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Una storia di Alice

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il più fedele ha quattro zampe

una nuova avventura

Pubblicato il 26 settembre 2017

E chi lo dice che i cani non parlano? Basta guardarli negli occhi per capire che hanno un'anima.

Ho due cani, un maschio e una femmina, Margot e Lucky. Mi basta averli accanto per superare le mie paure più grandi. Loro mi rispettano perchè io li rispetto, loro mi capiscono e io li capisco, mi danno amore incondizionato e io li amo alla follia. La mia vita senza loro non sarebbe la stessa, non intraprenderei la mia strada se non avessi avuto loro.

Vivo con il mio ragazzo da poco più di un anno, al mio arrivo lui aveva Lucky e cinque gatti. Fin da quando sono arrivata, il mio sogno più grande, era quello di avere un legame come quello presente tra Ivan, il mio ragazzo, e Lucky: era ed è un legame più forte di tutto, è un legame che senti, che vedi; vedi la linea di collegamento tra il cane e l'essere umano, si sente nell'aria, lo percepisci. E credetemi se vi dico che è qualcosa di davvero unico.

Passeggiavamo nei boschi e loro erano sempre connessi: si guardavano, si cercavano, si seguivano, si prendevano cura l'uno dell'altro. Ivan avrebbe dato la vita per Lucky; Lucky avrebbe dato la vita per Ivan. Mi stupisco ancora quando li vedo giocare come fossero due lupacchioti, c'è un'intesa che fa venire i brividi, fa emozionare. E ancora oggi è così.

A ottobre decidemmo di prendere una cagnolina che entrò nelle nostre vite cinque giorni prima del mio compleanno: 12 ottobre 2016. Questa data cambiò la mia vita, nel vero senso della parola.

Ci dissero che il suo passato era sconosciuto. Sapevano solo che la mamma era un levriero, era morta dopo aver mangiato delle polpette avvelenate e i cuccioli erano stati trovati vicino a lei. li unici cuccioli sopravvissuti erano Margot e uno dei suoi fratellini. Noi andammo a prendere Margot in un rifugio a Bergamo. Appena varcata la soglia mi si spezzò il cuore: almeno venti cuccioli erano in attesa diun'adozione. Mi inginocchiai e subito tutti si avvicinarono per ricevere un po' d'affetto; a riceverci c'era una signora piuttosto anziana che si prendeva cura di tutti loro, la sua casa era la loro casa, potevano stare sul divano o sul letto senza nessun problema.

Mentre coccolavo quello che dopo scoprì essere il fratello di Margot, notai un piccolo chiuaua che si avvicinò. La signora si allarmò e disse "attenta, lei morde e bast...." non fece in tempo a finire la frase che la cagnolina iniziò a strusciarsi sulla mia gamba in attesa di coccole; la signora rimase a bocca aperta e Ivan disse una frase che mi sento ripetere spesso "lei fa uno strano effetto sugli animali, entra subito in sintonia". Questo è vero. Io credo che sia perchè sentono il dolore che oguno di noi porta dentro, sentono ciò di cui ha bisogno una persona ed io, in quel momento, ero come loro: avevo appena perso tutto, la famiglia e la casa, avevo cambiato tutto e mi sentivo persa. Ma avevo bisogo di sentirmi utile per qualcuno; decisi in quel momento che, quel "qualcuno", sarebbero stati loro.

Mi girai per parlare con la signora quando notai una piccola cagnolina rannicchiata sotto il tavolo, vidi i suoi occhi fissarmi e subito mi innamorai: Margot.

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