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Una storia di Raffaele

Caro Peter

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Pubblicato il 27 giugno 2018 in Fumetti

Tags: Racconti

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Sono stato rimandato in Latino al terzo anno di Liceo, quando ancora lo si faceva, e trascorsi un’intera estate a tradurre versioni, declinare verbi e sudare per il caldo.

Ovidio e le sue "Metamorfosi" sono tra i pochi testi di quel periodo che mi affascinarono e la maledizione che Atena, Dea delle Arti, lancia sull’ arrogante Aracne, abile tessitrice, rea di aver vinto una sfida lanciatale dalla Dea in persona, mi è sembrato il modo più originale per dare al nostro Uomo Ragno una compagna che condividesse la sua condanna: da un grande potere, derivano grandi responsabilità!

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Caro Peter, sarò breve.

Non ho mai sopportato le tue mani appiccicose e umidicce, e quello schifo che fai con la bocca ogni volta che dobbiamo mangiare è vomitevole. Mai una volta che mi avessi portato in un posto decente: sempre la cantina, sempre all’umido e al buio, sempre bacherozzi e mosche. Non ce la faccio più!

Odio fare l’amore con te in quel polveroso bozzolo che chiami casa, e non mi sono mai piaciuti i tuoi giochetti sadici con le ragnatele. Sei brutto, disgustoso, e da quando ti sono spuntati gli altri arti sei ancora più assurdo.

Dici di amarmi, eppure non hai mai tempo per me: chi vuoi prendere in giro? Passi giornate intere in quel ridicolo costume che io stessa ti ho cucito e non so più perché. Credevo che sarebbe durata per poco, pensavo che questa tua mania di fare il “Paladino della Giustizia” era una fissa passeggera, m’illudevo…Ma poi, come se non bastasse, ti sei circondato di quegli altri due stupidi “Supereroi”…Com’è che vi chiama la gente? Ma che m’importa ormai, non voglio sapere più nulla!

Ti ho amato Peter, ma adesso è finita.

Non cercarmi, sarà inutile, io me torno in Lidia, tra la mia gente.

Non più tua, Aracne

Non lo patì l’infelice: furente si strinse

la gola con un capestro e restò penzoloni.

Atena, commossa, la liberò, ma le disse:

“Pur vivi o malvagia, e pendendo com’ora pendi.

E perché ti tormenti nel tempo futuro,

per la tua stirpe e pei tardi nipoti continui il castigo”.

Poscia, partendo, la spruzza con sughi di magiche erbette;

subito il crime toccato dal medicamento funesto cadde

e col crine le caddero il naso e le orecchia;

divenne piccolo il capo e per tutte le membra si rimpicciolisce;

l’esili dita s’attaccano, invece dei piedi, nei fianchi;

ventre è quel tanto che resta, da cui vien traendo gli stami e,

trasformata in un ragno, contesse la tela di un tempo.

(Ovidio, Metamorfosi, VI)

C’è chi dice che Peter Parker vaghi ancora infelice e folle per i monti della Lidia in cerca della sua amata Aracne…chi lo sa! Supereroi oggi non ci sono, questa è una certezza, ma nessuno ve lo dirà. Tutto ciò non lo trovate sui libri di storia, perché è la verità. Tuttavia, ci piace pensare, che la gente non smetterà mai di credere in questi uomini straordinari, individui unici, eccezionali, persone vere, reali o apparentemente normali che, in magnifici e colorati costumi, ci difendono da ogni male e ogni cattiva sorte…Mai una volta per tutte però, proprio come nei fumetti…

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