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Una storia di LuigiMaiello

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Intertwine Consiglia 70: “Il piacere di viaggiare insieme"

iGoOn insieme al film "Basilicata coast to coast", al disco "Wanted on voyage" di George Ezra e alla "Guida Galattica per gli Autostoppisti"

Pubblicato il 17 novembre 2016

“Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre «Andiamo», e non sanno perché.

I loro desideri hanno le forme delle nuvole”.

Charles Baudelaire

Il desiderio di viaggiare nasce spesso dalla voglia di allontanarsi dalla vita di tutti i giorni per godere momenti pieni di libertà e adrenalina.

Iniziare un viaggio infatti è come lanciarsi in un’avventura che viene vissuta al meglio solo se teniamo la mente leggera, come un bagaglio che deve spostarsi di stazione in stazione.

In ogni viaggio c’è la curiosità di vedere posti e paesaggi nuovi, di conoscere persone che forse non rivedrai più, ma c’è anche lo stupore di vedere il sole che spunta in un posto diverso dal solito, in un posto dove non lo avevi mai visto prima.

Il fascino di un viaggio è anche questo.

“Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove…” (Pino Cacucci)

Il Viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich.

“Il piacere di viaggiare insieme” è l’argomento di questa settimana, ed è anche il tema della Sfida Creativa lanciata da iGoOn sulla nostra piattaforma.

Un tema non a caso perché iGoOn è un’azienda che, attraverso un'App (disponibile sia per Android che per Apple) si pone l’obiettivo di avvicinare quelle persone che hanno in comune un percorso, una meta o una passione, puntando su uno slogan che più chiaro non si può:

"Non andarci da solo"

In quest’articolo partiamo da una meta vicina a noi come la Basilicata, per arrivare fino alla Galassia, utilizzando i mezzi di trasporto più svariati: dal cammino a piedi fino all'autostop.

Intertwine Consiglia pt. 70: “Il piacere di viaggiare insieme” inizia con Basilicata coast to coast.

- “Sto facendo un reportage su 4 imbecilli che attraversano la Basilicata a piedi, lei li conosce?

- “Abbastanza, uno è mio marito...”

È il sogno di cantare al festival nazionale del teatro-canzone di Scanzano Jonico che spinge quattro amici a formare un gruppo dal nome “Le Pale Eoliche” e ad attraversare tutta la Basilicata a piedi per esibirsi alla serata conclusiva di quel festival.

Da Maratea (sul mar Tirreno) fino a Scanzano (Ionio) con l’auto ci vorrebbe solo un’ora e mezza, ma in realtà il concerto diventa il pretesto per stare insieme e soprattutto per dare un senso alle vite dei quattro, ognuno dei quali alle prese problemi che vuole lasciarsi alle spalle e con decisioni sul futuro da prendere.

Il metodo migliore per Nicola (Rocco Papaleo), insegnante di matematica di un liceo artistico col sogno della musica, è quello di partire dieci giorni prima e raggiungere la loro destinazione a piedi.

"Non è che bisogna essere idealisti per andare da Maratea fino a Scansano. Basta che uno una cosa la vuole veramente."

Con Nicola ci sono altri "tre musicisti”: alla chitarra c’è uno studente di medicina (Salvatore Chiarelli) che ha abbandonato gli studi per lavorare nel tabacchi di famiglia; “al fodero della chitarra” c’è Rocco (Alessandro Gassmann), personaggio televisivo di grande fascino, ma ormai in declino; e al contrabasso c’è un falegname (Max Gazzè) che è rimasto sconvolto dalla morte della donna amata, una morte che gli ha fatto perdere le parole, in tutti i sensi.

I musicisti viaggiano con un cavallo bianco, che traina un carretto con dei pannelli solari e gli strumenti. In questo viaggio vengono seguiti e ripresi da una televisione parrocchiale, con una giornalista svogliata e raccomandata, interpretata da Giovanna Mezzogiorno.

"Agosto moglie non ti conosco."

"Ma guarda che è settembre."

"Infatti s'è incazzata”

Il film ci cala in un contesto in cui sembra che il tempo si sia fermato: gli anziani hanno ancora la coppola in testa e siedono sulle sedie di paglia appena fuori dalla porta di casa.

Non ha retto la modernità, a me piace pensare che l'ha rifiutata”.

Basilicata coast to coast è il primo film di Rocco Papaleo, ed è un vero e proprio atto d’amore verso la sua terra d’origine.

Il film, oltre ad essere leggero e piacevole, è soprattutto un viaggio e un'esperienza che indaga il cuore del Sud e lo comprende dentro una commedia di innegabile simpatia.

Tra canzoni – i musicisti cantano nelle varie tappe per arrivare a Scanzano -bicchieri di Aglianico del Vulture e avventure di vario tipo, emerge il tentativo da parte di Papaleo di raccontare in modo poetico la bellezza e le contraddizioni dei luoghi e della sua gente.

E così alla fine abbiamo tutti un convinzione in più:

«La Basilicata esiste, ma è un po' come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi.»

Wanted On Voyage è un album nato da un viaggio, quello che il giovane George Ezra decise di fare in tutta Europa, in un interrail che da Bristol - passando per Amsterdam e Berlino – doveva portarlo fino a Budapest.

In realtà proprio a Budapest lui non è mai arrivato e a quella città dedicò una canzone, che è anche la sua hit più famosa.

Budapest non solo rappresenta la città che non è riuscito a visitare durante il suo viaggio in Europa ma è – soprattutto – una canzone d’amore verso le cose e le persone che vorrebbe (e vorremmo) ma non possiamo avere.

Budapest è una lettera d'amore rivolta a un traguardo mai raggiunto.

