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Una storia di Francesca23

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Alice: un sogno diventato realtà

Il capolavoro di Lewis Carroll pubblicato il 26 novembre 1865 festeggia i suoi 150 anni di storia.

Pubblicato il 26 novembre 2015

Il 26 novembre del 1865 arriva nelle librerie “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie”, scritto dal matematico,logico e fotografo inglese Charles Lutwidge Dogson, ben più noto con lo pseudonimo Lewis Carroll. Senza precedenti nella storia della letteratura mondiale, Alice nel paese delle meraviglie è senza ombra di dubbio uno dei romanzi più conosciuti e amati nel mondo per la sua versatilità e capacità di adattamento ad ogni piattaforma e stile di vita. Le avventure di Alice sono infatti indirizzate a ogni genere di età senza distinzione, capace di emozionare i più piccoli e far sognare i grandi che hanno dimenticato come fare.

Un infanzia difficile, problemi di salute, un’insolita attrazione per le ragazzine,eppure un’intelligenza fuori dal comune che ha portato il giovane Carroll alla stesura, quasi inconsapevole, di un romanzo fantastico.

Egli non si aspettava certo che proprio quel suo manoscritto avrebbe raggiunto il cuore di molte persone. Per lui infatti era una semplice storia, scritta d’estate da dedicare a una bambina da cui prende il nome la nostra protagonista.

Alice Lidell, a differenza di come viene descritta nella storia dato che non era bionda ma castana, era la figlia del direttore della scuola in cui Carroll insegnava. Fu proprio l’interesse per quella ragazzina, in particolare per la sua vivacità e spontaneità, che portarono il nostro amato scrittore a inventare ogni giorno storie fantastiche per intrattenerla. Fu proprio la stessa Alice Lidell, appassionata dai suoi racconti, che gli chiese di scriverglieli in un romanzo e regalarglielo. Lewis fu di parola e il 24 dicembre del 1864 regalò il racconto alla piccola.

Lewis affermava di non aver mai scritto niente di rilevante, ma che non disperava di riuscirci un giorno e effettivamente ci è riuscito.

Il romanzo è ricco di allusioni a personaggi e avvenimenti dell’epoca, eppure si presenta come un continuo giocare con regole logiche, matematiche, fisiche e linguistiche che nel loro piccolo,distolgono la realtà di quel periodo rendendola speciale. L’opera ebbe un successo incredibile tanto da meritarsi non solo citazioni letterarie, ma anche cinematografiche e televisive, diventando persino un videogioco.

Fra gli autori che hanno dichiarato di considerare Alice come una fonte di ispirazione per le loro opere ricordiamo James Joyce,Jorge Luis Borges e il mitico John Lennon. In molti paesi del mondo esistono club e società di estimatori di Carroll.

Lo stesso Walt Disney considerò il romanzo un vero successo, insistendo perché entrasse a far parte della collana dei classici di animazione Disney.

Neanche l’occhio vigile e il fiuto infallibile da segugio di Tim Burton se l’è fatto sfuggire, offrendo una sua personale e tridimensionale rilettura delle stravaganti e rocambolesche avventure della tenera Alice Kingsley. Ad affiancarlo in questa impresa, oltre a una buona dose di effetti speciali, un cast d’eccezione in cui la tenera Alice è una donna giovane e bella, interpretata dall’attrice australiana Mia Wasikowska la quale, sebbene questa sia stata la sua prima apparizione importante sul grande schermo, non delude le aspettative del pubblico.

Del resto come potrebbe affiancata da Alan Rickman, doppiatore del brucaliffo, Anna Hathaway la dolce regina bianca dagli occhi da cerbiatta, meglio ricordata per il ruolo di Andrea stagista goffa e impacciata in “Il diavolo veste prada”, e la mitica, sola e unica Helena Bonham Carter, Bellatrix per tutti gli sfegatati della saga di Harry Potter, nei panni dell’acerrima Regina Rossa.

Ovviamente dove c’è uno c’è anche l’altro e di certo non poteva mancare il solo e unico, bellissimo e fantastico Johnny Deep, inegualiabile trasformista e mito del cinema di Hollywood, nei panni del folle e geniale cappellaio matto.

Ma non diremo addio a questo cast tanto facilmente, il 25 maggio infatti uscirà nelle sale cinematografiche “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”il seguito del romanzo scritto da Carroll.

Per non parlare della ABC che gli ha dedicato un'intera serie televisiva "ONCE UPON A TIME IN WONDERLAND" con protagonisti Sophie Lowe nei panni di Alice, la splendida Emma Rigby in quelli di una bellissima e elegantissima Regina Rossa e la simpatia travolgente di Michael Socha nel fante di cuori. Nella serie la favola di Alice viene unita a quella di Aladin, ennesimo capolavoro Disney.

A Lewis Carroll è dedicato anche un importante premio per la letteratura per ragazzi, il Lewis Carroll Shelf Award.

Film, libri, gadget e tanto altro, sul mito di Alice nasce un vero e proprio business d’affari con cui tutti sono in contatto, ma pochi sono a conoscenza che questo mito ha toccato anche altri campi. Come quello della medicina ad esempio.

Non è un farmaco, ma una sindrome per la precisione, chiamata appunto sindrome di alice nel paese delle meraviglie. Chi soffre di questa sindrome può vedere gli oggetti molto più grandi o molto più piccoli di quanto siano in realtà, trovano difficile giudicare il tempo che scorre. Il delirio, non è associato però a malattie mentali, dato che può comunemente verificarsi nei bambini o prima di addormentarsi.

Da alcuni studi effettuati, si pensa che lo stesso Lewis Carroll ne fosse affetto, dato che la sindrome si manifesta con forti emicranie di cui soffriva, e si pensa inoltre che proprio questa sindrome abbia ispirato la stesura del racconto.

Come lo stregatto del suo racconto, Lewis è un personaggio enigmatico, sempre al di sopra delle parti, mai a favore o contro nessuno, capace di guardare il mondo con occhi diversi, non arrendendosi ed essendo in grado addirittura di sfruttare la sua malattia a suo vantaggio,trasformando i suoi punti di debolezza in forza.

E proprio come afferma il cappellaio matto, nella sua celebre battuta “Tutti sono matti” e a seguito dell’affermazione di Alice “E’ impossibile” a cui risponde “Solo se pensi che lo sia”, ci fa capire quanto tutti siamo differenti tra noi e come nessuno ostacolo deve impedirci di raggiungere e vivere i nostri sogni. Alice diviene dunque non solo fantasia e divertimento, ma anche scrigno segreto che cela profonde riflessioni sul riscoprire la bellezza della vita.

A 150 anni di distanza …. Buon Non-Compleanno Alice!

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