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Una storia di Paisley

3

Anyone for Tennis

Non sarebbe bello qualcuno per giocare a tennis?

Pubblicato il 08 gennaio 2016

Twice upon a time in the valley of the tears

The auctioneer is bidding for a box of fading years,

And the elephants are dancing on the graves of squealing mice…

Anyone for tennis, wouldn’t that be nice?

And the ice creams are all melting on the streets of bloody beer

While the beggars stain the pavements with flourescent Christmas cheer

And the Bentley driving guru is putting up his price…

Anyone for tennis, wouldn’t that be nice?

And the prophets in the boutiques give out messages of hope

With jingle bells and fairy tales and blind colliding scopes

And you can tell they’re all the same underneath the pretty lies…

Anyone for tennis, wouldn’t that be nice?

The yellow Buddhist monk is burning brightly at the zoo*,

You can bring a bowl of rice and then a glass of water too

And fate is setting up the chessboard while death rolls out the dice…

Anyone for tennis, wouldn’t that be nice?

C’era due volte nella valle delle lacrime

Il banditore sta facendo un’offerta per una scatola di anni che si dissolvono

E gli elefanti stanno danzando sulle tombe di topi urlanti…

Non sarebbe bello qualcuno per giocare a tennis?

E i gelati si stanno sciogliendo tutti sulle strade della sanguinosa\ maledetta birra

Mentre i mendicanti macchiano i marciapiedi con acclamazioni di Natale fluorescenti

E il guru al volante della Bentley sta aumentando il suo prezzo…

Non sarebbe bello qualcuno per giocare a tennis?

E i profeti nei negozi diffondono messaggi di speranza

con Jingle Bells e fiabe e prospettive cieche che si scontrano tra loro

E puoi dire che sono tutti uguali sotto le bugie graziose…

Non sarebbe bello qualcuno per giocare a tennis?

Il monaco buddhista giallo sta bruciando, brillante, allo zoo*,

puoi portare una ciotola di riso e magari anche un bicchiere d’acqua

E il fato sta impostando la scacchiera, mentre la morte lancia i dadi…

Non sarebbe bello qualcuno per giocare a tennis?

Scritta da:

Eric Clapton e Martin Sharp

Eseguita da:

Eric Clapton – Voce, chitarre

Jack Bruce – Basso

Ginger Baker – Percussioni

(e il mitico) Felix Pappalardi – Viola.

Buooonsalve! Come prima canzone da proporvi ho scelto “Anyone For Tennis”, dei Cream, poco conosciuta, ma che molti amano alla follia *tossicchia*ME*tossicchia*.

Rilasciata nel maggio 1968 come singolo, compare un anno dopo nel quarto e ultimo album della band, “Goodbye”.

Già dai primi secondi della canzone veniamo calati in un’atmosfera ovattata, dove la chitarra acustica segue uno schema semplice, non si lascia andare a virtuosismi ma segue il ritmo ipnotico scandito dalle percussioni; il tutto è accompagnato dalle sonorità insolenti di una viola.

Protagonista indiscussa del pezzo è la voce rassicurante del chitarrista Eric Clapton, poiché l’attenzione di chi ascolta vuole essere diretta proprio alle sue parole. Infatti, con la stessa facilità con cui il loro suono pacato si mimetizza con la serenità della melodia, così il loro significato stride con la spensieratezza della base musicale.

Il testo si apre con un gioco di parole: twice upon a time, da once upon a time (c’era una volta), come a voler prendere in giro e al tempo stesso imitare le candide fiabe delle nostre tradizioni. Ma siamo subito catapultati nella “valle delle lacrime”, dove facciamo la conoscenza dell’inquietante figura del banditore d’asta che, paradossalmente, propone, con l’intento di truffarci, offerte (per altro immateriali) invece di riceverle, e il mondo confuso e senza speranza che Clapton descrive non ha nulla a che vedere con le storie con le quali siamo cresciuti.

Spero che anche voi, come me, adoriate la frase And the ice creams are all melting on the streets of bloody beer, metafora diretta ed efficace che vuole sottolineare la progressiva perdita di positività e innocenza della nostra società.

Le parole aspre di Eric sono venate di sarcasmo ed evocano crude immagini di inganni e violenza, denunciando una società omologata e facilmente raggirabile, in cui le nostre menti e vite sono manipolate da chi ci propina ideologie mascherate da fiabe e canzoni natalizie, e in cui l’estremo non ha più valore. La provocazione ironica a portare riso e acqua al monaco avvolto dalle fiamme traduce la superficialità dell’uomo con una dicotomia tra chi si sacrifica per un ideale e chi invece resta indifferente, passivo.

Provocatoria è soprattutto la domanda che ricorre alla fine di ogni strofa e che dà anche il titolo al brano: anyone for tennis, wouldn’t that be nice?

E’ una sfida a non dare importanza ai veri problemi che ci circondano; è una sfida a continuare a rimanere imbambolati di fronte a chi, come il banditore o i profeti, ci promette sogni e astrazioni in cambio di costi alti; è una sfida a continuare a rimanere indifferenti davanti ai senzatetto che muoiono per le strade.

La canzone si conclude con la personificazione di due figure incorporee, il fato e la morte, che vuole far riflettere sulla caducità delle nostre vite in un modo al quale, forse, i Doors si sono ispirati per il finale della loro “Roadhouse Blues” (1970).

Per finire, possiamo sintetizzare la canzone in un vero e proprio inno alla lotta, in un invito a modificare il dannato sistema in cui siamo invischiati.

Non la trovate straordinaria? Non dimentichiamo che è stata scritta quasi cinquant’anni fa ed è ancora perfettamente attuale!

Beh, che dire… I Cream sono sempre i Cream! E voi che ne pensate? Avete altre interpretazioni? Fatemelo sapere!

Un bacio a tutti!

℘aisley

*Probabilmente si riferisce al celebre e tragico episodio della crisi del Vietnam in cui, nel giugno del 1963, un monaco buddhista vietnamita si fece dare fuoco davanti agli occhi sconvolti dei poliziotti, in un terribile gesto di protesta contro il presidente del Vietnam del Sud e la sua politica di oppressione della religione buddhista.

https://lamiavitaeungiradischi.wordpress.com/2015/10/16/anyone-for-tennis/

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