Il titolo del disco (“Wanted on voyage”) riprende la scritta sulle etichette che un tempo si apponevano sui bagagli a mano per distinguerli da quelli destinati alla stiva (“not wanted on voyage”).

In tutto sono 16 canzoni, tutte ispirate da gente in partenza o in fuga: tante piccole storie fatte di sensazioni, desideri, pensieri in giro per città come Parigi, Amsterdam, Copenaghen, Malmö, Vienna, Milano e Barcellona.

È un disco dove si raccontano relazioni, calore e voglia di comunicare con i compagni di viaggio, nuovi o di sempre, attraverso la voce di George Ezra che, intensa ed accattivante, è perfetta per quella strana commistione tra blues, country, folk ed attitudine pop che caratterizza le sue canzoni.

Ora immaginate di stare a casa vostra e all’improvviso vi trovate delle ruspe fuori la porta.

Tranquilli, non c’è Salvini sulla ruspa, né nel romanzo (altrimenti non l’avremmo consigliato!), ma è così che inizia la Guida Galattica per gli autostoppisti, un classico di Douglas Adams, che oltre ad essere scrittore di fantascienza, è stato anche un autore radiofonico ed umorista britannico.

“Sei pinte di amara — ordinò Ford Prefect al barista dello Horse and Groom. —

E presto, per favore. Il mondo sta per finire.”

La casa in questione doveva essere buttata giù per far posto a una tangenziale che serviva a unire tutta la Galassia. In realtà poco dopo scopriremo che a essere distrutta non sarà solo la casa, ma tutta la Terra e a salvarsi saranno solo due persone: Arthur Dent, proprietario della casa, e un suo vecchio amico, Ford Prefect, che ben presto si rivelerà un alieno che era solo di passaggio sulla terra per alcune decine di anni.

I due salgano a bordo di un’astronave demolitrice e iniziano il loro viaggio nella Galassia, ma ben presto vengono scaricati di nuovo nello spazio. Per fortuna sono salvati in extremis e caricati come autostoppisti a bordo di una nuova astronave: la Cuore d'Oro.

“Lo spazio è vasto. Veramente vasto... Voglio dire, magari voi pensate che andare fino alla vostra farmacia sia un bel tratto di strada, ma quel tratto di strada è una bazzecola in confronto allo spazio.”

A guidarli in questo viaggio c’è la Guida Galattica per gli Autostoppisti, un vero best seller in tutto l’universo, tranne che sulla Terra.

Si tratta di una guida utile in ogni momento che sulla copertina ha una scritta:

La galassia in realtà è un posto strano,

dove i robot sono intelligenti, ma anche depressi, perché nessuno li considera. Anche gli ascensori si sono stancati di andare sempre e solo “Su e giù” e per questo hanno richiesto di spostarsi anche di lato, ma la richiesta non è stata accettata.

Nella Galassia c’è un pianeta dove venivano costruiti tutti gli altri pianeti su commissione: così scopriamo che in verità la Terra è un computer creato da dei topi, per scoprire "la Domanda Fondamentale sulla vita, l'Universo e tutto quanto". Alla risposta erano giunti milioni di anni prima, ed era semplicemente: 42.

Douglas Adams

- Sei pazzo?

- È una possibilità che non ho ancora escluso. Di me stesso so solo quel tanto che riesco a capire nelle mie attuali condizioni mentali. E le mie attuali condizioni mentali non sono buone.

Se vi aspettate una storia cupa, che parli di un futuro distopico, siete sulla cattiva strada: la Guida Galattica per gli Autostoppisti è in realtà un libro divertentissimo, ricco di elementi paradossali.

Qui scopriamo che l'uomo, che ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, è invece la terza specie. Secondi in ordine di intelligenza ci sono i delfini, che

“erano a conoscenza da tempo dell'imminente distruzione del pianeta terra. Avevano tentato più volte di avvertire l'umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini”

È un libro pungente e acuto in cui l’autore prende in giro tutti i difetti che affliggono la razza umana.

L'enciclopedia galattica nel capitolo dedicato all'amore afferma che è troppo complicato da definire. La guida galattica per autostoppisti invece, sull'argomento amore, dice evitatelo se possibile.

La Guida Galattica per gli Autostoppisti è stata pubblicata per la prima volta nel 1979, ed è un libro che coniuga fantascienza, humor e intuizioni, che nel tempo si è affermato come un vero cult del genere.

Ad un certo punto del libro leggiamo:

“Non è sufficiente godere della bellezza di un giardino?

Che bisogno c’è di credere che nasconda delle fate?”

È come chiedersi perché cerchiamo sempre il senso delle cose,

quando basterebbe apprezzarne la bellezza e lasciare spazio allo stupore e alla meraviglia: sono loro che dovrebbero governare queste situazioni e sono queste le sensazioni che proviamo ogni volta che viaggiamo, o almeno, quelle che ci piacerebbe provare.

Ogni viaggio in realtà ha tre vite:

- la prima è composta da tutte le aspettative che ci facciamo nei suoi confronti: i luoghi da visitare, i cibi che vorremo mangiare, le persone che secondo noi potremmo incontrare;

- la seconda è quella più importante: è il viaggio stesso;

- poi c’è la terza, che è il ricordo, che si esercita per lo più attraverso il racconto.

È il momento di far vivere la terza vita a tanti dei vostri viaggi, con una storia che racconti il piacere di un viaggio condiviso.

Una storia da inserire nella Sfida Creativa lanciata da iGoOn, grazie alla quale potrete vincere tre buoni Amazon da cinquanta euro.

“Il viaggio più bello quaggiù è quello che facciamo l'uno verso l'altro.”

Paul Morand

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