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Una storia di MirianaKuntz

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Dedicato ai romantici 2.0

-la chimica- che tiene in vita l'amore.

Pubblicato il 01 novembre 2017

’Siamo spinti ad amare qualcuno, perché il cuore ci batte forte e gli occhi brillano forsennatamente, mentre stiamo in silenzio, ci accorgiamo che è amore’’.

Dedicato ai romantici, e a chi nonostante tutto ha imparato a crederci.

Questo avviene nel mondo ogni istante, ogni secondo che passa in giro per il pianeta uno si innamora di un altro. Qualcuno la chiama magia, qualcun altro pensa che sia –un fatto del destino- ma in tanti sottovalutano –la chimica-.

La parola presa così fa venire in mente la scuola, la tabella degli elementi in fondo alla pagina o alle provette di vetro che fanno impazzire gli esperimenti, ma –avere chimica- con qualcuno talvolta è un elemento validante per i sentimenti e per le relazioni.

Essere innamorato e basta di qualcuno, a livello platonico, è come avere una grande fame, essere davanti ad un buffet e non avere voglia di assaggiare nulla. E’ quasi ai livelli dell’amore cortese, dei balli lenti, dei baci sfiorati sulla guancia, e delle carezze tra i capelli che spostano il peso leggero di una ciocca da un lato all’altro.

Ma se non ci fosse l’attrazione fisica, l’amore potrebbe esistere davvero?

Al mondo muoiono milioni di relazioni perché non ci si tocca più, non ci si guarda, non ci si spoglia con gli occhi, non si fa più l’amore, si coesiste e basta in uno spazio senza sentire elettricità nell’aria.

Non si tratta di strani meccanismi –ossessivamente sessuali- ma l’attrazione fisica tiene una relazione in piedi, come la brace sotto un bel fuoco che ti permette di mangiare delle cose deliziose, ogni volta che ne necessiti.

Quando la fiamma si spegne, non si mangia più.

Quando la fiamma non riesce neppure ad accendersi la prima volta, allora sai preventivamente che non mangerai o che sarai costretta a mangiare da un’altra parte.

Forse siamo solo scintille che hanno bisogno di toccarsi, atomi che vogliono sfregarsi, particelle di tutto che hanno bisogno di uno spazio vuoto in cui adagiarsi, e di uno spazio pieno in cui nascondersi. Forse abbiamo bisogno di un abbraccio più di una parola carina: ci si tocca per sentirci, e ci si sente per averci.

La chimica rende due persone –calamite di carne ed ossa- non ci si resiste neppure in mezzo agli schiaffi, alle lacrime, alle discussioni, ci si corre incontro fino a scontrarsi per farsi del bene.

La chimica è negli occhi di uno che guarda un’altra anche in mezzo alla folla, e i suoi occhi gridano – ti sto spogliando.- ancora prima che le mani possano farlo.

Chimica è sentire il corpo di un altro ancora prima di essere vicini, è sentire i brividi al solo suono di una proposta, allo sfregarsi di una guancia contro un'altra pregustando il momento in cui la guancia sarà bocca e la bocca sarà carne.

Chimica è quando non si pensa a nient’ altro che – voglio averti- e non si fa più caso alla gente, ai rumori, ai rischi e alle paure.

Quando c’è attrazione si sente, e non si spiega.

Non ci sono formule che possano riassumere il concetto, non c’è logicità, certe cose non te le spieghi ma continui a farle, ancora e ancora.

Ci sono persone nel mondo che non l’hanno mai scoperto. Qualcuno vive nell’ignoranza che basti amarsi a parole e cioccolatini per amarsi davvero, qualcun altro lì fuori, si è abituato al sesso ciclico, che avviene perché il corpo ne sente il bisogno, e il calendario ne richiama il ritardo.

Quando qualcuno ti attrae invece non conti i giorni, perché non ne passano molti, e prima che la bocca possa dire qualcosa di dolce, le mani stanno mostrando qualcosa di ancora più dolce.

E’ essenziale, eppure è così rara. L’elettricità che c’è nell’aria mette in moto l’universo quando due si piacciono, le parole diventano confuse, i chiassi diventano silenzi, e la paura di sconvolgere un’esistenza sicura cede sotto il peso dei baci.

Quando c’è attrazione, baci qualcuno con tutta te stessa, non sono solo bocche e lingue, il respirare si attenua e diventa una canzone all’unisono, il cuore si accelera e aumenta la velocità del sangue, gli occhi si sbarrano o si chiudono, la pelle si incastra dentro la morsa delle dita, le gambe si serrano intorno ad un pensiero, ogni parte di te bacia ogni parte dell’altro, senza neppure pensarci.

Allora forse non è nato prima l’amore e poi l’attrazione, forse è –l’attrazione umana- che ha permesso all’amore di venire alla luce, forse è stata colpa dei pianeti, o della Luna, forse colpa non ce n’è, ma è stato tutto naturale, forse è la chimica che ha messo al mondo i sentimenti, e i sentimenti per ringraziare la prima si sono assicurati che l’uno non si sbarazzasse mai dell’altro, affinchè tutto fosse funzionante.

Forse la chimica è impossibile da trattenere, come un mare dentro un bicchiere.

Non la puoi acquistare, non la puoi costruire, anche se ti sforzi non la insceni bene, o c’è o non c’è, non si cerca un igloo in un deserto, perché tanto non lo trovi.

‘’Siamo poli che si cercano, zolle di terra che vogliono scontrarsi, viviamo l’uno accanto all’altro, desiderando costantemente di essere l’uno dentro l’altro.’’

Dedicato ai romantici 2.0 che si tengono vicini, e poi… addosso.

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