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Una storia di AnjaLol

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Cadi nelle braccia di una trentenne alcolizzata

Pubblicato il 31 maggio 2017

Ero ubriaca quando ci siami conosciuti. Non era mia intenzione bere così tanto, ero nervosa.

In fondo io neanche ci volevo uscire con te. Ho temporeggiato prima di incontrarti, ero in ritardo, ti sono passata davanti e tu sei rimasto lì ad aspettarmi.

Eravamo insieme, ho bevuto ancora, ero ancora lucida, così lucida da offrirti da bere, dovevo farmi perdonare il ritardo. Ti ho fatto sentire piccolo, volevi essere uomo. Abbiamo camminato, abbiamo parlato, mi hai preso la mano. Abbiamo continuato a camminare mano nella mano. Ci siamo fermati, ti sei seduto sulla tua moto. Volevo andare via, e non perchè stessi male con te, e non perchè avevo troppo alcol in corpo, avevo paura. Avevo paura di quello che poteva succedere. Mi tenevi le mani, io continuavo a parlare di, boh non lo so neanche io cosa dicevo, forse stavo friggendo aria, sta di fatto che mi hai lasciato le mani e io stavo per allontanarmi. Sei stato più veloce, mi hai preso i fianchi e mi hai attirato a te. Le tue labbra erano sulle mie, morbide, calde. Un bacio lungo, senza respiro. Le tue mani si muovevano su di me, lente, impercettibili. Non potevamo andare avanti, bisognava fermarsi. Non volevo, ci stavo prendendo gusto. L'ultimo bacio. "Devo andare via. Dimmi quando arrivi a casa. Ci vediamo".

Sono tornata a casa volando.

Pensavo a te, pensavo a noi, l'alcol era andato via. Ho passato il giorno dopo a capire che fare. Ti ho scritto, volevo rivederti, i nostri impegni ci hanno diviso. "Ci vediamo, non ci sono oggi, ho una cena, lavoro fino a tardi, venerdì sto via per il weekend". Non ti ho cercato.

Sei tornato, mi hai invitato a cena a casa tua. Mi hai offerto un bicchiere di rosso, l'ho bevuto tutto. Mi sono seduta a guardarti cucinare per me, sorseggiavo il mio vino, ero imbarazzata. Tu parli poco, io troppo, non riesco a capirti, non so se quello che dico ti interessa. Mi davi le spalle e non potevo vedere i tuoi occhi. Mi è venuta in mente una scena di Sex and the City. Big che cucinava per Carry e Carry beveva. Noi uguali. Ma io non sono Carry e tu non sei Big, siamo Anja e William e non viviamo New York.

Abbiamo cenato come una vecchia coppia, abbiamo parlato delle nostre vite, senza andare in profondità. Non sono sicura di volerti far vedere cos'ho dentro e la tua riservatezza non aiuta. Il vino sta finendo. Sbucci una pesca, ne tagli un pezzo e lo appoggi sulle mie labbra, lo mangio. La cena è finita, ti aiuto a riordianare. Su una cosa andiamo d'accordo, siamo entrambre fissati con l'ordine e la pulizia. Ti seguo mentre vai a fumarti una sigaretta fuori. Mi affaccio al balcone, guardo il verde che circonda casa tua mentre rolli la tua sigaretta. Ti avvicini a me, mi baci sul collo, io mi volto verso di te, le nostre labbra sono unite. Breve, intenso, preludio di qualcosa di grande. Ti fumi la tua paglia, il fumo ti avvolge e sei una calamita per me, ma mi trattengo.

Fuori c'è caldo, l'estate è arrivata in anticipo. "Rientriamo, ci guardiamo un film? Si dai."

Sul divano, siamo distanti, mi saluti dal tuo angolo, mi avvicino, appoggio la testa sulla tua spalla. Non servono giri di parole, non servono gesti, non serve il giusto sottofondo musicale, non serve dirti cosa fare. Sei su di me, mi baci, mi accarezzi, mi spogli. "Andiamo di la". Mi prendi per mano, mi tiri via quel che resta dei mie vestiti. Mi baci, mi accarezzi. Ti spoglio, ti bacio, ti accarezzo, ci arriveremo mai di là?

Mi porti al centro del letto, sei su di me, sono su di te, hai il potere, ho il potere. E' un continuo scambio di ruoli, le mani si intrecciano, i gemiti si intensificano all'unisono, sei su di me, i tuoi occhi su di me, le tue mani su di me, tu dentro di me. Insieme raggiungiamo quello stato di benessere che volevamo dalla prima volta che ci siamo visti. Cadi su di me leggero, continui a baciarmi, mi abbracci, mi guardi, "A cosa pensi?". Ti guardo, mi rifugio nelle tue braccia. Restiamo in silenzio, l'uno nelle braccia dell'altro. Nella mia testa c'è il caos, sto per addormentarmi, ma tu mi vuoi ancora e io non ti resisto. E' una dolce lotta, ma questa volta sono io a comandare. Il potere è nelle mie mani e a te non dispiace, mi porti in alto, mi fai toccare la luna e io non voglio scendere. Dove sei stato finora? Perchè non ci siamo conosciuti prima? Perchè ho dovuto passare in tanti letti inutili se tu sei il letto perfetto? Ancora una volta insieme raggiungiamo la pace. Sono esausta, ma felice. Restiamo ancora un pò abbracciati, non riesco, non voglio farti uscire da me, ti terrei così per sempre.

E' tardi, devo tornare a casa. Tu devi svegliarti presto. Non me ne voglio andare, tu non vuoi lasciarmi andare. Vinciamo i nostri desideri, separiamoci per questa sera. "Dimmi quando arrivi a casa".

Non riesco a dormire, penso a te, penso a noi, penso che non voglio farti andar via, penso che ho voglia di rivederti. Non so che fare, ti chiamo, ti scrivo, vengo da te? Dai ti scrivo, è meno invasivo. "Come stai? Bene. Te? Bene, ma ieri stavo meglio... Perchè? Ho passato una bella serata. Anche io. Ti va di vederci? Non posso, devo sistemare delle cose che devo partire. Beh allora fa buon viaggio"

E mentre tu parti su quell'aereo, io parto per la tangente.

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