitori gli si dava, per rispetto, il "lei" addirittura e i figli erano soliti rispondere "sì madre, sì padre", perchè potevano solo ubbidire, non avevano altre chance a quei tempi. Infatti, nelle strofe, emerge proprio una madre che si è imposta al figlio, con autorità e forza (Mia madre non voleva che in casa avessimo animali, infatti, una mattina mi sveglio e non c'erano più i miei gatti).

Continua poi, il ritornello, usando il termine "mamma", che è più amorevole, più affettuoso di madre e, infatti, chiede scusa, perdono, è solo il karma. Come se volesse sottolineare l'affetto che comunque prova per la mamma, ammette anche che gli manca, che il suo è un semplice sfogo. Mi viene in mente una sua rima vecchia, della canzone Palle Piene: perchè dovrei tenermi tutta questa merda dentro?

Ma soprattutto, perchè non può parlare del rapporto difficile che ha avuto con la madre? Il perchè è semplice e gioca sull'icona che dicevo prima, noi siamo il paese del "la mamma è sempre la mamma"...io aggiungo sempre "dipende da chi ti capita come mamma". Attenzione che non sto giudicando sua madre eh, dico solo che non è del tutto vero quel detto, che non tutte le mamme sono sempre le mamme. Per quanto mi riguarda, per esempio, Ringrazio la potrei dedicare anche alla mia di madre. Più o meno il vissuto con mia madre è quello scenario che ha vissuto Sfiber, solo che i miei non sono divorziati, anche se in casa era come se lo fossero.

La domanda vera, che gli italiani dovrebbero farsi, non è "perchè Fibra attacca la madre?", la vera domanda che dovrebbe saltare in testa è: perchè Ringrazio viene considerata, dai giovani che ascoltano rap e seguono Fibra, il miglior pezzo del disco?

Questa domanda non se la faranno mai, perchè questo paese è ipocrita all'ennesima potenza, farsi quella domanda e cercare la risposta significa comprendere in pieno che i giovani italiani si rispecchiano in quella situazione, quindi significa ammettere che forse, come genitori, si sta fallendo, significa ammettere che spesso i genitori si credono onnipotenti a tal punto da soffocare i figli, da pretendere di sapere meglio di loro cosa devono fare della propria vita, significa ammettere che i propri figlioli li vedono come Fibra vede, in questa canzone, sua madre. E guai a cambiare lo status di cose, troppa fatica, troppo mea culpa, è meglio fare a fette Fibra che porta alla luce un problema, un enorme problema, ve lo garantisco io che l'ho provato. Io so per filo e per segno cosa vuol dire quel testo di Ringrazio, ogni rima scritta è segnata sulla mia pelle ancor prima che Fibra la scrivesse e come me, tanti altri. Questo è il paese dove un genitore può importi le sue scelte e la sua visione di vita e un figlio non ha diritto a dirgli che hanno sbagliato a farlo. L'ipocrisia più grande sta nel fatto che se, al posto di Fibra, ci fosse stato un altro pinco pallino qualsiasi a raccontare questa storia, uno sconosciuto venuto dal nulla, o il vicino di casa, sarebbero stati tutti lì a dire: ma poverino, oddio povero piccolo. Invece, c'è Fibra a dirlo, a raccontarlo e, siccome è famoso, siccome fa audience, siccome fa rimbombo, si dà il via allo scandalo...la corsa al gossip, al giudicare, alla crocifissione del cattivo. Ho visto e raccontato ogni aspetto della vita...è vero Fibra e di questo grazie di cuore.

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