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Una storia di Skull

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Zapordius e le feroci pratiche estive

Pubblicato il 06 ottobre 2016

Zapordius è sempre se stesso, giorno dopo giorno. Non cambia mai.

Chi lo conosce di giorno, quasi sempre lo riconoscerà anche di pomeriggio e di sera (in rari casi anche di notte).

Ma non è questo inutile particolare che caratterizza la nostra storia.

C'è una stagione che si chiama “estate” che una volta all'anno arriva e coinvolge l'umanità intera in pratiche specifiche.

Zapordius, in quanto umano dell'umanità, è stato coinvolto in pieno dall'estate, ritrovandosi a svolgere attività particolari che lo hanno turbato così nel profondo che vanno analizzate nel dettaglio.

La prima di queste sono delle danze pseudo tribali eseguite in massa sulla sabbia cocente, a piedi scalzi. L'obiettivo principale è quello di agitarsi a ritmo di musica preistorica (che viene rispolverata appositamente per questi traumatici momenti) seguendo una o più guide incaricate di fare sempre le stesse cose per svariati mesi.

Zapordius, che riesce appena a camminare per un'ora senza inciampare, si è ritrovato a dimenarsi come un orca ubriaca spiaggiata e in preda ad attacchi epilettici multipli... ritirandosi dalla massa di bagnanti danzanti con enorme rammarico.

Sconfitto ma ancora in vita, Zapordius ha affrontato con inutile coraggio la seconda delle attività tipiche estive: il bagno al mare.

Fedele alle vecchie regole biologiche, il nostro eroe si è avvicinato al bagnasciuga solamente dopo tre ore dall'ultimo pasto. Digerire è fondamentale per poter sopravvivere. Purtroppo... attendere la digestione non aiuta ad affrontare un attacco di dieci bambini armati di retino e canne da pesca che, convinti di essere Sampei sotto effetti di potenti funghi allucinogeni, iniziano pratiche di pesca così brutali che neanche il re degli Unni ha osato fare nella sua lunga carriera da conquistatore.

Percosso, umiliato e ferito dai prodi pescatori minorenni, Zapordius è costretto nuovamente alla ritirata, piantando radici sotto al proprio ombrellone e preparandosi alla terza e comunissima pratica estiva: il cruciverba.

Abbandonando subito l'idea di avvicinarsi al sudoku, il cui nome incute un certo timore nella psiche umana, Zapordius ha deciso di sfidare la propria conoscenza in un intricato cruciverba di livello uno (e quindi, ipoteticamente, di difficoltà inesistente).

La richiesta era molto banale: quante cifre compongono un "mucchio"? - Diciotto lettere.

Colto da una leggera e ingiustificata amnesia, Zapordius decise di passare alla seconda domanda: Il nome di qualcuno. – Cinque lettere.

Mentre stava per ottenere un'illuminazione divina il cruciverba finì improvvisamente bruciato dall'accendino che, per sbaglio, Zapordius aveva acceso proprio in quel momento.

Purtroppo l'accusa di piromania e vandalismo costarono a Zapordius ben quarantasei minuti di reclusione dinanzi alla postazione di un bagnino dai muscoli lucenti e all'apparenza composti di pura gomma.

Lottando contro la tentazione di palpare un bicipite all'uomo incaricato di vigilare sulla sicurezza di tutti i bagnanti prendendo il sole dall'alto di una torre in compagnia di salvagenti sgonfi e belle donne, Zapordius realizzò che l'estate non era proprio la sua stagione preferita. Stava per pensare che era meglio la primavera ma questa, come l'autunno, ormai sono date per disperse e di loro non si hanno più notizie da tempo.

Ed è così che Zapordius decise di conservare le sue energie per l'inverno, in attesa di affrontare nuove ed emozionanti avventure.

PS: alla fine Zapordius è riuscito a palpare il bagnino che gli ha risposto con voce fin troppo femminile... urlandogli un sonoro: "ma che fai, sciocchino?"

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